Joaquin Correa è un nuovo giocatore dell'Inter. Il "Tucu", dopo qualche mese d'attesa, ritroverà mister Simone Inzaghi con la formula del prestito con obbligo di riscatto. L'argentino arriverà a Milano in serata, per sottoporsi domani alle visite mediche di rito e firmare il contratto che lo legherà ai nerazzurri fino al 30 giugno 2025. Grazie ai 30 (+1 di bonus) milioni che finiranno nelle casse di Claudio Lotito, la tratta Roma-Milano troverà l'ennesimo affare della sua storia, come a confermare il grande feeling che c'è sempre stato tra Inter e Lazio.
Da Bobo Vieri e i suoi 90 miliardi (versati da Moratti al club capitolino) fino a Dejan Stanković, il club meneghino ha pescato spesso e volentieri dai biancocelesti. Correa è solo l'ultimo di un elenco che parte da "Valdanito" Crespo e termina con Stefan de Vrij, passando per Antonio Candreva, Hernanes e Goran Pandev.
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25/08/2021 A 06:46
La cosa che tutti non sanno, però, è che l'Inter poteva contenere questo esborso economico. In passato, Correa è stato molto vicino ai nerazzurri. (Talmente vicino da farsi una foto con capitan Javier Zanetti). Nove anni fa, in uscita dalle giovanili dell'Estudiantes, un 18enne Correa si presentò a Milano per disputare un provino di due settimane con i nerazzurri: l'argentino, per quattordici giorni, vestì i completini di allenamento dell’Inter. La società, rapita dal talento del nativo di Juan Bautista Alberdi, preparò subito un'offerta da 7 milioni, ma la resistenza del club con sede a La Plata bloccò l'affare. Adesso, oltre 3000 giorni dopo, Javier Zanetti è pronto a ripetere la foto con il ragazzo sfuggito tanto tempo fa.

Inter, Correa è a Milano: le immagini del suo arrivo

La proposta tattica

Come si è ampiamente visto contro il Genoa, l'Inter ha già iniziato il processo di SimoneInzaghizzazione. Il tecnico piacentino, nella prima uscita ufficiale, ha proposto qualcosa di diverso rispetto al recente passato. Soprattutto nella fase di possesso, con Sensi nel ruolo di trequartista alle spalle di Džeko, l'Inter ha fatto molta densità nella zona centrale e i giocatori hanno avuto una buona libertà di movimento. L'arrivo di Correa, da questo punto di vista, è una mossa che valorizza ancora di più questo percorso tattico (siamo solo alla prima giornata, l'Inter potrebbe cambiare forma).
Il Tucumano, oltre a conoscere molto bene Simone Inzaghi, è un giocatore molto utile nel cuore della manovra. Oltre ad essere particolarmente veloce palla al piede, abile nello stretto, bravissimo a dribblare e dotato di una più che discreta fisicità, Correa sa dialogare con i compagni (anche in spazi stretti, spesso tramite gli uno-due) e, partendo dalla prediletta zolla di sinistra, scava i solchi nelle difese avversarie. Le sue heatmap nelle ultime due stagioni ci parlano di un giocatore che batte una zona ben precisa nel rettangolo di gioco (centro-sinistra), ma che può (e sa) variare.
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Nell'ultimo campionato ha chiuso in top10 nella creazione di occasioni da gol (0.74 su 90 minuti) e come ricevitore di passaggi progressivi (247). Queste due caratteristiche sono differenti rispetto a Stefano Sensi (che ha occupato "il suo ruolo" ed è più bravo a sviluppare la manovra anche scendendo a legare il gioco), ma complementari (Sensi, in questo caso, agirebbe alla Luis Alberto, ovvero come mezzala di possesso). Un discorso diverso, invece, si deve fare con Hakan Çalhanoğlu. Il turco ha battuto spesso il centro-sinistra nella partita contro il Genoa, spostando il polo creativo dalla sua parte. Rispetto a Sensi è un giocatore molto più verticale e, considerando l'anima di Correa, i due potrebbero pestarsi i piedi. In questo senso sarà decisiva l'abilità spalle alla porta del giocatore argentino, che ama attirare la pressione su di sé e poi liberare le corse dei compagni. In un'ipotetica formazione con Correa e Lautaro davanti, Çalhanoğlu potrebbe sfruttare l'argentino come "boa" per aprirsi lo spazio, e poi trovare l'imbucata per "El Toro".
Passando alla connessione offensiva, invece, la coppia con Džeko, sulla carta, sembra un po' troppo porosa in fase realizzativa per essere quella titolare. Nonostante l'ex Sampdoria abbia incrementato il suo fatturato in zona gol (con la Lazio, 9 reti il primo anno, 10 il secondo e 11 il terzo), e il bosniaco sia un uomo da quasi 100 gol in Serie A, la presenza di Lautaro Martínez risulterà imprescindibile per garantire alla truppa di Inzaghi la giusta conversione tra occasioni create e reti.
Sicuramente, l'acquisto del classe 1994 apre diversi scenari alla squadra detentrice dello scudetto. Avere un facilitatore di questo calibro, che sa anche risalire il campo in velocità e lavorare al fianco dei compagni, offre un ventaglio di soluzioni molto ampio per far male alle avversarie. Inzaghi ha già dimostrato di saper maneggiare un capitale tecnico importante, ma per sognare un altro scudetto dovrà riprodurre l'idillio tecnico già creato nella capitale.

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