Maldini ne avrebbe tante da ricordare. Al sito dell’UEFA ha spiegato le sensazioni vissute nella finale di Champions del 2005 contro il Liverpool e il riscatto due anni dopo sempre contro i Reds. A volte ci sono le seconde occasioni...

Il momento più difficile della carriera? La finale di Champions 2005 nonostante un suo gol...

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Il gol in finale nel 2005 rimane il più veloce e bello anche nella sua drammaticità, il calcio è imprevedibile e le cose non sono mai scontate, è anche la bellezza di questo sport. La cosa che fa ridere è che ho giocato 8 finali ne ho vinte 5, ma questa è quella che viene più ricordata, ha lasciato un segno importante. Eravamo favoriti, abbiamo giocato molto meglio, la partita non ha mai cambiato padrone a livello di gioco, siamo stati pericolosi sempre. Ma quando accetti queste cose dolorose è più facile che tu possa avere altre chances

E appunto è arrivata una seconda chance nel 2007

Ho preso tanti antidolorifici, mi ricordo pochissimo della partita, l’inizio, i gol di Inzaghi, la fine e un po’ della festa. Quando mi sono operato a tre giorni dalla finale ogni volta che mi svegliavo chiedevo al mister se avessimo vinto o perso

Carlo Ancelotti e Paolo Maldini con la Champions 2007

Credit Foto Getty Images

Poi il suo rapporto con il Milan da papà Cesare ai figli

Il rapporto con questo club è nato nel ‘78 e non si è ancora chiuso. Il fatto che almeno un componente della famiglia Maldini sia legato a questo club dagli Anni 50 dice tutto. Ci sono stati pochi anni dal ‘54 in poi in cui un Maldini non ha fatto parte del Milan, prima mio papà, poi io e i miei figli. La cosa bella è che al Milan questi ricorsi ogni tanto succedono
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