Gianluigi Donnarumma si avvicina a Juventus-Milan tra non pochi tormenti. Quella che andrà in scena domenica sera all'Allianz Stadium sarà anche - se non soprattutto - la sua partita. Uno snodo cruciale della stagione, dove la posta in palio è altissima e da cui dipendono buona parte delle speranze di bianconeri e rossoneri di qualificarsi alla prossima Champions League. Donnarumma ci arriva in una posizione che più scomoda non si può: il suo contratto con il Milan scade il 30 giugno, non ha ancora rinnovato e le voci sul suo possibile trasferimento proprio alla Juventus alla fine della stagione si fanno sempre più insistenti di settimana in settimana.

I rischi e le pressioni

Senza dubbio il blitz degli ultras del Milan sabato scorso a Milanello ha reso lo scenario ancora più complicato. Quella sorta di ultimatum ("O rinnovi prima oppure è meglio che non giochi") non può non pesare come un macigno sulle spalle di un ragazzo che, a volte si tende a scordarlo, ha da poco compiuto 22 anni. Donnarumma convive con le pressioni da quando ha iniziato a giocare e ha dimostrato più volte di saper reagire nei momenti difficili. Questo Juventus-Milan, però, è uno step ulteriore per lui sul piano emotivo. Come verrebbe giudicata e quali dietrologie scatenerebbe, ad esempio, una sua prestazione negativa contro quella che - sempre in linea teorica - potrebbe diventare la sua prossima squadra? Al di là delle discutibili prese di posizione degli ultras, Donnarumma deve giocare e questo è fuori discussione: Paolo Maldini è stato molto chiaro a proposito. Ma è evidente che, alla luce degli ultimi sviluppi, lo stato d'animo del portiere non potrà essere del tutto sereno.
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Gianluigi Donnarumma con la maglia del Milan - Stagione 2020-21

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Le analogie con il caso De Vrij

La storia recente della Serie A ci fa tornare in mente un caso che - seppure molto diverso - presenta qualche analogia con quello legato a Donnarumma. Inevitabile, infatti, rispolverare quel Lazio-Inter del 20 maggio 2018, ultima giornata di campionato: anche in quel caso la partita era uno spareggio Champions con i nerazzurri obbligati a vincere. Nella Lazio di allora giocava Stefan De Vrij, promesso sposo dell'Inter che aveva depositato il contratto del difensore centrale olandese pochi giorni prima della gara. La storia è nota: De Vrij causa il rigore del momentaneo 2-2 (poi Vecino segna il definitivo 3-2 per l'Inter) e lascia il campo a fine partita visibilmente scosso. Nerazzurri in Champions, biancocelesti in Europa League.

La delusione di Stefan De Vrij dopo Lazio-Inter 2-3 del 20 maggio 2018

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"Alla vigilia della partita avevo detto al club (la Lazio, ndr) che non mi sentivo a mio agio per quella partita, dal momento che non avrei mai potuto giocare bene - ha raccontato in seguito De Vrij -. Ma il club ha risposto che mi voleva in campo. Non è stato facile. Mi sono concentrato sulla partita e ho cercato di giocare meglio che potevo. Posso guardarmi allo specchio. Le persone che mi conoscono sanno che ho fatto tutto il possibile". Chissà se anche Donnarumma sta provando sensazioni simili.

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