Umana Reyer Venezia - Allianz Pallacanestro Trieste 84-77

Di Marco Arcari. 3° successo consecutivo per l'Umana Reyer Venezia, che regola l'Allianz Pallacanestro Trieste dopo un match molto bello e avvincente Coach De Raffaele sceglie di lanciare in quintetto Bruno Cerella e Valerio Mazzola, ma l’avvio è tutto per Mitchell Watt. Il centro orogranata dà spettacolo nel pitturato avversario, coi soliti movimenti spalle a canestro e una classe eterna sul pick&roll. L’Allianz si aggrappa invece al talento di Adrian Banks, ma spara un po’ a salve col resto dei suoi giocatori (5/14 su azione nei primi 10’). Victor Sanders, uscito dalla panchina, fiuta l’occasione e, con due bombe consecutive a bersaglio, lancia la fuga orogranata sul 22-14 a fine 1° quarto. Se Watt non smette di performare a 360°, Marcos Delia sale in cattedra a inizio 2° quarto, grazie a un’intesa perfetta con Daniele Cavaliero. È però ancora Banks (14 punti e 100% dal campo a metà gara) a firmare le giocate che valgono il 33-30 a 2’ dall’intervallo, confermando uno stato di forma impressionante. Stefano Tonut si sblocca dopo uno 0/5 al tiro grazie alla bomba del +6, ma è ancora Watt protagonista nel finale, per il 40-32.

Mazzola è chirurgico, 4 su 4 da tre contro Trieste

Serie A
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20/11/2021 A 11:09
Austin Daye apre la ripresa mettendo in mostra il meglio del suo repertorio e lanciando i padroni di casa sul +9, ma lo show di Banks non è affatto finito. Tre triple in rapida successione, per suggellare uno 0-9, arrivare a 23 punti con 5/5 da 3 e firmare la parità (47-47) al 24’. L’attacco biancorosso s’inceppa però improvvisamente e Venezia ne approfitta: 17-4 di parziale in meno di 5’e sfida che sembra completamente conclusa con un quarto d’anticipo. La coppia Fernandez-Sanders ha però progetti diversi e lancia la rimonta ospite: il “Lobito” ne segna 8 in rapida successione e alla Reyer serve uno sforzo extra. Mazzola è chirurgico da oltre l’arco (4/4) e segna due triple fondamentali, ma sono i canestri in step-back di Tonut a mandare i titoli di coda su una sfida molto bella e avvincente. A Trieste non bastano ottime percentuali (50% da 2 e 48% da 3) e neppure i 23 punti (con 8/9 dal campo) di Banks, complici i 13 turnover contro i 10 recuperi degli orogranata. Watt (21+9 rimbalzi) e Tonut (17) co-MVP in questo successo orogranata.
  • Venezia: Stone 2, Tonut 17, Daye 5, De Nicolao 5, V. Sanders 14, Phillip 2, Echodas 2, Mazzola 14, Brooks n.e., Cerella 2, Morena n.e., Watt 21. All. De Raffaele.
  • Trieste: Banks 23, C. Sanders 11, Fernandez 8, Konate 6, Longo n.e., Deangeli n.e., Mian 4, Delia 10, Cavaliero Grazulis 5, Lever 10. All. Ciani.

Highlights: Venezia-Trieste 84-77

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Dolomiti Energia Trentino - Fortitudo Bologna 84-77

