Si tratta di una serie di assestamenti la cui ratio è la ricerca della coerenza e dell’immediatezza. In particolar modo, sono stati aboliti gli scarti. Sappiamo bene come, ai fini della classifica generale, non venissero presi in considerazione i due peggiori risultati di ogni atleta. Se questi erano piazzamenti fuori dalla zona punti, allora non cambiava nulla. Al contrario, se l’uomo o la donna in questione aveva sempre chiuso nei primi quaranta, vedeva decurtato il proprio punteggio totale. Non è novità assoluta. Già nel 2010-11 si disputò una Coppa del Mondo priva di scarti, che però vennero reinseriti dall’inverno successivo.
La logica alla base dell’elisione di un paio di risultati era quella di ammortizzare eventuali malanni di stagione, consentendo di disertare senza danni qualche gara. Cionondimeno, lo scarto rappresentava una complicanza nel mese di marzo. Quante volte ci si è trovati a fare i conti “scarti alla mano”? Addirittura è capitato di veder indossare il pettorale giallo da atleti che, in proiezione, erano dietro ad altri in classifica generale! In caso di Sfera di cristallo conferita al fotofinish, poteva essere laborioso determinare l’esito della Coppa del Mondo (ne sanno qualcosa gli appassionati italiani, in quanto Dorothea Wierer per due volte si è imposta “in volata”).
Non sarà più così. Sarà sufficiente sommare i punti di ogni gara per capire automaticamente il punteggio reale di ognuno. Una mossa coerente perché, eccezion fatta per le misure straordinarie prese nell’inverno post-Covid, gli scarti esistevano ormai solo nella classifica generale. Quelle di specialità, invece, tenevano in considerazione tutti i risultati ormai dal 2010 (l’elisione dei due peggiori piazzamenti era stata reintrodotta solo per l’Overall standings).
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Ovviamente l’Ibu, non volendo stravolgere le logiche per assegnare la Coppa del Mondo, ha comunque deciso di bilanciare la novità cambiando il sistema di punteggio. O meglio, sono stati modificati solo i punti conferiti ai primi sei classificati di ogni gara. Da 60-54-48-43-40-38, si passerà a 90-75-60-50-45-40, lasciando invariato il valore dei piazzamenti dal settimo al quarantesimo. Una mossa atta a privilegiare i risultati più pesanti, in maniera tale da ammortizzare in maniera differente le eventuali assenze di una stella, il cui rendimento d’eccellenza verrà esaltato dall’accresciuto peso specifico di vittorie e podi.
Un’altra dinamica da sottolineare è la decisione di non considerare più valide per la Coppa del Mondo le competizioni dei Mondiali. Le prove iridate saranno pertanto a sé stanti, come avviene dal 2014 per quelle dei Giochi olimpici. Ci si è mossi per cercare la coerenza, equiparando le due grandi manifestazioni. Anche in questo caso non ci troviamo di fronte a una novità assoluta. Già a metà anni ’80 si era optato per dare ai Mondiali un’identità propria, senza inserirli nel computo della classifica generale, salvo poi fare marcia indietro dopo un decennio.
Dunque l’Ibu approfitta dell’inizio del nuovo ciclo olimpico per effettuare qualche aggiustamento qua e là, senza sconquassare il sistema, limitandosi a ottimizzarlo nel nome dell’intuitività.

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