Çalhanoglu all'Inter! Un fulmine a ciel sereno, considerando che il Milan stava aspettando che finisse l'Europeo della Turchia per trovare l'accordo per il rinnovo. Il trequartista classe '94, invece, ha firmato - a sorpresa - con i nerazzurri che proponevano un contratto più ricco all'ex Bayer Leverkusen (3 anni a 5 milioni a stagione). I tifosi del Milan non l'hanno presa benissimo: credevano nel rinnovo del loro numero 10, che era stato decisivo per la rincorsa Champions dei rossoneri.
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Çalhanoglu è solo l'ultimo in ordine temporale. Sono tantissimi, nella storia, i giocatori che sono passati da una parte all'altra del Naviglio, tra gioie e delusioni. Chi ha sfondato grazie al cambio di maglia, chi è stato invece dimenticato. Proviamo a vedere quelli che sono stati gli 'scambi' più controversi nella storia di Milan e Inter.
Calciomercato 2020-2021
Çalhanoglu: "Vogliamo vincere lo Scudetto anche quest'anno"
22/06/2021 A 18:25

Come cambia l'Inter con l'acquisto di Calhanoglu

Giuseppe Meazza (dall'Inter al Milan)

Fu il primo a passare da una parte all'altra di Milano. Si chiamavano ancora Ambrosiana-Inter e Milano. Uno dei giocatori più importanti della storia del calcio italiano e del calcio milanese, tanto che lo stadio di San Siro è intitolato a suo nome. Con l'Inter collezionò un totale di 240 reti in 348 presenze fino al 1940, in 13 stagioni, prima di passare al Milan dove però non riuscì a sfondare. Due annate nell'altra squadra di Milano dove realizzò solo 9 reti complessive. E vinse solo con l'Inter, tre campionati e una Coppa Italia. Nel '46 fece addirittura ritorno in nerazzurro per la sua ultima stagione da professionista.

Giuseppe Meazza

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Fulvio Collovati (dal Milan all'Inter)

Un altro addio al veleno fu quello di Fulvio Collovati. Nato e cresciuto nel Milan, lasciò i rossoneri per approdare all'Inter nell'estate del 1982, subito dopo aver vinto il Mondiale. L'ambiente Milan era nel caos dopo la seconda retrocessione in pochi anni. Lui preferì andare all'Inter (con Aldo Serena che fece il percorso inverso), non venendo mai perdonato dai tifosi rossoneri, tanto da essere definito “ingrato transfuga”. All'Inter non riuscì comunque ad esplodere, nonostante l'aver raggiunto due semifinali di Coppa UEFA. Dopo i primi due anni dove fu comunque titolare, perse un po' del suo tocco finendo per giocare addirittura da libero sotto la gestione Corso. I tifosi del Milan, dopo il passaggio dell'Inter, preferiscono ricordarlo per il gol 'subito' nel derby del 28 ottobre 1984. Quando venne sovrastato da Mark Hateley con un perentorio colpo di testa.

Collovati Hateley Milan Inter 2016

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Andrea Pirlo (dall'Inter al Milan)

È sicuramente il colpo più roboante tra le due squadre di Milano. Soprattutto per quanto fatto vedere da Pirlo in maglia rossonera, con buona pace dell'Inter. Eppure i nerazzurri avevano intravisto qualcosa quando ingaggiarono il bresciano, ancora 19enne, che aveva fatto il suo debutto tra i professionisti a 16 anni. All'Inter è ancora giovane e acerbo, ma fatica a trovare i suoi spazi nonostante qualche colpo di classe. Basti vedere le esperienze in prestito a Reggina e Brescia. Vince un Europeo Under 21 da protagonista nel 2000, ma non basta. Nel 2001 passa al Milan senza battere ciglio. L'Inter incassa 35 miliardi di lire e il cartellino di Drazen Brncic. Ai tempi c'era Terim che lo utilizzava ancora come trequartista, come vice Rui Costa. Con Ancelotti la definitiva esplosione, con l'intuizione del tecnico reggiano che lo spostò a playmaker, un po' come faceva Mazzone nel suo Brescia. Lì si scrisse una pagina di storia perché, con Pirlo, il Milan collezionò successi dopo successi. Tra uno Scudetto e due Champions. Sempre in quella posizione Pirlo fu uno dei giocatori decisivi per la vittoria del Mondiale 2006 con la Nazionale di Marcello Lippi. Uno dei migliori acquisti nella storia dei rossoneri. Una delle più grandi beffe per i nerazzurri.

