Ricorderete l’altalena di Real Madrid-Inter 3-2: Karim Benzema di rapina e Sergio Ramos di cabeza, proprio lui, poi Lautaro Martinez e Ivan Perisic, tutto sotto controllo fino alla pennica di gregge che portò alla pugnalata di Rodrygo. Chi perde, rischia seriamente di uscire dalla Champions League. E un pari, bè, un pari ad Antonio Conte potrebbe non bastare. Le soste delle Nazionali, inoltre, lasciano sempre chiodi fra le gomme: occhio.
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Real tribolato, Inter anche

Viene, il Real, dall’1-1 tribolato nella tana del Villarreal; Luka Jovic ha il covid, Federico Valverde è out, Benzema, Casemiro ed Eder Militao sono in forse. Gira e rigira, non è che Zinedine Zidane sprizzi salute. Bontà sua, ha recuperato Daniel Carvajal ed Eden Hazard. Problemi di organico, per la cronaca, li ha anche l’Inter, da Marcelo Brozovic ad Alexandar Kolarov, ma non così diffusi, così profondi.

Conte: "La mia Inter ha perso ferocia"

"Un" Real che zoppica è pur sempre "il" Real: specialmente quando pende dall’orlo del baratro. L’Inter deve stare in campana. Nella scorsa stagione, gli ottavi le sfuggirono contro un Barça che, già qualificato, presentò a San Siro la scorte di Leo Messi e vinse comunque (2-1). La vittoria strappata al Toro aiuta a "calientare" l’ordalia. Roba da pazza Inter, da 0-2 a 4-2, con i granata in totale controllo per un’ora e Lukaku, tanto per cambiare, grimaldello del destino: doppietta, assist a Lau-Toro. E Christian Eriksen? L’ennesima panca, dietro Alexis Sanchez (titolare) e Radja Nainggolan (subentrato). "Non siamo una grande squadra", ha confessato il totem belga. Conte gli ha dato ragione: c’è poca voglia di lottare. Non proprio il massimo, come manifesto programmatico.
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Zidane a caccia del gioco

Ribadito che ogni partita fa storia a sé, l’Inter si trova di fronte a un’occasione unica. Riceve un Real incerottato e non più saldo, nella Liga, come prima di Valencia. Zizou deve gestire una precarietà di gioco e di risultati che lo porterà a scelte delicate, cruciali. Largo ai giovani, da Vinicius a Rodrygo, nella speranza che i draghi superstiti si stringano a coorte e la coppia Toni Kroos-Luka Modric tenga in piedi il centrocampo.
Non che la Maginot interista sia un castello blindato, anzi, ma Conte se non altro potrà schierare l’assetto tipo. Senza trascurare Nicolò Barella, colonna dell’impero manciniano. Decisive saranno le fasce, come lo furono già, in negativo, a Madrid (la palla persa di Achraf Hakimi). E i portieri: Samir Handanovic, Thibaut Courtois.
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Occhi su Vidal

Arturo Vidal, eccone uno che potrebbe orientare la trama. Nel bene, come nella Nazionale cilena, o nel male, come con il Borussia della lattina. Rimane la suggestione dell’incipit: Lukaku sì, Sergio Ramos no. Prendetela come una traccia, ammesso che di "questa" Inter ci si possa fidare.
Per commentare o fare domande potete inviare una mail a roberto.beccantini@fastwebnet.it o visitare il blog di Roberto Beccantini http://www.beckisback.it.

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