Gennaro Gattuso è pronto a fare il suo ritorno da allenatore, ad un passo dalla firma con il Valencia, il quale ha appena esonerato José Bordalas per i deludenti risultati in questa stagione (non è bastato l'approdo in finale di Copa del Rey per convincere il presidente Peter Lim a restare dopo il nono posto in campionato). Tuttavia, alla notizia dell'arrivo del tecnico 44enne calabrese è scoppiata una rivolta da parte dei tifosi del club spagnolo, che ora vogliono fare muro.
A scatenare sui social la marea valenciana contro Gattuso ci ha pensato l'ex presidente Miguel Zorio. Sono principalmente due le ragioni per cui la tifoseria sta respingendo l'allenatore italiano: in primis gli attriti con l'attuale dirigenza e l'intromissione del procuratore Jorge Mendes nell'affare, ma soprattutto ad infastidire sono alcuni commenti rilasciati in passato dall'ex rossonero che lo hanno etichettato come sessista, omofobo e razzista. Parole che risalgono a più di dieci anni fa.
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Il precedente al Tottenham

Un precedente molto simile la scorsa estate impedì proprio a Gattuso di firmare con il Tottenham. In quel caso i tifosi inglesi riuscirono a far saltare l'accordo con gli Spurs, costringendolo a rimanere svincolato per tutta la stagione. La situazione dunque potrebbe ripetersi un anno dopo, con il pubblico che muove l'accusa di ipocrisia verso il Valencia, società che recentemente ha sponsorizzato la campagna delle Nazioni Unite per l'eguaglianza delle donne nel mondo del calcio. Sarà da vedere se anche in questa occasione una rivolta popolare riuscirà a convincere la dirigenza a fare marcia indietro.

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