Dopo 15 anni, le strade di Joachim Low e della Nazionale tedesca di calcio si separeranno. I prossimi Europei di calcio (11 giugno-11 luglio), infatti, saranno l'ultima esperienza dell'allenatore tedesco sulla panchina della Germania, nonostante il suo contratto termini dopo i Mondiali di Qatar 2022. È stato lo stesso tecnico a chiedere la chiusura anticipata del legame e la Federcalcio tedesca (la DFB) ha dato il via libera. Low ha commentato così la sua scelta. "Faccio questo passo in modo molto consapevole, pieno di orgoglio e di enorme gratitudine, ma allo stesso tempo continuo ad essere molto motivato in vista dell'Europeo. Orgoglioso, perché è molto speciale e un onore per me essere coinvolto nel mio Paese. E perché da quasi 17 anni sono in grado di lavorare con i migliori calciatori di Germania e di supportarli nel loro sviluppo. Li associo a grandi trionfi e dolorose sconfitte, ma soprattutto a tanti momenti meravigliosi e magici. Sono e resterò grato alla DFB, che ha sempre preparato un ambiente di lavoro ideale per me e per il team".
A giugno (o a luglio se la Germania farà strada) si chiuderà un'Era del calcio tedesco e mondiale. Soltanto Oscar Washington Tabarez è alla guida di una Nazionale di calcio (l'Uruguay) da più tempo di Low, per una manciata di mesi tra l'altro. Il 61enne tedesco è salito in sella il 12 luglio 2006, subentrando a Jurgen Klinsmann dopo il Mondiale casalingo e due anni da vice. Da allora ha guidato la Mannschaft per 189 partite: dal debutto in amichevole contro la Svezia (3-0 con doppietta di Klose) al clamoroso 0-6 contro la Spagna in Nations League dello scorso novembre. In mezzo il trionfo iridato a Brasile 2014 e la Confederations Cup 2017. Dopo oltre un decennio in cui la sua Nazionale è arrivata in fondo in ogni competizione, sono arrivate le difficoltà, a partire dalla debacle a Russia 2018. Risultati deludenti che già da qualche tempo avevano messo Low in una posizione critica.
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Joachim Löw

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Detto ciò, non sono mancate le dichiarazioni di stima da parte dei vertici calcistici tedeschi. Così ha parlato Fritz Keller, presidente della DFB: "Ho grande rispetto per la decisione di Joachim Low, è uno dei più grandi allenatori del calcio mondiale. Ha plasmato il calcio tedesco come nessun altro nel corso degli anni e lo ha aiutato a raggiungere la più alta reputazione internazionale. Non solo per i suoi successi sportivi, ma anche per la sua empatia e umanità. Il fatto che ci abbia informato della sua decisione in una fase iniziale è molto dignitoso". A ruota le parole di Oliver Bierhoff, attuale direttore sportivo della Federcalcio: "Io e Joachim abbiamo lavorato a stretto contatto da quasi 17 anni. È un rapporto speciale basato sulla fiducia assoluta. Con lui, la Nazionale si è distinta per la gioia di giocare un calcio offensivo e attraente. Mi dispiace che ci separeremo professionalmente, ma rimarremo in contatto personalmente". Intanto, si sprecano le ipotesi per il nome del suo successore, con Jurgen Klopp e Hans Flick tra i nomi più chiacchierati.

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