Il Lisbonazo di Lionel Messi sta tutto in una foto, scattata all’intervallo di Barcellona-Bayern Monaco, quando i tedeschi avevano già calato il poker alla banda di Quique Setien: il capitano dei blaugrana è seduto negli spogliatoi, testa bassa, in silenzio, a fissare il vuoto. La cosa che più spaventa è che si tratta di un video e che la scena, immortalata sui social network da un frame, si è protratta per almeno altri 10 secondi.
Non esattamente l'immagine di un leader che vorrebbe quantomeno infondere orgoglio nei suoi prima di tornare in campo ed affrontare altri 45 minuti che in un modo o nell’altro faranno la storia del club. Silenzio, come quello che riserva alla stampa dopo il triplice fischio, quando Piqué, l’uomo politico della squadra, Setien, l’allenatore sulla graticola e Bartomeu, il numero 1 del Barça, sgomitavano per metterci la faccia, almeno due su tre per assicurarsi un futuro nei vertici catalani. La serata anonima di Leo viene completata dalla gestualità in campo, arrendevole, irritante, amplificata dal rumoroso silenzio degli spalti vuoti. Se non avesse ispirato il gol del 4-2 c’era da chiedersi se fosse davvero tornato in campo.
Champions League
Le pagelle di Barcellona-Bayern Monaco 2-8: Messi distrutto, Muller e Goretzka show
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A 33 anni, Messi deve prendere la decisione più difficile della sua vita. Rimanere o andarsene. Rimanere per far qualcosa che non sa. Andarsene da qualche altra parte che garantisca un autunno dignitoso alla sua carriera. Non è finito Messi. Questo Barcellona è finito. (Il Clarin, quotidiano argentino)
Alla fine si torna sempre lì, al paragone con Cristiano Ronaldo, condanna e redenzione allo stesso tempo: quest’anno hanno perso entrambi (è la prima Champions dal 2005 senza uno dei due alieni in semifinale), ma il portoghese ha almeno impreziosito la sua bacheca con lo Scudetto. L’argentino chiude la stagione con zero titoli come non gli accadeva dal 2007/08, nonostante i 31 gol e i 26 assist. Niente Liga, niente Supercoppa Spagnola, niente Coppa del Re, niente Champions, niente (ahimè causa Coronavirus) Pallone d’Oro.
  • Gli ultimi 5 anni dei due alieni
MessiCristiano Ronaldo
2015/16Liga, Coppa di SpagnaChampions League, Mondiale per Club, Europeo, Pallone D'Oro
2016/17Coppa di SpagnaLiga, Champions League, Mondiale per Club, Pallone D'Oro
2017/18Liga, Coppa di SpagnaChampions League
2018/19Liga, Pallone D'Oro Serie A, Nations League
2019/20/Serie A

Messi-Barcellona, un rapporto ai minimi storici

Dal 2000 il pianeta Barcellona ruota attorno alla Pulce e alla sua clausola che gli permette di liberarsi entro il 30 giugno di ogni anno dopo il suo 32esimo anno di età. Un accordo che in passato avevano già avuto Puyol, Xavi e Iniesta e che si basa sul rapporto di fiducia tra giocatore e club. In una notte di fine giugno Cadena Ser, la prima radio spagnola, aveva sganciato la bomba: “Messi non vuole rinnovare”. C’era chi parlava di mossa politica per le imminenti elezioni societarie, c’era chi ci vedeva una lecita scossa all’ambiente in vista del finale di stagione e chi, invece, ci aveva creduto davvero. A distanza di 2 mesi la firma sul contratto, in scadenza nel 2021, non è ancora arrivata e il suo rapporto con i piani alti sembra ai minimi storici. A febbraio, in un’intervista rilasciata a Mundo Deportivo, aveva profeticamente dichiarato che il Barcellona non era così forte da poter vincere la Champions. Mentre ad aprile aveva criticato il c.d.a. catalano perché aveva insinuato che i giocatori non fossero disposti ad accettare una riduzione di stipendio, senza venire incontro alle esigenze del club nel periodo dell’emergenza sanitaria. A tutto questo si aggiunge il Barcagate, scoperchiato da Cadena Ser: il club avrebbe finanziato una società di comunicazione, la I3 Ventures, per alimentare una campagna denigratoria a mezzo social contro simboli del barcelonismo come Messi, Piqué, Xavi o Guardiola. Lo scandalo, che deve ancora avere una conclusione legale, ha portato a un terremoto societario: il vicepresidente del club Emili Rousaud, e altri cinque dirigenti hanno presentato le dimissioni. E ora l’8-2 firmato Lewandowski e compagni. La sensazione è che se non cambierà l'organigramma nel breve termine o non arriverà sulla panchina Xavi, ex compagno e grande amico di Messi, Leo potrebbe davvero pensare di lasciare Barcellona. Impossibile non fare riferimento allora alla suggestione Inter.
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L'affare Messi: le criticità e le speranze

In Italia la famiglia di Messi c'è già, perché il padre Jorge è diventato da poco ufficialmente cittadino milanese per questioni fiscali e affari che non riguardano il calcio. Il gruppo Suning continua a cercare sponsor in Cina: un indizio inequivocabile ci è stato offerto dalla sagoma di Leo stagliata sul Duomo di Milano. L’azienda ha bisogno di fondi per finanziare un'operazione dai costi elevatissimi: solo per l'ingaggio i nerazzurri dovrebbero studiare un contratto da almeno 65 milioni di euro lordi a stagione. La trattativa è solo alle fasi preliminari, ma l’umiliazione del Da Luz può essere un grande alleato per la sponda nerazzurra del Naviglio. I tifosi interisti, per ora, possono solo sognare con le parole di Massimo Moratti
Una cosa la so: per risorse e per competenze, Suning ha tutto per portare Leo a Milano.

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