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Andrés Iniesta si ritira: "magico", "illusionista", "il migliore", come il mondo del calcio lo ha celebrato nel tempo
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Aggiornato 08/10/2024 alle 15:50 GMT+2
CALCIO - Andrés Iniesta dice basta e si ritira dal calcio giocato. "L'illusionista", "il migliore": come il mondo del calcio lo ha celebrato nel tempo.
Iniesta in lacrime: "Mai pensato che questo giorno sarebbe arrivato"
Video credit: Eurosport
Anche il genio più cristallino conosce la fine. L'illusionista Andrés Iniesta appende le scarpette al chiodo e il mondo del calcio perde uno dei più grandi giocatori di sempre. Una carriera leggendaria, spesa soprattutto con la maglia del Barcellona - club in cui è rimasto per oltre 18 anni - e caratterizzata da una sfilza di trofei: ben 38, di cui 32 in blaugrana, quattro in nazionale e due col Vissel Kobe. Attualmente è il quarto giocatore per numero di titoli in carriera nella storia.
Più dei trofei o delle presenze (oltre 1.000) di Don Andrés ricordiamo però le giocate e la signorilità: mai espulso in carriera, molto difficilmente sopra le righe quanto a reazioni con gli avversari. Uno dei grandi signori del calcio, con Alessandro Del Piero o Paolo Maldini per restare alla storia più recente. Controllo di palla, fraseggio e visione di gioco: qualità in cui eccelleva così tanto da brillare perfino in un centrocampo spagnolo in cui figuravano pure Xabi Alonso, Sergio Busquets e Xavi.
Difficile spiegare che talento è stato - e cosa ha rappresentato per il calcio - Iniesta a chi non l'ha mai visto giocare dal vivo. Perché dietro uno schermo televisivo, spesso, non traspare quella magia che invece pervadeva ogni stadio in cui si trovava a giocare, non soltanto il Camp Nou. "Se sono in difficoltà, io passo la palla a Iniesta". Parole di Xavi, altro clamoroso giocatore che ha fatto grandi Barça e Spagna. L'illusionista, soprannome mai più azzeccato. Don Andrés era in grado di dominare tempo e spazio, mettendo d'accordo sia i risultatisti più puri che i feticisti del bel gioco.
Le scelte sbagliate fatte in carriera si contano sulle dita di una mano, mentre per quelle giuste non basterebbe un'enciclopedia sui generis, del tutto calcistica. Iniesta ha accompagnato ogni spettatore, dal più giovane al più vecchio, in una dimensione diversa da quella sportiva. Quasi spirituale, fatta di estasi, ossia di evasione dalla realtà per concentrarsi soltanto su un oggetto: il suo calcio. Non è un caso se, nel corso della sua carriera, tantissimi grandi di questo sport gli abbiano tributato omaggi di ogni genere. Riviviamo allora insieme quelli più significativi e particolari: da Guardiola a Maradona.
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Andrés Iniesta festeggiato dai compagni durante l'ultima partita giocata col Barcellona
Credit Foto Getty Images
Diego Armando Maradona
"Iniesta è una star totale: gioca con il frac, con un vestito da sera, scarpe eleganti e non ha problemi".
Pep Guardiola
"Iniesta non si tinge i capelli, non indossa orecchini e non ha tatuaggi. Forse questo lo rende poco attraente per i media, ma è il migliore".
Sergio Ramos
"Iniesta è il fidanzato che ogni madre vorrebbe che sua figlia avesse. I numeri della sua carriera ti dicono tutto quello che devi sapere. È un giocatore magico. Ci sono pochi giocatori al mondo che possono paragonarsi a lui".
David Silva
"Spesso la stampa mi chiede se sia meglio Messi o Ronaldo, ma per me una cosa è molto chiara: Andrés Iniesta è il numero uno. È capace di fare cose ancora più difficili in campo. È magico con la palla ed è così influente".
Xavi
"Iniesta è senza dubbio il giocatore più completo della Spagna. Ha tutto. Giocare al suo fianco è molto facile".
Zinedine Zidane
"Mi ricorda me stesso".
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Andrés Iniesta esulta per la vittoria del Mondiale 2010 con la Spagna
Credit Foto Getty Images
Luis Enrique
"Iniesta è il giocatore più creativo del calcio spagnolo. È come Harry Potter. Uno, due, tre e whoosh... ha superato il giocatore. È come se avesse una bacchetta magica".
Massimiliano Allegri
"La capacità di Iniesta di creare assist è una delle migliori al mondo. Devi essere molto bravo a marcarli entrambi [Iniesta e Messi] e limitare la loro minaccia".
Petr Cech
"È uno dei migliori giocatori al mondo e non parlo solo della mia epoca. Sto parlando della storia del gioco".
Marco van Basten
"Con Xavi ha aiutato il Barcellona a dominare la Champions League per 10 anni. È uno dei più grandi a passare la palla".
Frank Rijkaard
"L'ho fatto giocare come falsa ala, centrocampista centrale, centrocampista basso e appena dietro l'attaccante ed è sempre stato eccellente".
Fernando Torres
"Ho giocato con lui da quando avevamo 15 anni e non l’ho mai visto fare una brutta partita".
Juan Román Riquelme
"Guardo Iniesta e mi rendo conto che, anche alla mia età, potrei imparare cose nuove".
Luis Enrique
"Sai cosa rispecchia per me Andrés? Rispecchia ciò che sentivamo quando da bambini giocavamo in strada, quando la mamma ci chiamava, dopo che aveva fatto buio, e non vedevamo nemmeno la palla per dirci: "salite su, salite su!". Questo è Andrés Iniesta".
Leo Messi
"Andrés e io siamo simili perché entrambi usiamo molto il nostro corpo per evitare gli avversari. Ma ha qualcosa che mi stupisce sempre. C'è sempre un momento in cui pensi di prenderlo, in cui pensi di togliergli la palla, ma non puoi. Non è particolarmente veloce, ma ha quella capacità di allontanarsi sempre da te, che deriva dalla sua tecnica".
Dani Alves
"Come professionista, come persona e come giocatore, penso che sia fantastico. È come se stesse ballando il tango [ . . . ] Adoro il modo in cui gioca a calcio in modo così elegante. Per me Andrés è Don Andrés”.
Luka Modric
"Iniesta è un grande giocatore. Se la gente mi paragona a lui, questo mi rende orgoglioso. È uno dei migliori centrocampisti della storia del calcio".
Vicente del Bosque
"In trasferta contro l'Espanyol, il Barcellona stava vincendo 4-1, poi 5-1 e lui ricevette una standing ovation. Penso che quella fu un'immagine capace di catturare perfettamente quello che le persone hanno apprezzato di Andrés".
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Video credit: Eurosport
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