Se Eriksen è sul mercato? Direi proprio di sì, ma non è una punizione. Ha avuto difficoltà di inserimento, non è funzionale e questo è un dato di fatto oggettivo che non penalizza la sua professionalità [Beppe Marotta, 23 dicembre, prima di Verona-Inter]
Io ho sempre detto che Christian è un valore aggiunto. È un ragazzo positivo che merita tanto. Si è allenato tutta la settimana e l’ho provato da regista, in un ruolo dove non siamo coperti [Antonio Conte, 13 gennaio, dopo Fiorentina-Inter di Coppa Italia]
Calciomercato 2020-2021
Tabellone di mercato: tutti gli acquisti e le cessioni di gennaio
31/12/2020 A 12:17

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Dall'antivigilia di Natale alla metà di gennaio è trascorsa appena una ventina di giorni. Eppure lo status di Christian Eriksen pare essere cambiato: da "sicuro partente" a "possibile partente". Il campione che l'Inter prese un anno fa dal Tottenham pagandolo quasi 30 milioni, e che Conte non è mai riuscito a incastrare nel proprio piano tattico, a sorpresa non è più certo di cambiare squadra a gennaio. La direzione verso cui si continua a lavorare è sempre la solita, quella della separazione, ma le discussioni con altri club non procedono spedite. Anzi. E dunque, considerando che alla chiusura del mercato invernale manca appena una decina di giorni, la domanda è lecita: Eriksen può ancora lasciare l'Inter entro il 1° febbraio, giorno ultimo per concretizzare acquisti e cessioni?

PSG, Tottenham, Leicester, United: chi vuole davvero Eriksen?

Il club di cui per primo si è parlato con una certa insistenza è stato il PSG. Hanno chiesto di Eriksen (e di Leo Messi...) anche a Mauricio Pochettino durante la sua conferenza stampa di presentazione, e lui ha sviato: "Qui i grandi giocatori sono sempre i benvenuti". Erano i giorni del ricorso al Collegio di Garanzia del CONI di Martin Schoots, l'agente del danese, per alcune commissioni non pagate 12 mesi fa. Tutto, insomma, sembrava contribuire a un addio pressoché scontato. Peccato che nel calciomercato dell'era Covid nulla sia più scontato. I soldi scarseggiano, la volontà di investire pesantemente per un solo calciatore pure. Sono state chiamate in causa anche il Tottenham, il Leicester, il Manchester United, addirittura l'Atalanta, ma nulla si è ancora mosso concretamente.

Christian Eriksen

Credit Foto Getty Images

La soluzione potrebbe essere risolta da uno scambio alla pari, oppure con conguaglio, operazione sempre piuttosto complicata da realizzare quando i diretti interessati sono grossi calibri. Bisogna trovare un punto d'incontro domanda e offerta, ingaggio dell'uno e ingaggio dell'altro, oltre alla concreta volontà di entrambi i giocatori di cambiare squadra e paese. Il possibile scambio con Leandro Paredes non è decollato, mentre è emerso nelle ultime ore lo scenario di un'operazione che possa comprendere Leandro Torreira, oggi all'Atletico Madrid ma di proprietà dell'Arsenal. Due elementi che consentirebbero a Conte di ritrovarsi in casa un vice-Brozovic, ruolo al momento scoperto considerati i costanti guai fisici di Sensi.

E se il vice Brozovic fosse proprio lui?

E qui ci si riallaccia al secondo scenario: quello di una permanenza a Milano di Eriksen, un mese fa impensabile e ora un po' meno. Merito del parziale ravvedimento tattico di Conte, inizialmente poco propenso all'utilizzo da regista del danese. "Assolutamente no, è un ruolo che lo penalizzerebbe troppo", diceva l'allenatore a fine novembre, rispondendo a specifica domanda. Salvo schierare Eriksen proprio lì, davanti alla difesa, in Coppa Italia contro la Fiorentina un mese e mezzo più tardi. Gara nella quale l'ex Tottenham è peraltro rimasto in campo per tutti i 120 minuti. Senza brillare troppo, senza rischiare, facendo il classico compitino. Normale, considerata l'abitudine non solo a giocare partite ufficiali, ma a farlo in una posizione per lui inedita. Serve tempo, ma è un tempo che Conte pare essere disposto a concedergli. Per convinzione e, beh, per mancanza di alternative.

Dietro a Brozo non abbiamo in rosa un calciatore con quelle caratteristiche. E quindi stiamo impostando Christian, cercando di tirar fuori il meglio da lui anche in quella posizione. Con noi ha giocato da interno e da trequartista e ora sta provando lì. Avere un calciatore che possa essere utilizzato in diverse posizioni del centrocampo è utile sia per me che per la squadra [Antonio Conte prima di Inter-Juventus]

Conte: "Eriksen? Lo imposto da regista, può esserci utile"

Cosa succederà da qui al 1° febbraio?

Eriksen parte, Eriksen resta. Ragionamenti che coinvolgono il calciatore, ma anche e soprattutto l'Inter, alla ricerca della migliore soluzione negli ultimi 10 giorni di mercato. Il problema è che quei 7 milioni e mezzo annui (più un milione e mezzo di bonus) previsti nel contratto spaventano tutti. Anche i ricchi club della Premier League. Anche il Leicester, che ha già fatto un passo indietro. O il Manchester United, per nulla intenzionato a spingersi tanto in là. Resta il Tottenham dell'estimatore José Mourinho, che andrebbe a riprendersi Eriksen a piedi. Ma fino a questo momento un'offerta vera, concreta da parte degli Spurs non è ancora partita. Ecco perché una situazione di stallo totale sembra non essere destinata a sbloccarsi entro breve tempo.

Intanto, il danese è andato a segno nell'amichevole di ieri contro la Pro Sesto (4-0 per l'Inter), ma a Udine partirà ancora una volta dalla panchina. Nonostante l'incombente derby di Coppa Italia, in programma martedì sera, alla Dacia Arena Conte confermerà senza esitazioni il centrocampo che ha distrutto la Juventus: Brozovic in mezzo, Barella e Vidal ai propri lati. Eriksen lo sa. Ma si allena normalmente, sperando di avere una chance contro il Milan e, contemporaneamente, aspettando notizie sul futuro che lo attenderà dal 2 febbraio in poi. Non più con entrambi i piedi sull'uscio ma, forse, soltanto con uno.

Conte: "Eriksen? Serve tempo, ma magari sboccerà"

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