Paolo Maldini e il Milan hanno già voltato pagina. Tre giorni dopo il ritorno in Champions League e 24 ore dopo lo sbarco in rossonero di Mike Maignan, il portiere francese del Lille che dalla prossima stagione diventerà il nuovo guardiano della porta del Diavolo, Paolo Maldini in un’intervista al canale Twitch del Milan conferma quello che tutto il popolo rossonero aveva chiaramente capito, ossia che le strade di Gigio Donnarumma e del Milan si separano e che il portierone classe ’99 dopo 6 anni non vestirà più la maglia del club in cui è cresciuto fino a diventare uno dei migliori interpreti del ruolo e il titolare della Nazionale.
“Gigio è stato protagonista di questa stagione. È un leader, il capitano. È sempre più difficile finire la carriera dove si è iniziata. La gente fa fatica a capire cosa voglia dire fare il professionista, che deve essere pronto a cambiare casacca. So che questa è una cosa che è difficile da accettare, è sempre più difficile trovare carriere che iniziano in un posto e finiscono in quel posto lì. Bisogna avere rispetto per chi ha dato tanto al Milan, Gigio l'ha fatto, non ci ha mai mancato di rispetto. Le strade si dividono, non posso che augurare il meglio a un ragazzo sensibile come lui”.
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"Il progetto Milan proseguirà, torneremo ai massimi livelli"

Da giocatore ho avuto la fortuna al mio terzo anno da pro di avere il presidente berlusocni che ha fatto qualcosa di eccezionale nel mondo del calcio. Ripercorrere quella squadra non sarà facile per nessun club, allora festeggiavamo le Champions così. Ci deve essere un inizio per tutto, questo è l'inizio di un'avventura che proseguirà e ci porterà a competere ai massimi livelli. Siamo felicissimi ma dobbiamo essere ambiziosi. La differenza tra giocatore e dirigente è enorme, da giocatore hai tensione ma poi giochi. Da dirigente tieni tutto dentro e diventa difficile. Andare in Champions ha ovviamente un risvolto economico, noi siamo molto legati alla parte sportiva. È una sfida ancora più alta rispetto al campionato, riserva sorprese sia positive che negative, ma quando si tratta di Milan quasi sempre positive. Ibra nello spogliatoio ha chiesto chi avesse giocato la Champions, solo Hakan Calhanoglu ha alzato la mano”.

Paolo Maldini insieme a Stefano Pioli

Credit Foto Getty Images

"Il momento chiave è stato quando club ha rinnovato fiducia a me e al mister"

“Il momento chiave vero è stato quando il mister e io siamo stati confermati e si è deciso di andare avanti col gruppo che stava facendo così bene. Quello credo che sia stato il momento chiave, abbiamo avuto solo 3 settimane per migliorare la squadra, poi la qualificazione di Rio Ave è stato il momento più difficile con tanti giocatori fuori e lo spirito vero è venuto fuori. È stato un segnale. Il sotegno dei tifosi? Il Milan è stata la prima squadra che ha avuto manifestazioni dai propri tifosi durante la pandemia, ci hanno stupito e sorpreso. Prima di Bergamo sapevamo che sarebbero arrivati i tifosi, ci hanno fatto tornare a quelle che sono le partite con i tifosi. Senza di loro manca tanto allo stadio. Similitudini con alcuni miei Milan? Ho fatto parte sempre di gruppi con giocatori esperti. Questo è il più giovane d'Italia, le similitudini saranno poche ma speriamo che siano simili nei risultati”.
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