Giornata listata a lutto per il mondo della musica italiana ma anche per quello della cultura a 360 gradi. Per tutti noi. Se n’è andato all’età di 76 anni il Maestro Franco Battiato, dal suo eremo adorato e solitario di Milo sulle pendici dell’Etna. Ineguagliato e “inetichettabile” cantautore italiano capace di sfornare un numero non quantificabile di pietre miliari percorrendo e nobilitando svariati generi musicali, Battiato in camera caritatis coltivava una sana (e insospettabile?) passione per il calcio. Quello di provincia, quello – ça va sans dire – romantico, d’altri tempi. In un’intervista rilasciata il 9 marzo 1997 a Sebastiano Vernazza della Gazzetta dello Sport il Maestro sviscera il suo bizzarro rapporto con il futbol con una serie di aneddoti irresistibili anziché no.

Il Battiato calciatore

“Da ragazzo, tra gli anni 50 e 60. Ero mediano e mi ritrovai ad agire come libero. Un ruolo nuovo, per l'epoca. Credo di essere stato uno dei primi liberi siciliani. In senso temporale, intendo.”
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La sua squadra

“Riposto, espressione di un paese tra Catania e Taormina. Arrivammo in Promozione, ma la societa' rinuncio' per motivi economici. Tutti parlavano del centravanti della Massiminiana di Catania. Dicevano: "Fara' grandi cose". Si chiamava Pietro Anastasi”

L’aneddoto

“Ad Acireale, ultima partita di campionato. Noi primi in classifica, senza la macchia di una sconfitta. Inchiodammo gli avversari nella loro area, ma non c'era verso di segnare: pali, traverse, deviazioni. Io passai il tempo a grattarmi le caviglie sulla linea di centrocampo. All'ultimo minuto l'ala destra dell'Acireale parti' in contropiede ed effettuo' un cross per l'ala sinistra. Intercettai maldestramente il passaggio e spedii la palla all'incrocio. Un autogol meraviglioso. E rammento un attaccante del Taormina, specialista nel fare gol dalla bandierina del calcio d'angolo. Impressionante: il colpo gli riusciva una volta a partita”

Il "ricordino" del calcio

“Avevo 12 o 13 anni e un giorno, durante una partita, sbattei contro un palo della porta. Restai svenuto a lungo. Quando tornai in me, il naso era lievitato. Mio fratello suggeri': "Vai a casa e fila a dormire senza farti vedere". Il mattino dopo la nonna venne a svegliarmi e alla vista della mia faccia prese ad urlare. Era una Sicilia distratta, accadevano cose tribali. Mia madre si preoccupo', ma aspetto' una settimana prima di portarmi dal dottore. Il medico sentenzio': "Se l'avessi visto subito, gli avrei ridotto la frattura. Ora non posso fare piu' niente".

La Nazionale Cantanti

“Nel 1985, a San Siro, contro la nazionale femminile. Rischiai l'infarto per sventare gli scatti di una biondona. Non toccavo palla da vent'anni, non ero allenato. Dopo dieci minuti iniziai a vedere nero e uscii"

Inter-Juve... E l'Atalanta

La Rosea chiamò in causa Battiato alla vigilia di un iconico Derby d’Italia a San Siro: Juve al comando, Inter a inseguire dal terzo posto. Il cantautore siciliano caldeggiava l’imboscata nerazzurra, ma Collina prima assegnò poi con cospicuo ritardo tra lo sgomento di Facchetti e Hodgson annullò un gol di Maurizio Ganz per offside: i sogni di gloria interisti, di conseguenza, svaporarono.
“Spero che l'agguato dell’Inter a San Siro riesca. Per il piacere del rovescio, per l'interesse del torneo, per spirito cabalistico. Ma non sono interista. Simpatizzo per squadre che giocano bene come Vicenza e Atalanta: formazioni senza fuoriclasse, ma con un'anima"
A distanza di anni è cambiato poco, Juventus-Inter fa sistematicamente discutere per episodi arbitrali e l’Atalanta incanta ancora per il gioco spumeggiante... Profetiche come sempre le parole del Maestro!

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