Lo scorso settembre, alla Final Four di Supercoppa della Segafredo Arena, il sogno della Virtus di tornare a vincere un trofeo in Italia dopo 19 anni di attesa sfumò di fronte alla forza dell'Olimpia Milano, arrivata più completa, più lunga e più pronta ai blocchi di partenza. Quel rapporto di forza mutò poi a giugno, quando Bologna si cucì lo scudetto sul petto con un netto 4-0 capace di evidenziare, da un lato, i grandi progressi del gruppo costruito da coach Sasha Djordjevic, e, dall'altro, il grosso calo fisico e psicologico sofferto dall'Armani dopo la lunghissima campagna di Eurolega terminata a un soffio dalla qualificazione alla finale.
A tre mesi di distanza dallo scudetto, la Virtus torna a giocarsi, in casa (ma questa volta alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno), la chance di mettere le mani sul primo trofeo della stagione, con l'obiettivo di costruire un ponte di continuità tra l'era Djordjevic, conclusa in trionfo nonostante i fortissimi screzi di dicembre che avevano portato a una separazione più ricucita in tempi-lampo, e il nuovo ciclo triennale con cuiSergio Scariolo ha ereditato la panchina dell'attuale coach del Fenerbahçe. Il tabellone delle Final Eight della Discovery+ Supercoppa propone un altro possibile match per il titolo contro l'Olimpia, tenendo viva quella forte rivalità tornata a divampare nella scorsa stagione (e destinata a segnare anche quella in arrivo), ma la struttura stessa della competizione apre a una serie impronosticabile di risultati: a differenza delle quattro sfidanti, approdate a Bologna attraverso un percorso di rodaggio nella fase a gironi, le quattro teste di serie debutteranno in via ufficiale proprio sabato 18 settembre in occasione dei quarti di finale, con tutte le difficoltà e le variabili del caso. Virtus e Milano, le due super-potenze della nostra Serie A sulla carta, saranno già pronte a competere?

Back-court: out Nico Mannion, ma quante alternative per coach Sergio Scariolo

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Bologna lo farà senza Nico Mannion, il colpo di mercato estivo più intrigante e già capace di scavare nel cuore degli italiani dopo la splendida avventura con la nazionale azzurra nei due mesi di cammino verso le Olimpiadi di Tokyo. Recupera, invece, Milos Teodosic, out nelle amichevoli di preparazione: il serbo non ha esercitato la clausola di uscita dal contratto per una squadra di Eurolega, accogliendo il progetto di coach Scariolo, che quell'Eurolega punta già a conquistarla quest'anno attraverso il trionfo in Eurocup.
Il reparto esterni sarà comunque completato dal neo-acquisto Ty-Shon Alexander, carta assicurativa per coprire l'assenza di Mannion ma anche prospetto su cui la Virtus intende lavorare nei prossimi due anni (a meno di escape per l'NBA in estate). Con Alessandro Pajola, esploso nell'ultima stagione e pronto a vivere un altro anno di forte crescita, e Michele Ruzzier, il reparto playmaker è fin troppo ricco, variegato e profondo: Scariolo avrà la possibilità di cavalcare spesso quintetti con il doppio regista, rapidi, frizzanti e pericolosi sul perimetro, così da mantenere sempre alta la potenza di fuoco della squadra. A completare il back-court, Kyle Weems e Awudu Abass (tirato a lucido nelle ultime amichevoli di Monaco di Baviera) daranno difesa, duttilità e fisicità, mentre Marco Belinelli non ha bisogno di ulteriori presentazioni.

Front-court: Udoh, Hervey e Jaiteh, tre acquisti per essere temibili anche in area

Ma l'aspetto più interessante del nuovo roster emerge sotto i tabelloni, dove coach Scariolo ha allestito un reparto molto ben assortito nonostante la dolorosissima perdita di Pippo Ricci e gli addii a Julian Gamble e Vince Hunter. A dispetto delle ultime stagioni disputate in ambienti relativamente poco competitivi (il fondo della panchina degli Utah Jazz e il campionato cinese), il 34enne Ekpe Udoh appare ancora integro, brillante e, soprattutto, voglioso di rimettersi in gioco dopo aver lasciato l'Europa da MVP delle Final Four di Eurolega del 2017 vinte con il Fenerbahçe. Kevin Hervey, pescato quasi in extremis dal Lokomotiv Kuban, quando le disavventure legate alla cannabis hanno portato alla risoluzione del rapporto con Hunter (che era comunque prima scelta per il nuovo roster), è un compagno di reparto ideale: un'ala tuttofare di 207 cm, moderno, guizzante, tecnico ed elegante, dotato di grande sensibilità per il canestro sia nel verniciato che nel mid-range e oltre l'arco (34.4% da tre nella scorsa stagione).
La panchina fornisce ottime garanzie. Amedeo Tessitori è il centro puro italiano più affidabile del campionato e Amar Alibegovic sarà chiamato a confermare i miglioramenti dello scorso anno. Ma il ruolo più interessante sarà probabilmente quello coperto da Mouhammadou Jaiteh, tornato in Italia con un livello di esperienza e maturazione decisamente superiore rispetto a quello visto tre anni fa a Torino. Di fianco a una spiccata fisicità (con i suoi 211 cm per 113 kg è il giocatore più alto e pesante del roster), Jaiteh ha affinato la tecnica offensiva, candidandosi come uomo di grande potenziale produttivo in uscita dalla panchina. Le combinazioni tra lungo-lungo, con Udoh nell'eccellente ruolo di passatore sia dal post-basso che dalla punta, hanno caratterizzato in positivo il sistema della Virtus nelle amichevoli pre-stagionali, e la forza del front-court è destinata a essere un punto-cardine per l'intero campionato.
La Virtus Segafredo Bologna debutterà nell'ultimo match dei quarti di finale della Discovery+ Supercoppa affrontando la Bertram Derthona Tortona, neopromossa super-ambiziosa e capace di raggiungere la Final Eight da imbattuta: appuntamento a sabato 18 settembre alle ore 21.00, in LIVE-Streaming su Discovery+ e in diretta TV su Eurosport 2.
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