"La sconfitta di Lisbona contro il Bayern è stato un momento difficile.. Non ero contento e volevo andarmene. Non mi è stato permesso in alcun modo e quindi rimango a Barcellona per non entrare in una battaglia legale con il club della mia vita. La gestione di Bartomeu è un disastro".

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E alla fine Lionel Messi parlò. In esclusiva mondiale a Goal.com la Pulce ha comunicato la sua intenzione di rimanere al Barcellona, ma non senza togliersi più di un sassolino dalla scarpa. L'argentino fa nomi e cognomi e punta il dito contro il numero 1 blaugrana, Josep Maria Bartomeu, ripercorrendo gli ultimi concitati dieci giorni, dal suo burofax di addio a oggi. Tutto dopo il botta e risposta con la Liga.

"Volevo andare via, è tutto l'anno che lo dico al presidente, non è da ora. Lui mi ha sempre detto che a fine anno avrei potuto scegliere e alla fine non ha mantenuto la parola. Ho dovuto mandare il burofax per rendere ufficiale la mia decisione. E ora mi ha detto che l'unico modo era pagare 700 milioni. Fare causa al club della mia vita era impensabile".

Nella lucida analisi della vicenda, Messi non si risparmia nemmeno nei particolari intimi e famigliari.

"Quando ho comunicato a mia moglie il desiderio di partire è stato un dramma. Tutta la famiglia ha iniziato a piangere, i miei figli non volevano lasciare Barcellona. Stavo per andare via e mi sarebbe costato tanto. Volevo vivere i miei ultimi anni di calcio felicemente. Ultimamente non ho trovato felicità all'interno del club. Volevo andare in cerca di nuovi obiettivi".

La Pulce continua nell'invettiva contro Bartomeu e la sua gestione.

Mi è costato molto decidere. Non c'entra il risultato del Bayern, dipende da tante cose. Ho sempre detto che volevo restare qui. Che volevo un progetto vincente e vincere titoli con il club per continuare a far crescere la leggenda del Barcellona a livello di trofei. E la verità è che da tempo che non c'è un progetto né nulla, loro si destreggiano e coprono i buchi mentre le cose vanno. Ho sempre pensato al benessere della mia famiglia e del club".

"Non avrei mai fatto causa" è il titolo dell'intervista rilasciata dal suo domicilio di Castelldefels. Le risposte dell'attaccante in alcuni passaggi diventano quasi uno sfogo.

"Al mio fianco ci sono stati quelli di sempre. Questo mi basta e mi rafforza. Mi ha fatto male sentire cose dette dalla gente, dai giornalisti, persone che hanno messo in dubbio il mio barcelonismo dicendo cose che non credo di meritarmi. Mi è servito anche per vedere chi è chi. Il mondo del calcio è molto difficile e ci sono tante persone molto false. Quello che mi è successo mi è servito per riconoscere tante persone false di cui avevo un'altra considerazione. Mi ha fatto male quando è stato messo in dubbio il mio amore per questo club. Che io vada o che io resti, il mio amore per il Barcellona non cambierà mai".

Sulla stagione al Barça che va a cominciare e su Ronald Koeman, Leo non ha ancora le idee chiare:

"Ciò che spero è che si possa competere. Non pretendo di vincere, ma sì di poter competere. Non voglio che succeda più quanto accaduto contro la Roma, il Liverpool, il Bayern. Ma non posso dire cosa succederà. Ora c'è un allenatore nuovo con una nuova idea. Questo è positivo, ma bisogna vedere come risponderà la squadra. Ciò che posso assicurare è che darò il massimo".

Chiusura con l'ultima stoccata a Bartomeu, che lascia molti dubbi sulla convivenza dei due nel club nella prossima stagione.

Pensavo ed ero sicuro che fossi libero di andar via, il presidente ha sempre detto che alla fine della stagione potevo decidere se restare o meno. Adesso si aggrappano al fatto che non l'ho detto prima del 10 giugno, quando è chiaro che il 10 giugno eravamo in corsa per la Liga nel mezzo di questo tremendo Coronavirus e che questa malattia ha alterato tutta la stagione. Adesso resterò perché il presidente mi ha detto che l'unico modo di andar via è pagare la clausola di 700 milioni di euro, e questo è impossibile. C'era un alto modo ed era andare in tribunale. Ma non farei mai causa al Barcellona perché è il club che amo, che mi ha dato tutto sin da quando sono arrivato, è il club della mia vita, ho passato la vita qui. Il Barça mi ha dato tutto e io ho dato tutto. So che non mi è mai passato per la testa portare il Barcellona in tribunale.

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