"Dopo nove scudetti consecutivi, quale deve essere il progetto della Juve? Lo sa Andrea Agnelli. La Juve è programmata per vincere. Le vittorie portano le vittorie, i soldi, i grandi giocatori: è un circolo".

Michel Platini loda la Juventus ma sa che la Champions è un'altra storia.

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"La competizione è molto più aperta. Sono tre finali: quarti, semifinale e finale. La Juve deve ancora giocare l’ottavo e con il Lione sarà tosta. Il Lione non ha giocato in campionato e parte sfavorito? Non credo. Il calcio non è matematica, la Juve deve vincere sul campo, non nelle chiacchiere. Il Lione arriverà preparato alla partita".

Ronaldo è un vincente

"Ronaldo il nuovo Platini? Non ha bisogno di essere me. Ha fatto tante cose, a Manchester, a Madrid: è sempre stato un vincente, ha sempre conquistato titoli. Per la Juventus è stato un bel traguardo farlo venire a Torino: Ronaldo ha uno spirito giovane, non molla mai niente. Comne si gestisce il suo finale di carriera? Finale della sua carriera o finale della sua vita? Io mi sono ritirato a 32 anni, perché stavo male al tendine. Ronaldo non deve pensare alla fine della carriera, decide il destino. Non volevo essere allenatore e il destino mi ci ha fatto diventare. Poi mi ha spinto a essere presidente della Coppa del Mondo in Francia, lì ho incontrato Blatter e mi sono lanciato in politica, Uefa e poi la Fifa. Insomma non ho deciso, è successo. Ronaldo avrà delle proposte, è forte, bravo, intelligente: un campione e un esempio. Zidane è diventato allenatore del Real Madrid dopo dieci anni che si annoiava. Il destino fa tutto e ti fa cominciare qualcosa".

Dybala e Buffon

"Dybala è un po’ Platini? Come stile ricorda Sivori, ma somiglia più a Maradona che a me. Non è che ha il talento di Maradona, per quello ha il suo ed è già tanto. Buffon ancora in campo a 42 annI? Eh, questi portieri non vogliono mai smettere. No scherzo, per firmare bisogna essere in due, alla Juve serviva. Zoff aveva 13 anni più di me, stava sempre con Scirea: erano le coscienze della squadra. Un giorno Trapattoni mi sostituì e mi arrabbiai. Venne Scirea: 'Michel, stai tranquillo qui sono tutti forti e vogliono giocare tutti'".

Conte

"Conte, ha detto: «Il secondo è il primo degli ultimi»? Non mi stupisce detto da Conte, vive solo attraverso le vittorie: incarna quel che è lui. Ma non sei il primo degli ultimi, sei secondo e basta: capisco ciò che vuol dire, non so se è una cosa giusta"

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