Andrea Pirlo con la maglia del Milan nella stagione 2008-2009

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Clarence Seedorf (dall'Inter al Milan)

Dopo Pirlo, non contenta, l'Inter piazzò un altro colpo in uscita verso il Milan. Colpo per modo di dire. Nel 2002 ci fu infatti l'addio di Clarence Seedorf che venne ceduto, con uno scambio alla pari, con Francesco Coco. Seedorf fu un'altra delusione per l'Inter, nonostante l'olandese arrivasse a Milano forte di due Champions League vinte con due squadre diverse, l'Ajax e il Real Madrid. Resta però quella doppietta alla Juventus nel marzo 2002, in una vera partita Scudetto, dove Seedorf si prese San Siro con due gol capolavoro.
L'accordo fra le due società per lo scambio Coco-Seedorf c'è. Adesso bisogna trovarlo con i giocatori. [Adriano Galliani dopo un incontro con Moratti]
A fine stagione, però, l'addio. L'Inter vuole Coco e cede Seedorf al Milan, con la diffidenza di tutti. Dei tifosi rossoneri che non volevano l'olandese, e di Seedorf stesso che si chiedeva quanto spazio avrebbe potuto avere in una squadra che aveva già Pirlo, Rui Costa, Redondo e Rivaldo. Senza saperlo, però, Seedorf si fidò di Ancelotti e andò a comporre uno dei centrocampi più forti della storia del calcio. Quel Gattuso-Pirlo-Seedorf, diventò infatti la colonna portante dei successi rossoneri negli anni a venire. Trio a cui si aggiunse poi Kaká l'anno successivo, a comporre il famoso rombo di centrocampo della gestione Ancelotti.

Clarence Seedorf in azione in Milan-Manchester United - Semifinale di Champions 2003

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Christian Vieri (dall'Inter al Milan)

Altro passaggio dall'Inter al Milan, questo meno fortunato per i rossoneri. Vieri aveva speso tutte le sue cartucce ai tempi dei nerazzurri, e ancora prima tra Lazio, Juventus e Altético Madrid. Al Milan grazie ai buoni rapporti con alcuni giocatori e alla conoscenza di Galliani, ma non sfonda in quella stagione. Fa la riserva di Gilardino e segna solo un gol. A gennaio fa armi e bagagli e saluta subito, trasferendosi al Monaco. Era nella fase calante della sua carriera, dopo 7 stagioni consecutive in doppia cifra in Serie A. Fu comunque brusco il suo addio all'Inter, con Vieri che criticò la società per essere stato pedinato (per volere di Moratti).

Christian Vieri, Recoba - Lazio-Inter - Serie A 2001/2002 - LaPresse

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Sulley Muntari (dall'Inter al Milan)

Arrivato all'Inter nel 2008, si fa riconoscere per il dinamismo e la grinta messi in campo. Fa parte della squadra che fa il Triplete nel 2010 con Mourinho, segnando in quella stagione anche un gol in campionato. Non è titolare inamovibile, ma nelle prime due annate sfiora le 40 presenze stagionali. Poi una piccola parentesi al Sunderland, prima del passaggio in prestito al Milan nel gennaio del 2012, che lo confermerà nella stagione successiva. Avrà grandi momenti: una doppietta alla Juventus, il gol in Champions contro il Barcellona di Guardiola. Indosserà anche la fascia di capitano, anche se nella parte finale della sua permanenza al Milan verrà criticato per l'impegno messo in campo. Il momento clou della sua avventura in rossonero è stato sicuramente l'ormai famoso gol annullato contro la Juventus che decise un campionato.

Il gol fantasma di Sulley Muntari in Milan-Juventus del 25 febbraio 2012

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Antonio Cassano (dal Milan all'Inter)

Da “Non c'è nulla sopra il Milan, il cielo e basta” a “...E dopo il cielo c'è l'Inter” è un attimo. L'avventura di Cassano al Milan dura un anno e mezzo, con diversi momenti importanti. Con i rossoneri, infatti, vince l'unico Scudetto in carriera e una Supercoppa italiana, l'anno dopo salta purtroppo metà stagione a causa di una ischemia dovuta ad una malformazione cardiaca che lo terrà lontano dai campi per molto tempo. Grazie alla sua forza di volontà e all'aiuto dei medici del Milan, torna a giocare a fine stagione, trovando anche la convocazione con la Nazionale di Prandelli per Euro 2012. Dopo l'Europeo, però, il ridimensionamento dei rossoneri e Cassano decide di lasciare dopo le cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva. Parlerà di screzi con Galliani e Allegri e finisce all'Inter di Stramaccioni, nell'ambito dello scambio con Pazzini. Non un grande affare, in realtà, per Cassano. All'Inter, la sua squadra del cuore, segnerà 7 gol (non pochi), ma i nerazzurri chiuderanno la stagione al 9° posto e fuori dalle Coppe europee. È dura solo un anno, al termine di quella annata firmerà un contratto triennale con il Parma.

Antonio_Cassano_Milan_Serie A_2011/2012

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Giampaolo Pazzini (dall'Inter al Milan)

Non è stato clamoroso come alcuni dei passaggi precedenti, ma in molti si chiesero il perché della sua cessione. Cassano dal Milan all'Inter, Pazzini fece il percorso inverso. All'Inter c'erano ancora Milito e Forlan e poco altro onestamente... È vero, Pazzini arrivava da una stagione non proprio positiva sotto il profilo realizzativo, ma l'anno dopo fece faville nel Milan. Sì perché alcuni di quei 15 gol collezionati, avevano dato la possibilità ai rossoneri di piazzarsi tra le prime tre della classe e confermarsi in Champions. 15 gol che resta il secondo miglior rendimento di sempre di Pazzini in Serie A. All'Inter non andò tanto meglio in quella stagione...

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