In un'intervista esclusiva al Corriere dello Sport l'amministratore delegato del Milan racconta quali sono le intenzioni che il Milan ha a proposito del mercato e di Zlatan Ibrahimovic: "Conoscerlo è stato sorprendente. È straordinariamente divisivo: o lo ami o lo odi. Investe su questa caratteristica per motivare se stesso. Non si accontenta mai, è sempre sopra le righe. Il leone se lo sente addosso, ma ovviamente non pensa di essere Dio".
A proposito del prossimo addio di Gianluigi Donnarumma, invece, il dirigente resta un po' più abbottonato:
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Non voglio rivelare i dettagli né la tempistica. Alla fine la decisione è sempre del calciatore. È stato un professionista eccezionale, nutro una stima assoluta nei suoi confronti e rispetto le sue scelte. Ha fatto ciò che pensava fosse meglio per sé e ci sono alcune ragioni dalla sua parte. De-raiolarizzare il Milan? Non è un nostro obiettivo. Non abbiamo problemi con Raiola. I singoli casi li analizziamo senza pregiudizi
Una battuta anche sulla defunta Superlega: "La Superlega, per come era stata concepita, è morta. Tuttavia i problemi che hanno portato a quel progetto, rimangono inalterati. Mi preoccupo quando si parla di vincitori e vinti. Non ci sono vincitori. Mi auguro che non ci sia alcuna rottura, il dialogo è sempre la soluzione più valida. La gente parla di avidità, il nostro club ha perso 200 milioni l'anno scorso: è forse da avidi provare a inseguire lo zero, il punto di pareggio?".

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