E se il buongiorno si vede dal mattino, allora la rete decisiva segnata sabato nella giornata inaugurale di Bundesliga lascia davvero sognare i tifosi delle Aspirine.
Ma prima di meritarsi l’appellativo di gioiello, ogni pietra preziosa deve essere cesellata, lavorata, curata. La natura lo ha dotato di velocità, di bravura nell’uno contro uno, di un tiro potente e preciso con entrambi i piedi e soprattutto di una maturità che non sempre si trova in ragazzi della sua età. Tutte caratteristiche che il Bayer conosceva bene quando nel 2014 lo strappò 17enne al Wolfsburg per la cifra di 350.000 Euro, una bazzecola se considerato il suo attuale valore di mercato di 7,5 milioni.
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Il suo trasferimento all’epoca fece scalpore: vincitore della Medaglia d’argento Fritz Walter nella categoria Under 17 nel 2013 e di quella d’oro nella categoria Under 18 nel 2014, Brandt era tutt’altro che uno sconosciuto tra gli addetti ai lavori. I Lupi gli fecero ponti d’oro per non perderlo, sulle sue tracce c’erano il Chelsea, il Borussia Dortmund e anche il Bayern Monaco, sogno di tutti i giocatori tedeschi. O quasi: lui decise di andare a Leverkusen. “Nella mia posizione lì giocano Robben e Ribery, non è mica facile scalzarli…” dichiarò a Bild. Una scelta rivelatasi più che azzeccata, considerate le 38 presenze in Bundesliga e le sette in Champions League racimolate finora: difficilmente vi sarebbe riuscito in una corazzata come quella bavarese. “Lì spesso i giocatori giovani rimangono un anno e poi vengono girati in prestito, io invece volevo giocare e sono felice di aver scelto il Bayer, perché qui un giovane può crescere tantissimo”. A dimostrarlo a tutti c’è anche la rete del 2-0 che l’anno scorso, proprio nel giorno del suo 19esimo compleanno, permise alla Werkself di affondare i Rekordmeister di Pep Guardiola, che al termine dell’incontro ebbe per lui parole al miele.
Julian Brandt è un ragazzo che colpisce per tranquillità e leggerezza, come conferma suo padre Jürgen, che ne è anche il procuratore: “Papà, io non voglio un altro procuratore e non voglio nemmeno degli sponsor, a me interessa solamente giocare a pallone!” Poco presente sui social media, allergico ai tatuaggi e sereno nei rapporti con la stampa, anche se parlare preferisce lasciare il campo. “Il mio obiettivo è giocare più partite possibili e fornire buone prestazioni,” ha recentemente dichiarato. “Inoltre le partenze di Gonzalo Castro ed Emir Spahic e l’addio al calcio di Simon Rolfes rappresentano un’opportunità per noi giovani di crescere”.
Fiducia nei propri mezzi unita a una sana dose di umiltà: così il campione d’Europa Under 19 nel 2014 ha conquistato tutti a Leverkusen. Lo vedremo in campo dall’inizio contro la Lazio? Bellarabi a destra ha alle spalle una stagione strepitosa, Heung-Min Son a sinistra sembra ancora avere qualcosina più di lui. " Sonni e Karim sono in gran forma e leggermente più avanti di me, anche in termini di esperienza. Io però farò di tutto per giocare: siamo amici, ma qui nessuno si regala niente".
A settembre la Germania affronterà Polonia e Scozia nelle qualificazioni a Francia 2016: quale occasione migliore di un play-off di Champions League per mettersi in luce agli occhi di Löw e strappare la prima convocazione in nazionale maggiore? Magari salendo sulle inferriate che separano il terreno di gioco della Bay-Arena dagli spalti a intonare assieme ai tifosi la canzoncina tipica vittorie delle Aspirine, come accaduto sabato contro l’Hoffenheim?
Attenzione quindi terzini della Lazio: se la sera di mercoledì 26 agosto non volete sentire troppi „Ufta ufta, ufta, tätärä“, farete bene a tenere d’occhio questo ragazzo, che a 19 anni è pronto a puntarvi con la spensieratezza del ragazzino e le qualità del predestinato.
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