Il calciomercato non si ferma mai: qual è l’ultimo giocatore messo nel mirino delle big di tutta Europa? Ci sono novità sui rinnovi dei calciatori più importanti? Qualche svincolato di lusso che sta per trovare una sistemazione? Ecco qui riportate e commentate da noi le tre notizie più interessanti sugli ultimi movimenti di mercato raccolte dai quotidiani in edicola stamattina e dai vari siti specializzati, in Serie A e all’estero.

Repubblica: Marotta chiarisce che Inzaghi non è a rischio

Beppe Marotta rassicura Simone Inzaghi: la sua panchina non è a rischio dopo il ko con la Roma. Il quarto nelle prime otto di Serie A, il quinto in dieci gare stagionali. Numeri che preoccupano società e allenatore, ma si prosegue insieme con vista sul prossimo impegno col Barcellona in Champions League. "E' un ko che brucia e fa male ma questo è il calcio... D'altronde era capitato anche alla Roma con l'Atalanta. Dispiace per i tifosi che ci hanno incitato dall'inizio alla fine. Dobbiamo migliorare sui particolari”, ha detto Inzaghi dopo il match. "E quasi a supportare le sue parole, è arrivata la conferma dell'ad Marotta, che ha chiarito come il tecnico non sia a rischio", sottolinea l’edizione online di Repubblica.
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Gazzetta: Per ora l'Inter non sta ragionando su alternative ad Inzaghi

"Dopo Udine la posizione della società era la seguente: Inzaghi deve dimostrare di saper timonare la barca in tempesta e ha tempo per farlo fino alla pausa Mondiale, poi si vedrà. La situazione non è cambiata. L’Inter non sta ragionando su alternative. Però non si sbaglia a dire che la panchina sia sotto osservazione. Il tecnico ha consumato i bonus. Ma siamo dentro un calendario compresso: due volte il Barcellona, in mezzo il Sassuolo. Vantaggi e svantaggi, anche qui: caduta libera o risalita. La società ha visto qualche passo in avanti sul piano del gioco, ma in Paradiso si va con i punti. Ecco perché va interrotta la serie negativa a stretto giro di posta. Altrimenti altro che 13 novembre".

Tuttosport: Il club conferma la fiducia al tecnico

"Inzaghi ora è un allenatore sotto osservazione. La società finora ha fatto sempre quadrato intorno a lui, come testimoniano pure le due visite di Steven Zhang ad Appiano - l’ultima per cenare con la squadra alla vigilia del match con la Roma -. Tutti però auspicavano una svolta già dalla gara con la Roma, svolta che però non è arrivata. Il fatto che già martedì si torni in campo per affrontare in Champions il Barcellona congela obbligatoriamente ogni discorso sulla panchina: anche ieri il club ha comunque ribadito come la posizione di Inzaghi sia salda".
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Corriere dello Sport:

"I numeri dell’Inter (e di Inzaghi…) sono inequivocabili: 4 sconfitte in 8 giornate (era accaduto solo nella stagione 2011/12), 8 punti di distacco dal Napoli capolista, un altro scontro diretto perso (Roma, dopo Lazio, Milan e, volendo, Bayern), la terza rimonta subìta dopo aver trovato il vantaggio, e i gol incassati sono saliti a 13, di cui 3 degli ultimi 5 su palla inattiva. L’allarme in casa nerazzurra ormai suona all’impazzata. Al centro del ciclone, inevitabilmente, c’è Inzaghi. La società anche ieri, però, ha alzato lo scudo, garantendo che non è minimamente in discussione. Dando seguito alle rassicurazioni che il tecnico aveva ricevuto direttamente da Zhang, venerdì sera in ritiro alla Pinetina. Ma quanto potrà resistere questa difesa senza che ci sia una svolta?"
La nostra opinione: Tempi duri per Simone Inzaghi: i risultati non gli stanno dando ragione e ora anche le sue parole stridono con la realtà. "La migliore partita delle 8 disputate", che fa il paio con quella della vigilia "Dove alleno io aumentano i ricavi e si vincono trofei". La sensazione è che la tifoseria lo abbia già abbandonato, la società quasi (solo Marotta continua a difenderlo a spada tratta): il problema è vedere se la squadra lo segua ancora o meno. Dimarco nelle sue dichiarazioni post-partita dice di sì ("Noi siamo con Inzaghi. Punto"). La verità è che se la società non sta pensando a sostituti è perché sa che da qui al famoso 13 novembre si gioca sempre e risulta complicato cambiare rotta. A meno che i risultati diventino improvvisamente indifendibili.

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