Il calciomercato non si ferma mai, nemmeno durante i campionati: qual è l’ultimo giocatore messo nel mirino delle big di tutta Europa? Ci sono novità sui rinnovi dei calciatori più importanti? Qualche svincolato di lusso che sta per trovare una sistemazione? Ecco qui riportate e commentate da noi le tre notizie più interessanti sugli ultimi movimenti di mercato raccolte dai quotidiani in edicola stamattina e dai vari siti specializzati, in Serie A e all’estero.

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Calciomercato 2020-2021
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06/05/2021 A 15:59

Inter, austerity e un possibile sacrificio: Brozovic può partire?

Tutti i giornali sportivi dedicano ampio spazio al discorso di Steven Zhang a dirigenti e board nerazzurro. Il presidente ha fatto intendere quali saranno le parole d’ordine per il futuro: abbattimento dei costi, austerity e risparmio. Se ai dirigenti sarà chiesto di non riscuotere i ricchi bonus, che mal si sposano con questo periodo di crisi pandemica, alla squadra, ad Antonio Conte e ai giocatori sarà spiegato che – stante la volontà di dare continuità al progetto tecnico – sarà necessario spalmare gli ingaggi pluriennali e fare un mercato possibilmente in attivo, cedendo gli esuberi e magari anche un giocatore al centro del progetto. Quale? Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport e altri quotidiani si affrettano a evidenziare come sia da escludere la cessione di Lukaku, Lautaro, Barella, Bastoni ed Hakimi ritenuti incedibili. Non scontata invece la permanenza di Marcelo Brozovic che ha il contratto in scadenza il 30 giugno 2022 e potrebbe avere mercato all’estero. Dietro se arrivassero offerte interessanti, i nomi attenzionabili sono de Vrij e Skriniar. Nel caso uno dei due partisse il nome individuato per rimpiazzare un’eventuale cessione è quello di Milenkovic della Fiorentina. Per la porta invece il nome nuovo che è quello di Peter Gulacsi, portiere 31enne del Lipsia, che si può liberare pagando una clausola di 13 milioni.
  • La nostra opinione: Sostenibilità sarà una delle parole chiave del calcio di oggi e del domani. Nessuno può permettersi ingaggi astronomici in questo calcio senza entrate da botteghino e ormai sull’orlo del collasso. Un passo indietro è necessario ed è normale che Zhang – che ha investito quasi 800 milioni in questo triennio di presidenza interista – non possa fare finta di nulla e non chiedere sacrifici al proprio gruppo di lavoro. Conte accetterà questo progetto? Bella domanda anche se tutto lascia passare di sì... Il tecnico salentino al netto di qualche sacrificio sa che può costruire un ciclo in nerazzurro e replicare quello che gli riuscì alla Juve all’Inter. Chiaramente sul mercato servirà fare di necessità virtù ma Antonio in questi mesi ha mostrato di saper valorizzare la propria rosa ed essere il vero uomo in più. Riguardo alle partenze illustri, perdere Brozovic o Skriniar sarebbe un colpo ferale, visto che rappresentano due pilastri però tutto dipende dalle eventuali proposte che potrebbero arrivare... Insomma aspettiamoci sorprese ma non ribaltoni in panchina.

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Juve, tentazione Zidane. Paratici nuovo ds del Bayern Monaco?

Mentre la squadra e l’ambiente sono concentrati sulla delicatissima spareggio per la Champions League contro il Milan, il Tutto Sport dedica la propria apertura a una suggestione che, ora dopo ora, si fa sempre più forte dalle parti della Continassa: convincere Zinedine Zidane ad accettare di sbarcare a Torino e iniziare la rifondazione bianconera. Il quotidiano torinese puntualizza come Agnelli sia ancora convinto della bontà della scelta Pirlo ma Zizou è un pallino e, in caso di divorzio dal Real Madrid, una possibilità che intriga. Certo gli ostacoli non mancano, dall’ingaggio (il franco-algerino guadagna 12 milioni più bonus al Real, ndr) e la chance di poter diventare futuro ct della Francia a fine Europeo. Per il post Pirlo restano caldi comunque anche i nomi di Allegri e Gattuso. Nel frattempo La Stampa è sicura dell’addio di Paratici dal 1° luglio, l’attuale Chief Officer of Football potrebbe diventare il direttore sportivo del Bayern Monaco.
  • La nostra opinione: Se non ci fosse di mezzo una pandemia e una spending review, l’idea Zidane si sposerebbe alla grande con quella della Juventus. Zizou è l’ultimo allenatore ad aver vinto una Champions con Cristiano Ronaldo, ha un ascendente unico con il fenomeno di Madeira e, in questo biennio al Real, ha mostrato di ottenere risultati pregevoli anche con squadre apparentemente a fine corsa e che non possono essere rinforzate eccessivamente sul mercato. Resta però il nodo ingaggio e rosa, già perché Zidane guadagna quasi 10 volte l’attuale ingaggio di Andrea Pirlo e difficilmente si accontenterebbe di guidare una squadra che, soprattutto a centrocampo, ha bisogno come il pane di una ventata di aria fresca e piedi buoni. Insomma se Pirlo sarà sostituito, tutte le strade portano al ritorno di Max Allegri. Riguardo a Paratici, il ritorno di Allegri o di un nuovo allenatore, potrebbe davvero portare a un restyling importante anche nella dirigenza: il dirigente – dopo il caso Suarez e alcune campagne acquisti non proprio convincenti – sembra essere giunto a fine corsa e potrebbe davvero andare altrove.

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Da Sanches a Isco a Totti dirigente: la Roma di Mou

Sul fronte Roma grande attenzione sui nomi interessanti per la Roma di Mourinho. In porta per la Gazzetta dello Sport il sogno dello Special One resta quello di De Gea, portiere dello United protagonista di parate sensazionali proprio all’Olimpico ieri, a centrocampo la possibile scommessa – favorita anche da Jorge Mendes – potrebbe essere il rilancio di Renato Sanches mentre in attacco Isco è un’idea a costi comparabili. Fuori dal campo i Friedkin potrebbero decidere di riaprire le porte della dirigenza a Totti o, anche se più improbabile, a De Rossi.
  • La nostra opinione: Come già ripetuto qui, nelle prossime settimane sentiremo tanto parlare di obiettivi per la Roma di Mourinho. Anche contro lo United i giallorossi hanno mostrato di avere bisogno di almeno 3-4 rinforzi di livello ma soprattutto di costruire una mentalità vincente. Questa è sempre stato una specialità del portoghese, insieme all’abilità di costruire squadre coriacee e solide nella metacampo difensiva. La prima sfida dello Special One sarà questa, al netto dei rinforzi.

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