Il procuratore di Cremona Roberto Di Martino ha chiesto 6 mesi di reclusione con pena sospesa e 8 mila euro di multa per il ct della Nazionale Antonio Conte, accusato di frode sportiva per un unico episodio relativo alla partita Albinoleffe-Siena del 2011. La richiesta è arrivata nel corso del processo celebrato con rito abbreviato per gli imputati del processo sul calcioscommesse che hanno optato per il rito alternativo.
Conte era già stato condannato dalla Giustizia sportiva per omessa denuncia a 10 mesi di squalifica, ridotti poi a quattro, quando era già diventato l'allenatore della Juventus; la squalifica era stata scontata all'inizio della stagione 2012-2013.
La sentenza è prevista tra la metà e la fine di maggio; anche il vice di Conte, Angelo Alessio, e il giocatore dell'Atalanta Guido Marilungo, a loro volta coinvolti nell'inchiesta, hanno scelto il rito abbreviato.
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Per il procuratore di Cremona Roberto di Martino, il ct della Nazionale Antonio Conte, quando allenava il Siena, era al corrente della combine per truccare la partita Albinoleffe-Siena del campionato 2011, ma non aveva fatto nulla per impedirlo. "La tesi giuridica è di questa condotta omissiva - ha spiegato l'avvocato Leonardo Cammarata, che difende Conte insieme al collega Francesco Arata - e cioè questo obbligo di impedire l'evento da parte dell'allenatore, su cui il procuratore Di Martino fonda la richiesta di condanna". Nelle parole del procuratore, però, non c'è "nessuna sorpresa rispetto alle tesi" esposte nella richiesta di rinvio a giudizio, perché di Martino non ritiene che ci sia "nessun coinvolgimento nelle scommesse ma solo questo obbligo giuridico di impedire l'evento". Tesi che i difensori del ct della Nazionale contestano "sia in fatto che in diritto".
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