La storia tra i centravanti francesi e il Milan non è sempre stata ricca di soddisfazioni. Da Jean Pierre Papin passando per Christophe Dugarry, la tradizione non è certamente memorabile. Olivier Giroud però non pare preoccuparsi di questo fardello e nemmeno della maledetta maglia numero 9 ma – sin dalla sua prima intervista da calciatore rossonero – si intravede l’orgoglio di vestire questa maglia gloriosa e la voglia di competere ai massimi livelli.
Mi sento ancora un ragazzino anche a quasi 35 anni compiuti; da piccolo i miei idoli erano Papin, Shevchenko e ovviamente Maldini. Il Milan mi ha fatto sognare. Il mio giocatore preferito da piccolo era Shevchenko. Sono molto fortunato a giocare nel club dove ha giocato lui: è per questo sono qui. Molti grandi giocatori hanno giocato in un club così prestigioso in Europa: la squadra ha una grandissima tradizione europea ed è per questo che ho deciso di venire qui, per giocare la Champions League e spero che possiamo raggiungere grandi traguardi insieme. Sarò anche vicino alla mia famiglia che è di Grenoble, sono davvero carico e non vedo l'ora di giocare la prima partita. Obiettivi? Penso che il Milan meriti di competere ad altissimi livelli, di lottare per lo Scudetto e di fare una grande Champions league e di giocare la Coppa Italia che piace molto ai tifosi. Ho parlato con Tomori qualche settimana fa e mi ha detto: 'ti aspettiamo per aiutarci a vincere lo Scudetto'. Non voglio mettere troppa pressione, ma ovviamente giocheremo per il primo posto in classifica”.
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Giroud, bomber anacronistico per rompere la maledizione del 9
17/07/2021 A 18:59

Come cambia il Milan con Olivier Giroud

"Maignan grande talento, con Ibra ci divertiremo"

"Voglio vincere qualcosa con il Milan. Ho parlato con Pioli: è stato tutto molto semplice e naturale, ci siamo parlati in maniera franca; abbiamo parlato di calcio, di tattica e mi paice il suo modo di intendere calcio. Lo scorso anno ho seguito il Milan ed è stata una grande stagione grazie a mister Pioli: sono molto contento di allenarmi con lui e spero che continueremo su questi ritmi per ambire al rimo psoto in classifica. Che effetto fa giocare con Ibrahimovic? Ho giocato contro Zlatan qualche volta: a 40 anni gioca ancora, è un professiona eccezionale. Non puoi giocare a quell'età a questi livelli, senza quell'impegno per la tua squadra, quella determinazione. Io cerco di fare lo stesso per poter continuare a giocare fino a che il mio corpo me lo permetterà. Spero di essere sempio per i giovani. Non vedo l'ora di giocare e di allenarci insieme. Spero che ci divertiremo. Maignan? Con lui abbiamo parlato del mio arrivo al MIlan e sono sicuro che diventerà il portiere titolare della Francia dopo il ritiro di Lloris. Ha grande talento”.

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