Scudetto 2017, Fiba Europe Cup 2018, Scudetto 2019, Coppa Italia 2020. Nell'ultimo lustro, la Reyer ha sofferto soltanto un anno buco, quello scorso, con la triplice eliminazione in semifinale (Coppa Italia, Supercoppa e campionato) per mano dell'Olimpia Milano. Ma quel ciclo che sembrava destinato a concludersi, considerando anche la sfortunatissima campagna in Eurocup, sbaragliata dall'enorme focolaio di coronavirus che ha colpito la squadra al rientro dalla trasferta russa di Kazan, ha invece ritrovato una robusta dose di linfa vitale in estate. E ora, dopo aver chiuso da imbattuta il gironcino preliminare, Venezia si presenta alla Final Eight di Supercoppa di Bologna come la più ostica delle squadre "sfidanti", di quelle squadre che hanno dovuto conquistarsi la qualificazione ai playoff sul campo. E, considerando la preparazione minore delle quattro teste di serie, ancora mai impegnate in gare ufficiali, questo primo trofeo della stagione fa già gola.

L'identità mantenuta: il pilastro della difesa

70, 71, 67, 73. Sono i punti subiti dalla Reyer nelle quattro gare giocate contro Fortitudo e Reggio Emilia. La media fa 70.3 a partita. Di gran lunga più bassa del miglior dato degli ultimi quattro anni di regular-season in Serie A, quando Milano e la stessa Venezia, che hanno sempre lottato anche per il primato in efficienza difensiva, si sono attestate attorno ai 75 subiti a gara. Certo, quattro partite sono un campione statistico relativamente piccolo, ma comunque già capaci di suggerirci i tratti principali della nuova squadra. La Reyer non ha perso la sua identità difensiva, da sempre fulcro del sistema di coach Walter De Raffaele, nonostante l'ingresso delle new-entry estive e l'appassimento fisiologico dei grandi veterani del gruppo.
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Un ottimo mercato estivo con giocatori di sistema

Come si arriva a un risultato di questo genere? La risposta sta nell'ottimo mercato estivo, un campo in cui la Reyer si è mossa andando a toccare tutti i reparti con l'inserimento di giocatori di sistema, altro aspetto che ha sempre caratterizzato la pallacanestro di De Raffaele. No alle superstar assolute, sì a un livello qualitativo medio molto alto del roster, ricco di giocatori in grado di comprendere il proprio ruolo all'interno del gruppo e di contribuire su entrambe le metacampo. Jeff Brooks e Michele Vitali sono gli esempi pratici migliori per rendere il concetto. Ma la filosofia va ben oltre, perché anche un giocatore come Victor Sanders, reduce da una stagione a Trento con discreta libertà di esecuzione, ha dovuto limare i propri istinti per amalgamarsi con il resto del sistema. In queste prime partite ha coperto il ruolo di elemento di energia e specialista difensivo sul pallone in uscita dalla panchina, differente da quello con cui lo abbiamo conosciuto in maglia bianconera.

Dal perimetro al front-court: gli upgrade rispetto alla scorsa stagione

In attesa di scoprire lo sfortunato Vasilis Charalampopoulos, finito rapidamente ai box per quella brutta caduta sofferta nella seconda partita, la Reyer ha migliorato in maniera evidente due aspetti del gioco rispetto allo scorso anno. Il primo è la pericolosità sul perimetro, fornita dal già citato Victor Sanders assieme a Michele Vitali, spesso visto come semplice tiratore puro ma capace in realtà di contribuire a tutto tondo sul parquet, e a Tarik Phillip, forse il giocatore su cui ricadono le attese maggiori, per quel ruolo delicatissimo di playmaker costruttore-realizzatore da affiancare ad Andrea De Nicolao, mancato nella passata stagione.
Il secondo, e forse ancora più interessante, è la solidità nel front-court, già determinante in molti momenti-chiave delle prime partite. Jeff Brooks+Martynas Echodas sono un upgrade indubbio rispetto a Isaac Fotu, promettente sì, ma mai riuscito a calarsi all'interno del sistema, e Gasper Vidmar, ormai sempre meno adatto per caratteristiche tecniche e soprattutto fisiche alla pallacanestro moderna. La coppia Brooks-Watt compone uno dei reparti di big-man dal QI cestistico più evoluto dell'intero campionato: due giocatori di sostanza, esperti, califfi nella metacampo difensiva e perfettamente "di sistema".

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L'aggiunta di Echodas, schierabile in entrambi i ruoli con annessa duttilità tattica a disposizione di coach De Raffaele, alza in maniera considerevole il livello delle rotazioni dalla panchina. Un giocatore già rodato nonostante la giovane età (1997), con tanta Eurocup macinata e un mix di caratteristiche old-school e moderne che lo rendono quasi unico nel suo genere. Fisico sotto canestro, ma anche dinamico per correre il campo e giocare il pick'n'roll. Carente nel tiro da fuori, ma dotato di un pacchetto di movimenti in area per essere sempre efficace in ricezione profonda attorno al ferro.
La prova del nove per la Reyer Venezia comincia sabato 18 settembre, con il primo quarto di finale in programma alle ore 12.00 contro la Carpegna Prosciutto Pesaro. La partita sarà trasmessa in LIVE-Streaming su Discovery+. In caso di successo, Venezia affronterà poi la vincente tra Virtus Segafredo Bologna e Bertram Derthona Tortona nella seconda semifinale di lunedì 20 settembre, alle ore 21.00 (diretta su Discovery+, Eurosport 2 e DMAX).

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