Di Daniele Fantini. Mercoledì è stato decisivo per la prima vittoria in Eurocup. Oggi, Diego Flaccadori si ripete anche in campionato e regala alla sua Trento il quarto successo consecutivo per abbordare la terza piazza in classifica(6-3). 15 punti nell'ultimo quarto contro lo Slask in Coppa, 11 contro la Fortitudo. Un exploit arrivato in maniera violenta e improvvisa a cancellare una prima parte di partita opaca, fatta di lunghi litigi con il ferro della BLM Group Arena. Ma, nel momento topico, quello in cui Trento erode per la terza volta uno svantaggio in doppia cifra, Flaccadori risponde presente. E una sua scarica griffa sorpasso, allungo e volata finale sul traguardo. Alla fine saranno 17 punti (5/14 al tiro), uno in meno del suo season-high e buoni per la nona gara consecutiva in doppia cifra: quest'anno, Flaccadori sta viaggiando a 14.9 punti di media, quarto miglior realizzatore italiano alle spalle di Amedeo Della Valle, Alessandro Gentile e Pietro Aradori, tutti cavalli di razza.
Ma, prima delle pennellate d'autore di Flaccadori, Trento è molto altro, anche senza l'apporto di Jordan Caroline, ancora out per la terza gara consecutiva, e la serata fiacca di Cameron Reynolds, frenato presto da problemi di falli. Jonathan Williams (15+7 rimbalzi) scava lentamente nel verniciato, prendendo fiducia con i falli che tormentano anche il front-court biancoblù, azzoppato da rotazioni cortissime per le assenze contemporanee di Leonardo Totè e Stefano Mancinelli. Desonta Bradford si è tenuto caldo dopo l'exploit di Brindisi: 14 punti con 5 assist della panchina, subito determinante per colmare il break di 0-12 con cui la Effe cerca di allungare poco dopo la palla a due. Toto Forray (10+3 assist), esplode nella ripresa, difendendo su ogni avversario e trovando canestri pesantissimi per tenere Trento lì, sempre in scia, anche quando la Fortitudo ingrana le marce alte aprendo vantaggi in doppia cifra. E Maximilian Ladurner, sguinzagliato a freddo in un primo quarto difficilissimo, risponde con personalità: 7 punti (career-high in Serie A) e una spinta fondamentale per scuotere un'Aquila troppo molle nell'approccio.
La Fortitudo, ridotta a otto uomini per il recupero ancora incompleto di Matteo Fantinelli, sogna finché le percentuali dall'arco brillano come fari nella notte (sarà 13/28 alla fine). Ma, quando anche Trento migliora le sue, molto basse per la prima metà di gara, i problemi di falli sventrano il front-court aprendo l'area, e la fatica inizia a premere sulle gambe, ecco che la situazione muta molto rapidamente, prendendo i binari sbagliati. Il parziale dell'ultimo periodo (26-14) descrive in maniera perfetta le difficoltà di una squadra che, dopo nove giornate, non è ancora riuscita a disputare una singola partita a ranghi completi. E allora, non bastano le fucilate di Robin Benzing (21 con 5/7 da tre) e l'ennesima partita all-around di Pietro Aradori (20 punti, 7 rimbalzi, 2 assist), sempre ultimo ad alzare bandiera bianca. Manca qualche punto da Jabril Durham (9+9 assist, ma spremuto per 35 minuti), qualche giocata di Gabriele Procida (solo 2 punti in 17' dalla panchina), e, ancora una volta, impatto da Jon Gudmundsson.
  • Trento: Flaccadori 17, Saunders 11, Reynolds 8, Mezzanotte, Williams 15; Bradford 14, Conti 2, Forray 10, Ladurner 7. N.e.: Dell'Anna. All.: Molin.
  • Fortitudo: Durham 9, Gudmundsson 1, Aradori 20, Benzing 21, Groselle 10; Ashley 6, Procida 2, Baldasso 8. N.e.: Zedda, Casali. All.: Martino.

Highlights: Trento-Fortitudo Bologna 84-77

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UNAHOTELS Reggio Emilia - Germani Brescia 80-61

