"L'esame di italiano di Luis Suarez è stato organizzato dalla Juventus, ma non c'è stata alcuna pressione esterna per l'ottenimento da parte de giocatore del certificato B1. Il club non è indagato, attualmente, ma vediamo cosa emergerà”.
Il Colonnello della Guardia di Finanza, Selvaggio Sarri, che coordina le indagini per l'esame di italiano svolto dall’attaccante uruguaiano giovedì scorso a Perugia ha escluso, quindi, qualsiasi coinvolgimento dei dirigenti bianconeri. Le indagini sui presunti illeciti dei vertici dell’Università per Stranieri del capoluogo umbro sono scattate nel febbraio 2020, come spiegato dal procuratore Raffaele Cantone. La vicenda legata al passaporto di Luis Suarez è, quindi, solo uno degli episodi presi in esame dagli inquirenti che hanno inserito nel registro degli indagati la rettrice dell’Ateneo, Giuliana Grego Bolli, il direttore generale Simone Olivieri, la direttrice del Centro per la valutazione e certificazione linguistica dell’ateneo, Stefania Spina e l’esaminatore Lorenzo Rocca. Non risulta, invece, coinvolto il protagonista, ovvero il Pistolero.
Per fare ulteriore chiarezza su quello che sta accadendo a Perugia, abbiamo contattato un esperto del settore, ovvero l’avvocato Paolo Erik Liedholm, penalista dello studio legale milanese LCA.
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“Si tratta di un provvedimento di perquisizione e sequestro che è stato disposto per attività di indagine già in corso. Al momento il focus delle indagini sembra concentrarsi sui vertici dell’istituto perché in quanto tali assumono il ruolo di pubblici ufficiali e quindi sono tenuti al rispetto dei principi di correttezza e trasparenza che in questo caso non sembrano stati rispettati: sarebbe stato violato il segreto d’ufficio anticipando le domande della prova e successivamente sarebbe stato commesso un falso al momento della verbalizzazione. È possibile, e al momento è ciò che emerge, che Suarez e più in generale qualsiasi figura esterna, siano totalmente estranea ai fatti. Astrattamente non è, invece, impossibile immaginare un’estensione della contestazione a figure terze: per farlo, però, si dovrebbe ipotizzare un concorso dei reati sopracitati. E questo può scaturire solo dalle intercettazioni”.

Luis Suarez a Perugia per l'esame di italiano

Credit Foto Eurosport

La domanda, però, sorge spontanea: cosa rischierebbe la Juventus se uno dei suoi dirigenti rientrasse tra gli indagati nell’ambito di una proroga delle indagini? Liedholm continua:
“Dal punto di vista penale, nulla. Gli eventuali indagati appartenenti all’azienda sarebbe coinvolti a titolo personale. Quindi la Juventus non sarebbe toccata, a parte ovviamente le ipotizzabili ricadute d’immagine”.
Abbiamo rivolto la stessa domanda al collega Federico Venturi, avvocato esperto di Diritto internazionale sportivo.
“Suarez non è un tesserato della Juventus e quindi ciò che è successo intorno a lui non può sfociare in un’infrazione disciplinare ai sensi dell’ordinamento sportivo, in un’ipotesi estrema di concorso di reato. Gli illeciti presi in esame non sono collegabili al codice di giustizia sportiva e, dunque, io non vedo nessuna possibilità di coinvolgimento dal punto di vista disciplinare. Ci sono casi di responsabilità oggettiva penale che sfociano anche nella normativa sportiva e estendibili al club, ma non è questo il caso.”

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