Beppe Signori è tornato a parlare. L'ex numero 10 della Lazio lo ha fatto ai microfoni di Radio Anch'io Sport a pochi giorni dalla "grazia" ricevuta dal presidente Gravina."Nessuno mi restituirà questi 10 anni difficili, ma è inutile piangersi addosso. Guardiamo avanti. Sono sempre stato abituato a lottare, ho preferito andare avanti fino alla fine e ora sono molto felice. Non volevo rimanere nel grigio di una prescrizione, doveva essere nero o bianco ed è stato bianco. Chi sapevo sarebbe stato con me fino alla fine c'è stato, chi sapevo mi avrebbe voltato le spalle lo ha fatto. C'è stata una selezione naturale".

Il futuro

"Dieci anni fa avevo preso il patentino da allenatore Uefa pro. È uno dei miei obiettivi, anche se sono consapevole delle difficoltà. Mi manca l'odore dell'erba, forse perché la sentivo come casa mia. So che sarà difficile perché le panchine sono poche e gli allenatori sono tanti".
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02/06/2021 A 07:59

L'attualità tra Berardi, Dybala, Nazionale e ricordi

"Un giocatore che mi assomiglia? Forse Berardi o Dybala, anche se Immobile è riuscito a fare quello che quasi nessuno ha fatto. Mi auguro riesca a fare qualcosa di importante anche all'Europeo". Signori è ottimista quando guarda agli Azzurri: "Dopo gli anni bui, Mancini ha trovato dei ragazzi con grandi qualità. Si sta aprendo un ciclo, vincere è complicato ma possiamo essere protagonisti".

Il pensiero su Maurizio Sarri

"Ha dimostrato di saper lavorare bene, partendo dai piccoli club fino a vincere lo ccudetto con la Juventus. Ha tutte le caratteristiche per essere un allenatore vincente. Lotito lo prende non per rispondere alla Roma che ha preso Mourinho ma perché penso possa sostituire Inzaghi che ha fatto molto bene e per continuare in un percorso iniziato da diversi anni per riportare la Lazio il più in alto possibile".

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