Il periodo covid è superato. E dopo tre sconfitte consecutive che avevano azzoppato il buon inizio, la UnaHotels Reggio Emilia torna a muovere la classifica (4-5) riproponendosi al margine della zona playoff. La partita della Unipol Arena si indirizza presto: la Reggiana doppia Brescia già al termine del primo quarto (26-13), conserva il vantaggio all'intervallo lungo, e rifila una seconda spallata nel terzo periodo, chiudendo le ostilità con largo anticipo.
Osvaldas Olisevicius (18+10 rimbalzi) e Justin Johnson (11+12) si iscrivono al club della doppia-doppia in una serata iper-produttiva anche nella battaglia a rimbalzo, vinta 45-35 dalla formazione di casa. Stephen Thompson aggiunge pepe in fase di realizzazione (17 punti con 7/13 al tiro) e Andrea Cinciarini guida da navigato generale (10 punti, 6 assist e 6 rimbalzi in 35 minuti).
Brescia incappa invece nel terzo ko consecutivo e riprende scivolare verso le retrovie (3-6), ritrovandosi nel gruppone con Cremona, Varese e Sassari appena sopra la zona retrocessione. Serata offensiva di basso livello per la squadra di coach Magro, ferma al 19% dall'arco (6/31), a un modesto 47% da due, e frenata da 15 palle perse. Lee Moore è il migliore con 16 punti in 17 minuti dalla panchina, ma stecca il grande duo offensivo: Naz Mitrou-Long segna 12 punti ma con 1/7 dalla distanza e 8 palle perse, mentre Amedeo Della Valle ne scrive 13 sparando a salve (1/7 da tre anche per lui).
  • Reggio Emilia: Thompson 17, Hopkins 4, Candi 6, Crawford 6, Colombo ne, Cinciarini 10, Johnson 11, Olisevicius 18, Bonacini, Diouf 8. All. Caja.
  • Brescia: Gabriel 5, Moore 16, Mitrou-Long 12, Petrucelli, Della Valle 13, Eboua 4, Parrillo, Cobbins 2, Biatcha ne, Burns 4, Laquintana 2, Moss 3. All. Magro.

Highlights: Reggio Emilia-Brescia 80-61

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Banco di Sardegna Sassari - GeVi Napoli 74-75

Di Marco Arcari. Comincia con un k.o. l’avventura di Piero Bucchi alla guida di Sassari. Contro Napoli arriva infatti la 5ª sconfitta consecutiva in campionato, maturata al fotofinish e a causa, soprattutto, del 6/31 dalla distanza. Esordio sprint per Christian Mekowulu, il quale sembra finalmente poter dominare a livello fisico come ci aveva abituati l’anno scorso in maglia trevigiana. Il centro biancoblù firma 8 punti in rapida successione e carica di falli la difesa ospite, ma non basta ai padroni di casa. La squadra di coach Bucchi sbaglia infatti tutte le otto triple tentate nei primi 10’, incassando dall’altra parte il gran lavoro in tap-in di Andrea Zerini. Lo Zero ne mette 8 con 3 rimbalzoni offensivi, e spariglia le carte in tavola, lanciando la GeVi sul 18-20 a fine 1° quarto. Jordan Parks, schierato da 5 tattico per ovviare all’infortunio di Frank Elegar, piazza 11 punti in apertura di frazione successiva, ingaggiando un bel duello a distanza con David Logan (10 nel 2° quarto) e rispondendo, praticamente da solo, alle sfuriate della Dinamo. I padroni di casa lasciano però sul ferro troppi tiri liberi (5/10 nella frazione) e non si sbloccano quasi mai da oltre l’arco (2/15 al 20’), lasciando così l’inerzia della sfida totalmente nelle mani della GeVi di coach Sacripanti (37-43).
A inizio ripresa Stefano Gentile prova a trascinare i compagni, ben coadiuvato dal solito Mekowulu, ma la mira della squadra sarda è completamente sballata e il 2/22 da 3 al 30’ lo testimonia alla grande. Coach Bucchi perde anche Kaspar Treier, espulso per somma di falli antisportivi, e deve fare di necessità virtù, considerando che Jason Burnell va spesso fuorigiri. Napoli inanella invece una serie di turnover che limita non poco l’attacco partenopeo, ma si aggrappa alle penetrazioni di Arnas Velicka per restare avanti di un possesso pieno (54-57) a 10’ dalla fine dei tempi regolamentari. Il rientro di Logan ridesta l’attacco di casa, col break (5-0) del Professore che vale la parità a quota 66. Markis McDuffie diventa invece incontenibile e segna canestri pesantissimi, anche se quello decisivo lo firma Jason Rich. La Dinamo avrebbe i possessi per trovare il successo, ma prima se li vede interrompere dai falli avversari e poi, sull’ultimo tentativo, la tripla frontale di Mekowulu si spegne sul primo ferro. MVP McDuffie (15), ma grande prova anche di Zerini (8+9 rimbalzi). A Sassari non basta la doppia-doppia di Mekowulu (20+12 rimbalzi) e neppure i 18 punti di Logan.
  • Sassari: Logan 18, Kruslin 5, Gandini n.e., Devecchi, Treier, Chessa n.e., Burnell 2, Bendzius 17, Mekowulu 20, Gentile 4, Battle 8, Diop. All. Bucchi.
  • Napoli: Zerini 8, McDuffie 15, Pargo 5, Sauro n.e., Velicka 12, Sinagra n.e., Parks 13, Marini 3, Uglietti, Lombardi 4, Rich 15. All. Sacripanti.

