L’ora X è quella delle 20:00, il luogo è il PalaDozza. Nico Mannion debutterà ufficialmente in maglia Virtus Bologna questa sera, nella sfida con l’Allianz Trieste di Franco Ciani. Un’attesa particolarmente lunga, quella del figlio di Pace, e che sembrava doversi prolungare fino all’inizio di novembre. Poi l’accelerata e il rientro alla terza di campionato.
Mannion ha raccontato dettagli particolarmente rilevanti alla Gazzetta dello Sport e a una delle sue penne più importanti in particolare, vale a dire Davide Chinellato: “Ho cominciato a sentirmi male a inizio giugno. Avevo la salmonella, ma pensavo fosse una semplice intossicazione alimentare. Perdevo peso, ero disidratato e sempre stanco, sempre col bisogno di dormire. Abbiamo scoperto prima di partire con la Nazionale per la Serbia che avevo la salmonella, ma stavo guarendo. Durante il Preolimpico mi sono sentito meglio, anche se non credo di essere mai stato oltre l’80%“.
Il peggio doveva ancora venire, a Tokyo: “La salmonella aveva causato un’altra infezione intestinale. E la situazione è peggiorata prima delle Olimpiadi: continuavo a perdere peso. Quando abbiamo affrontato la Francia nel quarti avevo già perso 9-10 chili. Ho scritto a mio padre che non riuscivo a stare in piedi, ma lui non sapeva cosa mi stava succedendo e pensava fosse tensione. Mi ha detto di dare il massimo, ho fatto quello che ho potuto“.
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L’amara verità una volta tornato a casa: “Quando sono tornato a casa abbiamo capito e cominciato le cure. Mi sentivo bene quando sono partito per l’Italia ma sull’aereo mi sono sentito male di nuovo e ho provato il peggior dolore della mia vita. Sono stato due giorni in hotel, poi sono andato in ospedale: ci sono stato cinque giorni, con una flebo attaccata 24 ore su 24. Sono stati mesi lunghi e dolorosi, ho perso quasi 20 chili. Grazie all’aiuto di tutti, dai medici alla Virtus, sono tornato in forma“.
Tra gli argomenti anche un passaggio sulla vita a Bologna: “Vivo in centro, adoro non dover prendere la macchina se non per gli allenamenti, trovare tutto quello che mi serve passeggiando. I tifosi mi fermano, ma non mi chiedono selfie o autografi, mi domandano solo come sto e quando tomo. Non vedo l’ora che mi vedano al massimo“.

Il primo guizzo di Nico Mannion contro i cechi

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