Già molto prima di sbarcare in Europa Javier Mascherano per tutti è sempre stato lo "Jefecito", il ‘capetto’ per il suo debordante carisma e la leadership nel gestire le operazioni in mezzo al campo. Daniele De Rossi invece a Roma è da sempre conosciuto come Capitan Futuro, il secondo giocatore più rappresentativo della Roma dopo sua maestà Francesco Totti. Nato a Roma e romanista fino al midollo nella sua carriera proprio come il capitano ha sempre declinato la possibilità di vestire maglie più prestigiose e vincere più trofei in qualche altra squadra per rimanere nella squadra del cuore.

Un passo indietro per rendersi più utili

Abituati a comandare e a prendersi responsabilità, Javier e Daniele in comune non hanno solo l’assonanza nel soprannome ma anche nell’evoluzione del loro ruolo in campo apprezzati per la loro abilità nell’agire da mediano davanti alla difesa entrambi con spirito di sacrificio sono stati in grado di riciclarsi nel ruolo di difensore centrale con risultati sorprendenti. Mascherano nel Barça ormai agisce nel ruolo di centrale difensivo da quasi cinque anni, da quando all’inizio del 2011 Guardiola, per sopperire ai problemi fisici di Puyol e Abidal, arretrò di 20 metri il suo raggio d’azione dell’argentino facendolo diventare un titolare inamovibile e il pilastro sul quale i blaugrana hanno costruito gran parte delle loro fortune e dei loro trionfi.
Champions League
Roma-Barcellona: probabili formazioni e statistiche
15/09/2015 A 07:33

Daniele De Rossi e Javier Mascherano in un azione di gioco di Italia-Argentina Under 21 del 2004, LaPresse

Credit Foto LaPresse

L’arretramento della posizione di De Rossi invece è più recente e sostanzialmente adottato solamente in condizioni di particolare emergenza. La sensazione però è che quest’anno il centrocampista azzurro possa giocare tante partite da centrale accanto a Manolas. Castan, infatti, dopo il lungo stop per l’intervento alla testa è ancora lontano dalla migliore condizione, mentre il giovane Rudiger (fra l’altro non al meglio, ndr) non garantisce le adeguate garanzie specie in partite con avversarie di livello assoluto. Non è un caso che contro la Juventus, nella partita più delicata di questo avvio di stagione, DDR abbia ricoperto il ruolo di stopper e anche questa sera il tecnico francese lo riproporrà in questa posizione contro il Barcellona del tridente atomico Messi-Neymar-Suarez: “Mascherano ha fatto un percorso che forse potrebbe appartenermi in futuro – ha spiegato a precisa domanda riguardo il proprio accostamento con De Rossi nella conferenza stampa di vigilia - Fa bene sia a centrocampo che in difesa. Sarebbe una gran cosa fare un percorso cosi. Io sono a disposizione del mister, se lo faccio discretamente come contro la Juve sono io il primo essere il più contento di tutti”.

La prima volta in difesa con Luis Enrique

Dunque De Rossi è pronto per un futuro da Mascherano, in quel ruolo da centrale difensivo che per primo gli ritagliò guarda un po’ Luis Enrique, il grande ex a caccia di rivincite di questa partita. Era il 12 dicembre 2011 si giocava Roma-Juventus e il tecnico asturiano decise di schierare a sorpresa De Rossi accanto ad Heinze al centro della retroguardia a quattro. Proprio l’azzurro sbloccò il risultato dopo 5’ con un destro al volo su assist di Totti. Nella ripresa i bianconeri pareggiarono con Chiellini e la gara si chiuse 1-1. Quell’esperimento fu un unicum in quella annata avara di soddisfazioni sia per la Roma sia per Luis Enrique, che a fine stagione rassegnò le dimissioni senza venire troppo rimpianto dall’ambiente giallorosso.

L'esultanza di De Rossi dopo il gol alla Juventus, LaPresse

Credit Foto LaPresse

Ora che però a 3 anni di distanza torna alla guida della squadra campione d’Europa in carica, nessuno ha più nulla da ridire riguardo all’hombre vertical di Gijon che amava le regole e l’uguaglianza in spogliatoio: “Perché non funzionò? Non lo so se fu colpa della società che non l’aspettò anche perché fu lui a dimettersi – il parere di De Rossi su Luis Enrique - Non possiamo dare colpe alla dirigenza o all’ambiente. Fortunatamente altrove è riuscito a dimostrare che non era uno scemo come lo facevate passare qui a Roma... Con lui c’è stata valutazione dell’uomo e dell’allenatore particolare come sempre avviene qui. Poca sponsorizzazione da parte della stampa, perché evidentemente non avevate interesse a sponsorizzarlo…”. Insomma nessun rancore per De Rossi che oggi proverà a fermare da una posizione privilegiata la squadra con l’attacco più atomico del mondo: “Il Barcellona è una squadra particolare, oltre ad essere la più forte di tutte come collettivo ha anche il più forte giocatore al mondo, Messi, sarà un impegno doppio. Dovremo stare molto attenti: il discorso non è fermare Messi, Neymar o Suarez, bisognerà fare una gara di sacrificio, sappiamo come Messi salta l’uomo, ci vorrà tanta compattezza”.
Calcio
Covid, De Rossi finalmente negativo: torna a casa dopo 37 giorni
26/04/2021 A 17:28
Euro 2020
De Rossi dimesso: proseguirà il recupero a casa
13/04/2021 A 15:36