Highlights: Sassari-Napoli 74-75

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Vanoli Basket Cremona - Carpegna Prosciutto Pesaro 84-88

Di Daniele Fantini. Alla sua prima partenza da titolare in maglia VL, Davide Moretti non stecca. 14 punti, 5 assist, un canestrone per il +5 a 39" dalla sirena e la mano ferma sulla coppia di tiri liberi che chiude definitivamente i giochi dopo una tripla folle di Jalen Harris. Lo stesso Harris che, pochi istanti prima, si era divorato gran parte delle chance di rimonta della Vanoli con un doppio ferro in lunetta.
L'exploit di Moretti, al suo career-high in Serie A per punti realizzati, corona una grande prestazione della cavalleria pesante della Pesaro di Luca Banchi, tornata a muovere la classifica dopo 6 ko consecutivi e pronta ad agganciare la Fortitudo Bologna per abbandonare l'ultimo posto in solitaria in classifica (2-7). Contro il front-court leggero della Vanoli, gambizzato dall'assenza di Ish Sanogo e dal forfait di Jamuni McNeace nel terzo periodo, Tyrique Jones mostra i suoi muscoli d'acciaio: 23 punti, 11 rimbalzi per 36 di valutazione, uno in meno del 37 con cui aveva brillato nell'unica altra vittoria stagionale della VL, alla seconda giornata contro Trieste. Carlos Delfino, ancora una volta, fa di tutto: 18 punti, 9 rimbalzi, 6 assist (ma anche 5 palle perse per la mole eccezionale di palloni giocati in 36 minuti), cinico e puntuale nel frustare con continuità le retine del PalaRadi. E Vince Sanford, con la sua classica andatura sorniona, non è da meno: 18 punti quasi silenziosi, ma con uno squillo decisivo per rispondere alla rimonta avversaria nel finale, con Cremona capace di rientrare a un solo possesso di distanza da uno svantaggio in doppia cifra.
La Vanoli si ferma invece al terzo ko consecutivo ritrovandosi risucchiata nel gruppone di medio-bassa classifica (3-6), a una sola vittoria di distanza dalla zona retrocessione. Ma, quando anche McNeace si affianca al reparto infortunati della panchina già comprendente Peppe Poeta e Ish Sanogo, assume in maniera sinistra le sembianze di quella squadra da cantiere aperto già vista in Supercoppa, quando, tra acciacchi e ritardi negli arrivi degli stranieri, scendeva in campo con rotazioni cortissime e uomini contati. Senza un vero uomo d'area, Cremona perde contatto nelle battute finali del terzo periodo, ma, quando sembra ormai spacciata sul -11, ha la forza per risollevarsi e tenere il risultato in bilico fino a una manciata di secondi dalla sirena.
Matteo Spagnolo brilla: 19 punti, 5 rimbalzi, 4 assist all'interno di uno splendido duello tra giovani leve azzurre con Moretti. Jalen Harris spara a folate, accendendo e spegnendo l'interruttore di continuo (29 con 4/6 dall'arco), e chissà che finale avremmo visto se avesse avuto una mano meno tremante in lunetta. Tres Tinkle (15) parte fortissimo prima di perdersi sotto uno sforzo eccessivo. Malcolm Miller (14), dopo aver girovagato a lungo, ritrova gli istinti da giocatore NBA. Ma, suo malgrado, e di Cremona tutta, è troppo tardi.
  • Cremona: Spagnolo 19, Harris 20, Miller 14, Tinkle 15, McNeace 2; Agbamu, Gallo, Pecchia 5, Cournooh 9. N.e.: Sanogo, Poeta, Vecchiola. All.: Galbiati.
  • Pesaro: Moretti 14, Sanford 18, Delfino 18, Zanotti 4, Jones 23; Tambone, Camara, Larson 6, Demetrio 5. N.e.: Drell. All.: Banchi.

Highlights: Cremona-Pesaro 84-88

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