Storica Slovenia! Col successo in scioltezza contro la Germania (94-70), Luka Doncic e compagni centrano la semifinale olimpica alla prima partecipazione ai Giochi Olimpici. La Slovenia diventa così la nazione europea più piccola a centrare il penultimo atto di un'edizione a Cinque Cerchi del torneo maschile di pallacanestro, ma anche quella col minor numero di abitanti. Per ritrovare un'impresa simile bisogna risalire ai Giochi di Tokyo 1964 - anche qui corsi e ricorsi storici - quando Porto Rico raggiunse la semifinale (poi persa 42-62 contro Team USA): all'epoca l'isola caraibica contava circa 2.5 milioni di abitanti, distribuiti su una superficie di 9.104 km quadrati. Un risultato storico, ottenuto da un gruppo solido e compatto, in cui a turno emergono protagonisti diversi. Si allunga l'incredibile striscia vincente di Doncic: con lui in campo, la Slovenia è imbattuta, avendo vinto 17 gare su 17.

DONCIC DA URLO: FLIRTA CON LA TRIPLA DOPPIA CONTRO LA SPAGNA

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Tokyo 2020
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Partiamo dal presupposto che, per una volta, tutta l'attenzione dell'articolo non sarà rivolta a Doncic. Certo, il fenomenale all-around player è andato ancora una volta vicino a centrare quella che sarebbe stata la terza tripla-doppia della storia - dopo quelle di Alexander Belov nella finale tra URSS e Canada di Montreal 1976, e di LeBron James a Londra 2012 nel quarto di finale tra USA e Australia - ma non è stato il migliore in campo. Tale riconoscimento va infatti a Zoran Dragic. A distanza di quattro anni da quell'Eurobasket in cui fu spettatore dell'oro dei compagni, a causa di un infortunio rimediato durante la stagione con l'Olimpia Milano, Dragic ha letteralmente dominato questa semifinale, chiudendo con 27 punti (6/6 da 2, 5/7 da 3), 6 rimbalzi e 4 assist. Fondamentale nel 1° quarto, per scavare il solco, chirurgico nel resto del match e clutch in chiusura, con due bombe consecutive per suggellare il successo sloveno. Insieme a lui, spiccano la doppia-doppia del solito, sontuoso, Mike Tobey (13+11 rimbalzi) e la coralità di gioco di una Slovenia che si conferma squadra da corsa, ma anche attenta difensivamente, specie sul perimetro. Chiudere una semifinale tirando col 68% da 2 e il 43% da 3, dopo aver creato un volume di gioco impressionante, è un dato che mette sull'attenti tutte le altre avversarie. La Slovenia punta al bersaglio grosso, ma per farlo dovrà superare la vincente del quarto tra Italia e Francia, che andrà in scena alle 10:20 italiane di questa mattina.

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Intanto, però, la squadra di coach Aleksander Sekulic si gode un risultato storico, per tante ragioni impensabile a inizio Giochi. Indubbiamente poter contare sull'estro e sul genio di Doncic, renderebbe qualsiasi squadra una serie candidata alla medaglia, ma in questa Slovenia c'è molto di più. Transizioni a velocità impressionante, rotazioni difensive di livello, qualità assoluta nelle scelte offensive, anche quando Doncic calamita quasi il 70% dei possessi per innescare i compagni sul pick&roll (o pop), oppure per mettersi in proprio con step-back che ormai fanno la differenza anche in ambito FIBA, non più solo in NBA. Tobey sembra il perfetto alter ego di Anthony Randolph, altro naturalizzato sloveno che fu fondamentale nell'oro europeo del 2017. Se non si fosse rotto il tendine d'Achille a fine 2020, oggi probabilmente ci sarebbe proprio il giocatore del Real Madrid a Tokyo, al posto di quello attualmente in forza al Valencia. Tobey è però più funzionale - unico centro di ruolo già testato ad alti livelli - e performante a livello fisico, potendo contrastare efficacemente anche lunghi versatili, quali Johannes Voigtmann, e far male dalla distanza sul pop. Oltre l'arco dei 6.75 la qualità dei tiratori sloveni è impressionante e non solo perché gli scarichi di Doncic consentono di tirare con metri di spazio. Vlatko Cancar, oggi come oggi un secondo violino della squadra, Klemen Prepelic e un ringiovanito Jaka Blazic guidano la batteria con risultati forse impronosticabili. A loro si aggiungono specialisti quali Edo Muric e Ziga Dimec, per completare rotazioni che finora sono state gestite sapientemente, senza sovraccaricare alcun atleta e, anzi, responsabilizzando praticamente tutti. La Slovenia ha tutte le carte in regola per andare a giocarsi l'oro olimpico. E non solo perché può contare sul miglior giocatore europeo.

SUPER SLOVENIA CONTRO LA GERMANIA, 94-70, GLI HIGHLIGHTS

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