Fuori rosa non lo è ancora, perché forse uno smacco così grande il Papu Gomez – il giocatore più rappresentativo della meravigliosa favola a tinte nerazzurre chiamata Atalanta, guidata in panchina da Gasperini e dietro la scrivania da Antonio e Luca Percassi – non lo merita ma di fatto l’argentino è ormai ai margini del gruppo squadra Atalanta.
Isolato dal resto dei compagni e dagli allenatori, da mercoledì 30 gennaio (giorno in cui Gasperini e la squadra si sono ritrovati a Zingonia per riprendere gli allenamenti dopo la pausa per le festività natalizie) Gomez si allena da solo ad orari differenti rispetto al gruppo squadra, allo staff e ai dirigenti emarginato in attesa di capire quale sarà il destino e la sua prossima squadra. Già perché la frattura fra il Papu e l’Atalanta è insanabile e l’addio appare inevitabile anche se per nulla scontato perché la Dea non ha alcuna intenzione liberare a zero o svendere il proprio ex capitano anche a costo di lasciarlo in tribuna da qui al termine della stagione.
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Il club con Gasp e dopo Juve-Atalanta la rottura è diventata definitiva

Se immediatamente dopo Ajax-Atalanta, l’amministratore delegato nerazzurro Luca Percassi era stato possibilista riguardo alla volontà di risolvere i problemi fra Gomez e Gasperini, 15 giorni dopo lo scenario è completamente cambiato e, stando alle ricostruzioni di Gazzetta e Tutto Sport, la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe stata in primis la mancata esultanza con i compagni al gol dell’1-1 di Freuler ma soprattutto un faccia a faccia fra Gomez e Antonio Percassi, in cui il Papu ha rivendicato quanto fatto in questi anni trascorso a Bergamo e avrebbe chiesto al presidente un lasciapassare per liberarsi a gratis dall’Atalanta. A quel confronto è seguito la mancata convocazione per Atalanta-Roma e Bologna-Atalanta e le sibilline parole all’Eco di Bergamo a sostegno di Gasperini del presidente della Dea hanno di fatto capire tutti come il matrimonio fra la Dea e Gomez abbia i giorni contati. Già ma dove giocherà il Papu?

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Fra MLS, estero e una certezza: l’Atalanta non svende il capitano

Quando mancano appena 48 ore allo start della sessione di calciomercato invernale nessuna squadra di un certo livello appare avere l’impellenza di acquistare un giocatore come il Papu. Soprattutto perché l’Atalanta non ha intenzione di fare sconti a nessuno: fra costo del cartellino (10 milioni la valutazione della Dea) e ingaggio lordo da garantire al giocatore (che guadagna 3 milioni, ndr) un club che vuole Gomez deve mettersi nell’ordine delle idee di investire circa 25 milioni di euro, a meno che di non trovare la giusta pedina di scambio. L’Atalanta però dopo l’acquisto di Maehle, non valuta alcun ingresso in rosa e pianifica solo uscite. L’impressione è che il rebus non è di facile soluzione e Giuseppe Riso (agente del Papu) e i dirigenti lavoreranno nelle prossime settimane per evitare che il Papu trascorra mesi ai margini da separato in casa. Allo stato attuale, la pista di un trasferimento all’estero (Cincinnati in MLS, Emirati o Qatar?) appare più probabile rispetto alla permanenza in Serie A. L’Atalanta, infatti, oltre a non fare sconti non ha tutta questa voglia di rinforzare una diretta concorrente. Insomma il giallo non è di facile soluzione e il tormentone Papu Gomez resterà d'attualità fino a fine mese.
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