Zlatan Ibrahimovic indosserà con ogni probabilità la maglia del Milan anche nella stagione 2021-22. Le conferme in tal senso sono numerose e univoche. Lo stesso Paolo Maldini, direttore dell'area tecnica rossonera, prima della sfida di campionato di sabato scorso a Parma è stato eloquente: "Mancano pochissimi dettagli, siamo vicinissimi al rinnovo". L'ingaggio sarà sostanzialmente quello della stagione in corso: 7 milioni di euro, una cifra non da poco se si considera che il prossimo 3 ottobre l'attaccante svedese compirà 40 anni. Legittimo quindi domandarsi se la strategia del Milan sia corretta. Detto in altri termini: il Diavolo ha bisogno di Ibrahimovic per un altro anno? Cerchiamo di capirlo analizzando sia il rendimento in campo e il peso nello spogliatoio, sia quanto avvenuto negli ultimi mesi lontano dal rettangolo di gioco.
IL MILAN FA BENE A RINNOVARE IL CONTRATTO A IBRA?

Perché Ibra serve ancora al Milan

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Rispondere a questa domanda è piuttosto immediato. Ibrahimovic ha segnato 15 gol in 17 presenze in Serie A quest'anno (il conto delle reti sale a 17 in 25 partite considerando tutte le competizioni) e ha dimostrato di essere un punto di riferimento imprescindibile nel 4-2-3-1 disegnato da Pioli. A detta di tutti (allenatore, giocatori e dirigenti) lo svedese è un leader nello spogliatoio, una sorta di vice Pioli. La sua sola presenza, stando alle numerose dichiarazioni raccolte nell'ultimo anno e mezzo, è bastata a rianimare un gruppo che a fine 2019 era sull'orlo del baratro e ora si ritrova secondo in classifica e in pole position nello sprint Champions a 8 giornate dalla fine del campionato. Con Ibrahimovic si è rovesciato il mondo Milan: l'asticella si è alzata e indubbiamente in questo lo svedese ha più di un merito.

Ibrahimovic a segno in Milan-Crotone - Serie A 2020/2021 - Getty Images

Credit Foto Getty Images

Perché il Milan può fare a meno di Ibra

I dubbi più pesanti riguardano le condizioni fisiche di Ibrahimovic che, a quasi 40 anni, non può certamente garantire continuità di rendimento. Nel corso di questa stagione lo svedese ha saltato ben 15 partite a causa di problemi di natura muscolare e nella seconda parte di campionato il suo rendimento - complice l'inevitabile appannamento per un giocatore della sua età - è calato (un gol nelle ultime 6 partite in Serie A). Sul piatto della bilancia, inoltre, vanno considerati altri elementi. Detto del peso dell'ingaggio, non vanno scordati alcuni atteggiamenti di Ibrahimovic che hanno messo il Milan in situazioni difficili da gestire a livello mediatico come la partecipazione al Festival di Sanremo, l'espulsione nel derby di Coppa Italia contro l'Inter dopo la lite con Lukaku, il blitz in un ristorante di Milano in piena zona rossa. Il pacchetto Ibrahimovic è anche questo: al Milan, naturalmente, il compito di pesare i pro e i contro.

Ok Ibra, ma serve altro

Al di là di come la si pensi, un dato sembra incontrovertibile. Se è vero che il Milan attuale, giovane e formato da giocatori ancora non abituati a lottare per grandi traguardi, ha bisogno di un giocatore dalla mentalità vincente come Ibrahimovic, è altrettanto vero che fare dello svedese il fulcro del prossimo attacco non appare una mossa sensata. Insomma, Ibra sì ma non solo. Per competere ai massimi livelli al Diavolo serve come il pane un attaccante veloce, forte fisicamente e giovane: un numero 9 come a San Siro, sponda rossonera, non si vede da tempo.

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