Romelu Lukaku, Paulo Dybala, Henrik Mkhitaryan, Destiny Udogie o Raoul Bellanova per il mercato in entrata. Alessandro Bastoni, Lautaro Martinez, Denzel Dumfries, Alexis Sanchez ed Arturo Vidal in uscita: giugno è appena iniziato ma in casa Inter l'impressione è che Beppe Marotta e tutto il suo gruppo di dirigenti hanno già le mani piene e saranno attesi da un'estate di superlavoro per consegnare a Simone Inzaghi, una rosa più competitività rispetto a quella della stagione appena trascorsa e soprattutto per rientrare nei piani di sostenibilità ed autofinanziamento che il club e il presidente Steven Zhang vogliono raggiungere. Per fare chiarezza e provare a capire meglio come potrebbe evolvere il mercato della Beneamata, abbiamo provato a porci cinque quesiti. Ecco le annose risposte...

1) Qual è l’attuale situazione economica dell’Inter?

L’Inter non è ancora riuscita a sistemare del tutto i suoi conti. Sono migliorati, ma non ancora riassettati. Il 30 giugno dovrebbe arrivare la chiusura dell’esercizio 2021/22 e il bilancio nerazzurro sarà chiuso con un rosso intorno ai 120 milioni di euro. In netto miglioramento rispetto al -246 milioni della scorsa stagione, ma superiore rispetto ai -100 milioni che il club si era prefissato. A fine maggio, infatti, il Cda dell’Inter ha approvato il bilancio trimestrale al 31 marzo. Secondo quanto ha riportato la Gazzetta dello Sport, i ricavi consolidati sono aumentati del 20%, grazie alle cessioni di Lukaku e Hakimi della scorsa estate e alla riapertura degli stadi, con introiti complessivi per circa 40 milioni di euro. Dall’altro lato, l’Inter ha svalutato ulteriori 23,4 milioni di crediti che erano legati agli accordi di sponsorizzazioni con le società asiatiche. Tradotto: per la stagione 2022/23 la società lombarda dovrà cercare anche nuovi sponsor.
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Beppe Marotta, Steven Zhang, Alessandro Antonello, Serie A 2020-21, Getty Images

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2) Perché arriverà un nuovo settlement agreement con l’UEFA?

A conferma della situazione economica ancora sotto stretta sorveglianza da parte delle autorità europee, era arrivata una nota a febbraio proprio sul sito dell’Inter: il club nerazzurro in estate si aspetta di firmare un nuovo settlement agreement con l’UEFA per il Fair Play Finanziario. Questo perché l’Inter deve rispondere a un procedimento esposto dall’Organo di controllo finanziario dei club UEFA per il disavanzo di pareggio accumulato in questi anni e non ancora risolto. L’Inter aveva già firmato un settlement agreement con l’UEFA per il Fair Play Finanziario nell’estate del 2015: una sorta di “patteggiamento” tra il singolo club e l’ente che governa il calcio europeo, necessario in caso di superamento degli obblighi economici fissati dal FPF. Un accordo che prevede per la società una serie di paletti da rispettare sia in termini economici che in termini sportivi.

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3) Dybala e Lukaku possono arrivare insieme?

Considerando questo controllo dei conti obbligato e stringente, come può l’Inter operare sul mercato e provare a prendere due attaccanti del calibro di Paulo Dybala e Romelu Lukaku?Possono davvero arrivare entrambi? In realtà se vengono rispettate determinate condizioni, non sono affari così impossibili, anche da mettere a segno in tandem. Dybala è un free agent, che chiede quattro anni di contratto con un ingaggio (l’offerta dell’Inter è tra i 6,5 e i 7 milioni di euro a stagione) sostenibile. Lukaku pur di tornare si abbasserebbe l’ingaggio: il Chelsea potrebbe lasciarlo partire solo in prestito, visto che a bilancio pesa ancora tantissimo per i Blues (cartellino pagato 115 milioni di euro meno di un anno fa). Insomma, senza pagare le cifre del cartellino, per l’Inter sarebbero due operazioni fattibili, a patto di qualche uscita per fare spazio nel “salary cap” nerazzurro.

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4) Monte ingaggi da abbassare: quali sono le mosse di Marotta?

Ed è proprio in quest’ottica che Marotta, Ausilio e tutta la dirigenza nerazzurra stanno lavorando. Per rinforzare la squadra a disposizione di Inzaghi, occorre sfoltire la rosa e liberare risorse in termini di ingaggi. L’Inter attualmente ha un monte stipendi che si aggira sugli 80 milioni di euro netti, ma ha già iniziato le operazioni di riduzione. Ranocchia (che guadagnava 1,8 milioni netti) non ha rinnovato e si è liberato a zero, Vecino (2,5 milioni) anche. Perisic (4 milioni) si è accasato al Tottenham e la società nerazzurra sta lavorando per piazzare anche Alexis Sanchez (7 milioni e un anno di contratto ancora) e Arturo Vidal (6,5 milioni). Togliendo già questi cinque giocatori si viene a creare un disavanzo di 22/23 milioni di euro netti (circa 50 lordi) rispetto alla passata stagione.

Alexis Sanchez ed Arturo Vidal sono due dei giocatori di cui l'Inter si deve liberare per diminuire il monte ingaggi

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5) Sarà necessario il sacrificio di un top player?

Questo è l’interrogativo che si pone qualsiasi sostenitore nerazzurro. In realtà in parte lo hanno già spiegato più volte sia Zhang che lo stesso Marotta: oltre ai premi UEFA, oltre agli incassi da stadio, oltre alle sponsorizzazioni, oltre a limare il monte ingaggi, l’Inter per sistemare i suoi conti ha bisogno di plusvalenze vere. Quindi, a livello numerico l’arrivo eventuale in coppia di Dybala e Lukaku prevederebbe necessariamente la partenza di un attaccante (Lautaro pare l’unico ad avere mercato, visto che Dzeko ha una certa età e Correa arriva da una stagione abbastanza negativa). Se invece dovesse arrivare solo uno tra l’argentino e il belga e dovesse partire Sanchez, il sacrificato potrebbe essere cercato in un altro reparto. L’analisi generale induce a sostenere che, per rinforzarsi in modo adeguato e rispettare al tempo stesso i parametri UEFA, l’Inter almeno una cessione “di peso” debba farla. Nelle prossime settimane capiremo il nome selezionato per questo sacrificio inderogabile.

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