C'è chi l'ha definita la peggior sessione di calciomercato di sempre. E a guardare i numeri forniti dal Cies, l'Osservatorio europeo sul calcio, difficile dargli torto. Il Covid e la conseguente crisi economica si sono fatti sentire, ovviamente, anche nel mondo del pallone e in maniera più impattante rispetto alla finestra estiva al termine della "prima ondata". L'analisi Cies ha preso in considerazione quanto è stato investito quest'inverno rispetto a quanto venne speso nello stesso periodo un anno fa nei top cinque campionati europei, in un contesto pre-pandemico. I dati sono impietosi.
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In media tra le massime competizioni di Italia, Inghilterra, Spagna, Germania e Francia si è speso l'80% in meno, passando dal -70% della Premier League fino al drammatico -90% della Liga (record negativo dal 2012). La Serie A è passata dai 354 milioni del gennaio 2020 ai 73 del mese appena trascorso: le 20 squadre del campionato italiano, dunque, hanno investito sul mercato un quinto in meno rispetto all'anno scorso quando la Juve comprò Kulusevski, l'Inter Eriksen e il Milan lo svincolato di lusso Ibrahimovic, tra gli altri. Il trasferimento più costoso? Sulla carta quello di Nicolò Rovella dal Genoa alla Juve per 18 milioni (più 20 di bonus), "gonfiato" dalla finanza creativa, o meglio, dall'ormai navigato sistema di plusvalenze e contro-plusvalenze.
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