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La verità sulla Lazio
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Pubblicato 20/07/2004 alle 11:40 GMT+2
[20/07/04] - La Lazio si salva all’ultimo momento da un fallimento quasi annunciato. A poche ore dalla scadenza per l’iscrizione in Serie A si è finalmente trovato l’azionista di maggioranza: Claudio Lotito.
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La Lazio è salva, ed il merito di tutto ciò è da attribuire ad un romanista: Francesco Storace. Sembra assurda la vicenda, ma questo dimostra sempre più come il Calcio moderno è legato con un filo, ormai indissolubile, con la Politica e l"alta finanza. La Lazio dopo l"era Cragnotti sembrava destinata al fallimento. Nessuno era in grado di poter salvare la società. Capitalia l"aveva traghettata fino all"aumento di capitale, ma ora attendeva un segnale dagli imprenditori laziali. La banca romana, subentrata nella società al posto di Cragnotti era alla ricerca di un azionista di riferimento per poi ottenere il pagamento dei crediti vantati verso la società sportiva. Ricucci, secondo molti l"erede di Cragnotti invece si è subito tirato fuori.
Francesco Storace, presidente della regione Lazio, è dovuto gioco forza intervenire. Infatti la campagna appena intrapresa nella ricerca di capitali in Europa per la regione, non avrebbe sicuramente beneficiato del fatto che la società sportiva, che ha il nome della regione, fallisse miseramente. Così Storace, massimo rappresentate della destra nel Lazio, nonché grandissimo tifoso romanista, è stato costretto ad intervenire. La regione dopo i vari tentativi a vuoto, ha individuato in Claudio Lotito, l'imprenditore in grado di salvare la società biancoceleste. Legato alla destra, con vari legami di affari con la regione, Lotito sembrava proprio l'uomo giusto per salvare la società capitolina.
Ma anche Walter Veltroni, sindaco di Roma e di sinistra, non poteva non inserirsi nella vicenda, cercando anche lui il suo tornaconto in questa situazione. Così è spuntato fuori il nome di Piero Tulli, patron della Cisco, e uomo legato alla sinistra. Lotito, fortemente sponsorizzato dalla destra, non aveva al momento la liquidità immediata per salvare la Lazio, per questo Capitalia ha tentato di convincere i due imprenditori ad unirsi per garantire alla società un futuro migliore. Ma i due non hanno trovato un punto d'accordo perché sostanzialmente tutti e due volevano la maggioranza assoluta della società. Ma se da una parte Lotito aveva il maggior apporto politico dall'altra Tulli aveva la liquidità per salvare la Lazio. Si è giunti così in una nuova situazione di stallo.
La svolta è arrivata con il nuovo intervento di Storace che ha sbloccato i crediti che la regione doveva all'imprenditore romano, e convincendo dall'altra parte Capitalia ad anticiparli. Così Lotito ha potuto versare i 21 milioni di euro per poter iscrivere la Lazio in Serie A.
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