Non seguo i record, sono loro a seguirmi. Ho l'ossessione per la vittoria e non penso che sia qualcosa di brutto, penso che sia una cosa buona. Mi motiva. Se non sei motivato, è meglio fermarsi
Lo dichiara Cristiano Ronaldo, attaccante della Juventus, in uno dei passaggi dell'intervista a ITV anticipata nei giorni scorsi e andata in onda in versione integrale. Tra i temi affrontati dal campione portoghese, il suo rapporto con il grande rivale Leo Messi.
Serie A
Un algoritmo decide l'eterno confronto: Leo Messi è efficace il doppio di Cristiano Ronaldo
21/08/2019 A 15:29
E' un ragazzo e un giocatore fantastico. È nella storia del calcio, credo che dovrò vincere altri sei, sette o otto Palloni d'Oro per essere sopra di lui. Non siamo amici, ma abbiamo condiviso questo palcoscenico per 15 anni. Abbiamo un buon rapporto. So che mi ha spinto a diventare un giocatore migliore, così come io ho spinto lui a diventare un giocatore migliore. Sono sicuro - ha aggiunto CR7 - di essere nella storia del calcio per quello che ho fatto e quello che continuo a fare, di essere uno dei migliori giocatori della storia. Mi sento il numero uno ma se per qualcuno il numero uno è un altro e io sono il secondo, non importa. Io so di essere nella storia del calcio come uno dei più grandi di sempre

"Ho 34 anni ma è come se ne avessi 28, solo il sesso con Georgina meglio del gol in rovesciata in Juve-Real Madrid..."

Nella lunga intervista a Piers Morgan, il campione portoghese ha anche parlato del lavoro che quotidianamente svolge per restare a questi livelli...
"Ho 34 anni ma è come se biologicamente ne avessi 28. Ma per essere in queste condizioni faccio un lavoro specifico. Quando rientro a casa dopo l'allenamento, mangio, faccio un riposino e poi sento il bisogno di andare in palestra a fare un lavoro anche solo di 30-40 minuti. Se non lo faccio sento che il fisico ne risente. E' la mia routine ed è quello che mi permette di restare a questo livello. È bello che le persone apprezzino il mio lavoro. Quando mi dicono che sono il migliore, mi sento orgoglioso. La cosa di cui vado più fiero più che il mio fisco e la mia mentalità. I numeri non mentono. Negli ultimi 15 anni, ho sempre tenuto un rendimento di gol stabile e veramente alto. Lo sforzo, la dedizione, il duro lavoro sono quelli che mi hanno permesso di tagliare tutti i traguardi che ho raggiunto. Il talento non basta. Se non ti dedichi al 100%, non otterrai mai quello che desideri"
Centravanti da oltre 700 gol in carriera, Ronaldo dovendo scegliere il gol più bello della sua vita non ha dubbi a scegliere la strepitosa rete in rovesciata realizzata allo Stadium contro la Juventus con la maglia del Real Madrid, un gol che gli valse la standing ovation dell’intero stadio.
Ho segnato 700 reti e questo è di gran lunga il mio favorito. Tecnicamente è difficile da realizzarlo, ci ho provato tanti anni. Non ho mai visto un gol in rovesciata così, per il modo in cui sono saltato, contro Buffon e la Juve in un quarto di finale di Champions: probabilmente è uno dei gol più belli nella storia del calcio. Se la gioia che ho provato è stata miglior del sesso? No, meglio del sesso con la mia compagna (Georgina Rodriguez, ndr) non c’è niente.... Io e Georgina un giorno ci sposeremo di sicuro. E’ la madre dei miei figli, è veramente una donna formidabile. E’ la mia migliore amica, io apro il cuore con lei e Geo si confida con me”.

"Il caso Mayorga mi ha fatto soffrire, mi fido solo di quattro persone"

Georgina è stata anche vicina a Cristiano durante il caso Mayorga, in cui il fenomeno portoghese si è dovuto difendere da accuse molto gravi...
Quando giocano con la tua onestà, è difficile. Ricordo che un giorno ero seduto con Georgina a guardare il telegiornale e quando stavano parlavano di me e di quelle accuse ho cambiato canale perché temevo che i miei figli sentissero quei giudizi e perché mi vergognavo. Tutta quella vicenda, quelle accuse mi hanno fatto sentire male. Questa vicenda mi ha anche portato a diffidare di tante persone. Al cento per cento, mi fido solo di quattro persone. Non dico chi sono ma solo di loro mi fido davvero ciecamente. Conoscere il loro giudizio e come la pensano mi basta e avanza.
Nel corso dell’intervista c’è stato spazio anche per lanciare un appello a una signora che da bambino lo aiutò tanto ma che non è riuscita più a riuscire a rintracciare...
Quando avevo 11 o 12 anni ero povero, vivevo in questo convitto a Lisbona insieme a tutti gli altri giocatori della mia età che giocavano nelle giovanili. Potevo vedere la mia famiglia ogni tre mesi, è stato un periodo tosto. Mi ricordo che una notte, saranno state le 22.30-23.00, avevamo fame, vicino al campo del convitto c’era questo McDonald’s che era sempre aperto e io e gli altri andammo nella porta sul retro a bussare chiedendo se era rimasto qualche hamburger avanzato. E ricordo che Edna e altre due-tre ragazze erano fantastiche ci davano sempre qualcosa da mangiare. Non ho più saputo che fine abbiano fatto quelle ragazze perché quel McDonald’s non esiste più ma mi piacerebbe tanto rintracciarle. Sarei felice di invitarle a Torino e offrirgli una cena a casa mia. Mi piacerebbe tanto rivedere queste ragazze per sdebitarmi e fargli capire che ho veramente apprezzato quei gesti e che ancora oggi non li ho dimenticati.

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