E' morto George Best

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George Best si è spento all'età di 59 anni nell'ospedale in cui era ricoverato ormai dall'inizio di ottobre. L'ex stella del Manchester United aveva problemi di alcolismo ed era stato addirittura sottoposto a trapianto di fegato nel 2002.

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Se n"è andata la prima grande icona mediatica del calcio. George Best è morto nel primo pomeriggio di oggi all"ospedale Cromwell di Londra. Best, divorato dalla cirrosi epatica, si era sottoposto nel luglio 2002 al trapianto di fegato ma a causa di questo il suo sistema immunitario era privo di difese contro le infezioni. E proprio per l"insorgere di un"infezione era stato ricoverato in ospedale il 1° ottobre scorso. In seguito, problemi respiratori hanno aggravato ulteriormente le sue condizioni, fino al ritorno in rianimazione una settimana fa per una nuova infezione al rene, che ha provocato un"emorragia interna che gli è stata fatale.
George Best era nato a Belfast, Irlanda del Nord, il 22 maggio 1946. Talento calcistico purissimo, forse il più grande mai espresso dal calcio britannico, a dispetto di un fisico gracile che secondo alcuni era inadatto per una carriera nel mondo del pallone, Best viene notato quindicenne dagli osservatori del Manchester United che lo prelevano dai bassifondi irlandesi. Best non si adatta subito al nuovo ambiente e se ne torna da dove è venuto, ma poi è Matt Busby in persona, il manager-padrone dei Red Devils, a convincerlo a trasferirsi a Manchester. Debutta nel campionato inglese il 14 settembre 1963 contro il West Bromwich e diventa immediatamente una delle tante stelle dello United. Contribuisce in modo fondamentale alla conquista dei campionati 1964/65 e 1966/67 e al trionfo in Coppa dei Campioni nel 1968: sua la rete del 2-1 che nei supplementari della finale contro il Benfica dà il là al successo dei Diavoli Rossi per 4-1. Best, che già due anni prima nei quarti della più importante manifestazione continentale era stato protagonista di un'altra umiliazione rifilata al club portoghese (5-1 con due suoi gol), è all'apice della carriera e a soli 22 anni viene premiato col Pallone d'Oro, allora riservato al miglior calciatore europeo, per quanto riguarda l'anno 1968.
I suoi dribbling, i suoi tocchi di classe e i suoi gol mandano in visibilio i tifosi dello United e ammattire le difese avversarie. Le fan impazziscono per lui e per i suoi atteggiamenti anticonformistici e quando all'aeroporto, al ritorno da una partita, indossa un sombrero, viene etichettato come "icona pop" e soprannominato "il quinto Beatle". Ma dopo il Pallone d'Oro, la sua carriera è tutta in declino a causa delle sue sfrenate passioni per la bottiglia e per le donne che gli fanno trascurare gli allenamenti e la vita calcistica. Nel gennaio 1974, per contrasti insanabili col nuovo manager Tommy Docherty, lascia il Manchester United e di fatto il grande calcio. Coi Red Devils in campionato totalizza 361 presenze e 136 gol, che diventano 474 presenze e 180 gol conteggiando anche le coppe nazionali e internazionali. E' in Coppa d'Inghilterra che Best stabilisce il suo record personale, e di un giocatore dello United, di segnature in una sola partita, sei, contro il Northampton l'8 febbraio 1970. Con la nazionale nordirlandese colleziona 37 presenze e 9 gol.
Abbandonati i campi di calcio (gioca anche in Nordamerica e in Australia), tutte le sue attività commerciali (negozi di abbigliamento, agenzie di viaggi, night-club) falliscono. Best si rifugia nell'alcol e passa vicissitudini di ogni tipo, una delle quali gli costa quattro mesi di prigione per guida in stato di ubriachezza e resistenza a pubblico ufficiale. Infine, il trapianto del fegato, la lunga agonia delle ultime settimane, e oggi la morte, che si porta via un uomo che incarnava perfettamente il binomio "genio e sregolatezza" e che è diventato una leggenda mentre era ancora in vita malgrado nel calcio ai massimi livelli sia stato poco più che una meteora.
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