Conferenza Stampa ricca di contenuti, come di consueto, quella di Aurelio De Laurentiis. Le prime parole sono state sul ritiro estivo: "Questo sarà il terzo anno che andremo a Castel di Sangro dopo il ritiro in Trentino. Abbiamo un accordo per 12 anni con Castel di Sangro, ci sarà questo più altri nove. Qualcuno si domanda perché De Laurentiis sia uno dei pochi che non cerca delle scorribande intercontinentali. Ieri mi hanno offerto di andare in Sud America per 1,1 milioni di dollari. Invece io faccio così perché il periodo del ritiro è un periodo sacro, si gettano le basi per tutto l'anno. Quest'anno inoltre sarà strano, ci sarà lo stop per il Mondiale e io sto cercando di convincere altre squadre di Serie A di andare a confrontarci in un altro paese in quel periodo".

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Poi si è soffermato sulle rapporto con Gravina: "Tra me e Gravina c'è una contrapposizione giuridica sul Bari che vedremo come andrà. Le federazioni non hanno la capacità che le leghe hanno di pensare a un calcio nuovo. Perché? Perché quando uno ricopre una carica di presidente vuole comandare e, volendo comandare, si commettono degli errori. Non ho mai visto fare delle proposte. Ho sentito solo parlare di playoff e playout, non gli è mai venuto in mente magari di tornare a 16 squadre, come gli anni scorsi. Chi presiede delle organizzazioni nazionali e internazionali ha bisogno di voti e quindi non prende mai delle posizione scomode."
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Gabriele Gravina

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Sul Mondiale in inverno: "Noi siamo l'unica squadra italiana che sta da tredici anni in Europa. I nostri giocatori sanno perfettamente cosa accade quando si va fuori a giocare. Quest'anno abbiamo un vantaggio in più nello svantaggio. Il fatto di dover interrompere i campionati è una grande cavolata fatta da Blatter e compagnia bella, ma non ne voglio parlare sennò scriviamo un film giallo. Ma per noi sarà un vantaggio perché potremo prepararci a un mercato di gennaio che sarà il termometro giusto per misurare la febbre, per verificare come sono state le scelte fatte fino a quel momento."
Sul futuro di Mertens e Koulibaly: "Lo Scudetto lo vince il Milan che ha 40 milioni in meno di monte ingaggi, questo vuol dire che noi dobbiamo rimetterci sui binari della regola che ci ha fatto da guida in tutti questi anni. La continuità nella SSC Napoli, dalla mia presidenza in poi, non si è mai avuta. Perché voi dal 1926 fino al primo scudetto non avete vinto nulla, in 60 anni? Allora non potete rimproverare a me che non voglio vincere lo Scudetto. Per me quei due calciatori che lei ha nominato sono due calciatori che rispetto, a cui voglio molto bene, ma dipenderà solo da loro vedere se la vile moneta è l'unica cosa che li può appagare o se vivere a Napoli, vivere una situazione anche filosoficamente diversa, lo possano considerare un privilegio. Altrimenti è un problema che non mi riguarda più".

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Poi l'idea sul torneo di club durante il Mondiale: "Dovremo avere degli sparring partners prendendoli dalla Serie B, dalla Serie C, come confronto. Oltre che tra le altre compagini. Non si possono trovare otto squadre di Serie A per fare questo mini-torneo, quindi bisogna studiare tutto. Io lo sto facendo da un mese e ne parlerò in Assemblea".
Infine altre battute sul mercato: "Ho trattato personalmente Bernardeschi, sono già tre settimane che ho parlato col suo agente a Montecarlo e gli ho chiesto cosa facesse. Ma ho parlato anche col mister perché non si possono prendere delle persone non assimilabili in un contesto di gioco che sceglie il mister. Vecino e Cavani? Mai avuto contatti. Finché tu prendi in porta uno che ha 34-35-36 anni è un discorso. Ma quando cominci a prendere uno sul quale tu punti... Tu ti devi sempre mettere in testa che se la gente non gioca, anche se è dolce, simpatica, carica e ama il territorio, ti creerà sempre problemi negli spogliatoi."

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