A 46 anni, la vita di Alessandro Del Piero è più vibrante che mai. Subito dopo aver appeso le scarpette al chiodo ha intrapreso una frenetica carriera da opinionista, viaggiando per ogni angolo del mondo. Con gli Europei alle porte, Alex ha ritagliato un fazzoletto di spazio nella sua fittissima agenda per concedere un'intervista al Corriere della Sera. E' scontato che quando si parla di Del Piero si parla di Juve, e viceversa: dal collettivo societario alle singole stelle, il trambusto attorno all'universo bianconero è tanto, e lui cerca di fare chiarezza ove possibile.

Un futuro dirigenziale alla Juve?

"Offerte per tornare alla Juve da dirigente? No mai. Se mi piacerebbe diventare per la Juve quello che oggi è Maldini per il Milan? Anche lui ha dovuto attendere a lungo prima di tornare nel suo club e allora ho ancora qualche anno di tempo... A parte gli scherzi, sono soddisfatto di quello che faccio oggi, e di quello che sto costruendo. Non vorrei avere un ruolo per ciò che ho fatto nel passato: quello rimarrà per sempre e nessuno potrà mai cancellarlo, così come il mio rapporto con la Juve. Vorrei essere considerato per quello che sono, e per quello che posso e potrò dare".
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L'influenza di Cristiano Ronaldo sulla Juve

"Cosa dovrebbe fare per non condizionarla? Sbagliare i gol? Il punto è un altro: se un giocatore rende oppure no, se è funzionale alla squadra oppure no. Penso che CR7 sia entrato in una fase della carriera in cui non può più fare le stesse cose di dieci o anche cinque anni fa, e che debba riprogrammarsi in funzione delle sue attuali potenzialità, che sono ancora elevatissime. Ci vorrà un chiarimento con Allegri e la società se si vorrà continuare insieme".

Capitolo Dybala

"Lo farei sentire importante, questo sì. Gli farei sentire la fiducia, ovviamente se questa fiducia c’è, e questo non lo possiamo sapere".

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Sulle scelte di Donnarumma

Non posso dare un giudizio, perché per me la Juve era un valore, i suoi tifosi lo erano e lo sono, superiore a tutto il resto. Non è obbligatorio che sia così per tutti, lo dico senza voler esprimere alcun parere negativo su chi non la pensa così, tanto meno su Donnarumma.

L'addio di Conte dall'Inter

"Stimo Antonio e rispetto le sue scelte, si è sempre assunto la piena responsabilità. Non è uno che scappa, è uno che vuole imporre certe condizioni, prendere o lasciare. E poi non credo che ritenga le squadre inadeguate, piuttosto penso abbia avuto problemi con le società e i loro piani".

Sull'operato di Pirlo

Parlare di colpe non mi pare giusto per Andrea, e a dire il vero per qualsiasi allenatore, non esiste una stagione al di sotto delle attese da imputare a un solo componente. Non parlerei di difficoltà di Pirlo, parlerei di difficoltà della Juve.

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Sulla fiducia in Mancini

"Mi piace perché crede in quello che fa, prima di tutto. È un vero gruppo, tirano tutti dalla stessa parte, sanno che nessuno è una stella che può togliere gli altri dai guai e portarli alla vittoria: per arrivarci devono farlo insieme. Le grandi Nazionali delle quali ho fatto parte avevano questa caratteristica".

Squadre favorite per l'Europeo? Una sola

"In prima fila ce n’è una sola, la Francia. Se si guarda la formazione titolare, pare una selezione “all star”. Dietro metto due incompiute, finora, di talento, alla ricerca del primo successo: Belgio e Inghilterra. L'Italia? Dipende da come si comporrà il tabellone, perché in un torneo come questo conta parecchio. Comunque credo che puntare alla final four a Londra sia un obiettivo possibile".

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