Pochi giorni prima della ripresa della NBA a Orlando il 30 luglio, ci sarà anche il via della stagione della WNBA, la Lega femminile, che scatterà il 25 luglio alla IMG Academy di Bradenton, in Florida. In queste ore è esploso il caso di Elena Delle Donne, una delle giocatrici più famose e riconosciute, MVP e campionessa in carica con le Washington Mystics, che è stata sostanzialmente messa di fronte ad una scelta: o scende in campo, rischiando di aggravare la sua salute, oppure resta a casa e rinuncia allo stipendio.
Elena, chiare origini italiane, soffre infatti di una malattia, il morbo di Lyme, con sintomi che possono andare dalla semplice febbre e spossatezza alla perdita della memoria, paralisi facciale e psicosi. Questa malattia può aggravarsi in caso la campionessa contragga il Coronavirus, il suo medico e i medici della squadra lo hanno confermato, ma gli specialisti della WNBA non vogliono sentirci e quindi Delle Donne potrà rimanere a casa se vorrà, ma dovrà farlo a discapito del proprio stipendio, di fatto comportandosi come una giocatrice che si rifiuta di scendere in campo.
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La stella delle Mystics ha così scritto una lunga lettera su The Player's Tribune. Ecco alcuni passaggi importanti:
Prendo 64 pillole al giorno. Sessantaquattro pillole: sono 25 prima di colazione, altre 20 dopo colazione, altre 10 prima di cena e altre 9 prima di andare a letto. È un ciclo infinito, estenuante, miserabile. Lo faccio comunque perché ho la malattia di Lyme. Prendere 64 pillole al giorno è l'unico modo per mantenere la mia condizione sotto controllo. È l'unico modo per mantenermi abbastanza sana da praticare lo sport che amo, abbastanza sana da fare il mio lavoro e guadagnare la busta paga che sostiene la mia famiglia
È una cosa terrificante con cui convivere, ma non molte persone ne sanno molto - e io mi prendo la mia giusta dose di responsabilità per questo
Voglio ancora giocare, ma ho paura. Ho parlato con il mio medico personale di ciò che la Lega aveva pianificato di fare, e ha ritenuto che sia ancora troppo rischioso
Non avevo bisogno di un gruppo di dottori della Lega per dirmi che il mio sistema immunitario era ad alto rischio - ho giocato tutta la mia carriera con un sistema immunitario ad alto rischio!!!
Ora sono rimasta con due scelte: posso rischiare la vita... o perdere la busta paga. Onestamente? Fa male. Non prendo i soldi che guadagnano i giocatori NBA. Non ho il desiderio di andare in guerra contro la Lega su questo. E non posso fare appello
Per la cronaca: non scrivo questa lettera per annunciare i miei piani. Sto ancora pensando con molta attenzione e soppesando le mie opzioni

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