Andrea Lussardi e una vita oltre il campo

Il tuo nome è Andrea Lussardi e hai iniziato a giocare a calcio all’età di 5 anni trascorrendo tutta l’infanzia e adolescenza a correre dietro a un pallone affinando la tecnica, temprando il carattere sul campo e sognando di ricalcare le orme del tuo idolo, Luis Figo.

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Grazie a mille sacrifici, alla serietà e al lavoro ti sei guadagnato il rispetto dei compagni, degli allenatori e anche la chance di giocare un’anno (in prestito) nella primavera dell’Inter, con la quale hai anche assaporato la gioia di vincere il Torneo di Viareggio. Lo scorso anno hai racimolato 27 presenze nel campionato di Prima Divisione Lega Pro col Pavia che ti ha voluto con sé anche per la stagione 2013-2014. La tua rincorsa al sogno di diventare un giorno non molto lontano un calciatore in grado di ritagliarsi uno spazio in serie A o serie B sembra spianata e senza ostacoli ma purtroppo il destino ha deciso di scendere in campo con lo scherzo più brutto e crudele che c’è: ha deciso di farti smettere di giocare a calcio a 21 anni a causa di una non meglio precisata malformazione cardiaca.
UNA TRISTE STORIA –Il triste calvario di Lussardi inizia il 25 agosto 2013 durante la sfida di Coppa Italia in casa del Mantova: “Stavo facendo un leggero scatto per rincorrere una palla nei pressi della trequarti campo – racconta il centrocampista esterno nato nel gennaio del 1992 ed originario di Lodi - quando tutto a un tratto è come se si fosse spenta la luce…”. Andrea crolla a terra privo di sensi sotto gli occhi dei compagni e degli avversari che in quegli attimi rivivono il dramma di Piermario Morosini, il centrocampista morto il 14 aprile 2012 durante Pescara-Livorno. Per fortuna il suo cuore non va mai in arresto cardiaco e dopo qualche minuto di panico recupera i sensi: “Già in ambulanza durante il tragitto verso il policlinico di Mantova ho ripreso conoscenza…”. All’ospedale Lussardi resta ricoverato 5 giorni e viene sottoposto a controlli e risonanze magnetiche che, inizialmente, non evidenziano alcuna malformazione o problematica a livello cardiaco. Confortato dall’esito degli esami Lussardi riprende ad allenarsi a Pavia fino a metà ottobre quando durante una partita di calcio-tennis è vittima di un nuovo svenimento: “Questa volta a differenza di quanto successo a Mantova ho capito che stavo perdendo i sensi e ho provato ad appoggiarmi al muro. Non è bastato però e così in breve tempo mi sono ritrovato sul letto dell’ambulanza diretto all’ospedale di Pavia dove sono rimasto due settimane e dove finalmente hanno scoperto cosa non funzionasse…”. Ricontrollando la risonanza al cuore gli specialisti del policlinico pavese si sono accorti di una piccola cicatrice sul cuore di Lussardi: “Nemmeno i medici sanno se quella cicatrice è la causa scatenante di questi svenimenti e per questo ho impiantato nel petto un Reveal, una chiavetta che rivela i battiti cardiaci registrandoli automaticamente e che collegata a un modem installato a casa spedisce una volta al mese i risultati ai medici dell’ospedale di Pavia. L’unica cosa che mi hanno detto chiaramente è che mi sarebbe stata immediatamente revocata l’idoneità per svolgere l’attività agonistica. E’ stata una bruttissima delusione dura da accettare a botta calda anche se poi, grazie all’aiuto dei miei genitori, degli amici, dei compagni e di persone del mondo del calcio come il mental coach Roberto Civitarese, ho preferito guardare il lato positivo della cosa: in fondo è vero che non arriverò mai a realizzare il sogno di essere un vero calciatore però la salute è più importante di tutto e se i medici non avessero scoperto questa anomalia avrei potuto fare la fine di Morosini e degli altri morti in campo. Per questo mi sento una persona fortunata…”.
I NUOVI PROGETTI – Lussardi, il cui cartellino in compartecipazione fra Pavia e Reggina sarà presto risolto, ha le idee chiare su cosa fare da grande: “Sono sempre stato affascinato ed attratto dal mondo del calcio e voglio provare a raggiungere quei traguardi che sognavo di raggiungere da calciatore in un’altra veste. Non ho ancora ben scelto la carriera che voglio intraprendere, anche se stare a contatto con lo spogliatoio e con il campo non mi dispiacerebbe affatto… Da inizio 2014 mi diverto a dare una mano ai ragazzi degli allievi regionali del Fanfulla (Eccellenza) anche se grazie al lavoro del mio procuratore Manuel Montipò, che non smetterò mai di ringraziare, sto provando ad allacciare dei contatti con l’Inter per vedere se c’è la possibilità di avere un incarico all’interno della loro realtà. Per ora è solo un’idea ma spero che si concretizzi, sarebbe un bell’inizio…”. In attesa di scoprire cosa gli riserverà il futuro, Lussardi (che è diplomato in ragioneria, ndr) è tornato sui banchi per frequentare un corso d’inglese a Lodi e coglie l’occasione per lanciare un messaggio a tutti quelli che, come lui, hanno dovuto smettere di giocare prematuramente a causa di problematiche fisiche o cardiache: “A tutte le persone che stanno attraversando ciò che ho passato io posso solo consigliare di circondarsi dell’amore dei parenti e degli amici e soprattutto di reagire senza piangersi troppo addosso. La vita non è solo sportma è qualcosa di molto più grande, che merita di essere esplorata e conosciuta nella sua pienezza”.
di Stefano DOLCI (twitter @stefano_dolci)
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