Sono solo sette le squadre europee che sono riuscite nell'impresa di conquistare il Triplete: il Celtic 1966-67, l'Ajax 1971-72, il PSV Eindhoven 1987-88, il Manchester United 1998-99, il Barcellona 2008-09, l'Inter 2009-10, il Bayern Monaco 2012-13, il Barcellona 2014-15 e il Bayern Monaco 2019-2020. Sette squadre e nove allenatori vantano dunque questo traguardo, dato che i catalani e i bavaresi hanno centrato il filotto due volte. Vincere il campionato, la Coppa nazionale e la Champions League (in passato la Coppa dei Campioni) spalanca le porte della storia del calcio: in Italia solo l'Inter ce l'ha fatta. Era il 22 maggio 2010 ma, a 11 anni esatti di distanza, riviviamo le tappe cruciali della Champions nerazzurra.

Kiev - Il destino (4 novembre 2009)

Champions League
Milito e la Champions 2010: "San Siro all'alba è stato il posto più magico del mondo"
21/05/2020 A 17:48
La partita
"Spacciata", questo l'oggettivo usato per l'Inter a cinque minuti dalla fine della partita di Kiev da ogni telecronista. L'Inter si trova all'ultimo posto nel girone con la Dinamo Kiev virtualmente avanti di quattro punti e la trasferta al Camp Nou di Barcellona (con i catalani a caccia di punti) ancora da giocare. La sconfitta ucraina sta maturando grazie al tiro, deviato, del solito Andriy Shevchenko, besta nera in tanti derby e capace di regalare il gol del vantaggio ai padroni di casa. Si tratta di un'autentica mazzata per le ambizioni europee dei nerazzurri. Nel finale, dopo un secondo tempo giocato tutto all'attacco, arriva però la rimonta firmata da Diego Milito e dal recuperato Wesley Sneijder dopo una papera di Bogush, l'estremo difensore della Dinamo. Tra l'86' e l'89' cambia la storia dell'Inter in Champions League, ma con il senno di poi sarà il punto di svolta dell'intera stagione. I nerazzurri balzano in testa al girone. José Mourinho è semplicemente incontenibile.

Julio Cesar e José Mourinho - Dinamo Kiev-Inter 2009

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L'uomo chiave
Sugli scudi un grandissimo Sneijder, rientrante dall'infortunio, ma capace di lottare su tutti i palloni, di dare geometrie alla squadra e di piazzare il colpo di reni che vale il gol vittoria all'89'. Wesley Sneijder, arrivato sul gong del mercato, diventa da subito una pedina fondamentale dell'Inter di Mourinho. È l'olandese l'uomo del destino.

Mario Balotelli e Wesley Sneijder - Dinamo Kiev-Inter 2009

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Londra - La consapevolezza (16 marzo 2010)

La partita
L’Inter scende in campo a Stamford Bridge per giocarsi il ritorno degli ottavi di finale contro il Chelsea di Ancelotti dopo il match del Meazza terminato 2-1 grazie alle reti di Milito e Cambiasso. Una partita cruciale, un gol del Chelsea e il sogno sarebbe finito. E invece grazie a una gara di forza - fisica, mentale e di squadra - il cammino prosegue con ancor più consapevolezza. L'Inter dà una lezione ai Blues e per la prima volta si sente davvero competitiva anche in Europa. Ancelotti, alla fine del doppio confronto, s'inchina: "L'Inter ha meritato, hanno tutto per vincere la Coppa".

Eto'o - Chelsea-Inter 2010

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L'uomo chiave
Il cronometro si ferma al minuto 33 della ripresa: palla perfetta di Sneijder per Samuel Eto’o che di esterno destro in corsa batte Turnbull e regala il pass per i quarti di finale ai nerazzurri. L'ex Barça, che era stato scambiato con Ibrahimovic (più conguaglio a favore dell'Inter), è l'affare di mercato che cambia la storia. All'occorrenza un terzino, un killer nei momenti topici ma soprattutto un vincente.
Di quella notte ricorderò per sempre due cose. Il discorso di Mourinho prima della partita: 'Nessuna squadra che ho allenato può battermi'. Entrammo in campo con una determinazione diversa: non giocavamo solo per noi, ma anche per l’allenatore. E poi lo stop che feci prima di segnare, la palla scendeva e mi dissi: 'Se lo fai bene, poi segni facile'. Ce l’ho ancora qui negli occhi, quel controllo [Samuel Eto'o]

Samuel Eto'o - Chelsea-Inter 2010

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Milano - La perfezione (20 aprile 2010)

La partita
Eyjafjallajokull è il nome del vulcano islandese che costringe il Barcellona a viaggiare verso Milano in pullman e non in aereo: la nube di fumo e cenere aveva causato la chiusura dello spazio aereo in Europa. La fuga di Maxwell sulla sinistra, proprio lui, uno degli ex della sfida, sembra la parola fine: 0-1 Pedro. Sneijder, servito da un assist spalle alla porta di Milito, fa 1-1. Nella ripresa, Maicon corre verso la porta di Victor Valdes come una furia: altro assist di Milito, gol del Colosso, 2-1. Tackle coraggioso di Thiago Motta e palla presa in scivolata, consegnata a Eto'o, cross dalla destra, Sneijder si inserisce e va di testa, non la sua specialità. Milito, che aveva già saltato sul primo tragitto della palla, la spinge dentro di testa: 3-1 contro i marziani di Guardiola.

Maicon - Inter-Barcellona 2010

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L'uomo chiave
Ci sono tante pagine scritte nei trenta minuti finali di quel match, ma una domina sulle altre: Maicon perde due denti in uno scontro con Messi ed esce in barella. Il terzino tuttofare, un esterno immarcabile capace di segnare gol incredibili (come quello alla Juventus) e di capire immediatamente il mondo nerazzurro.

Maicon - Inter-Barcellona 2010

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20 aprile 2010: Inter-Barcellona 3-1, la vittoria manifesto del Triplete dell'Inter targata Mourinho

Barcellona - La resilienza (28 aprile 2010)

La partita
L'Inter gioca i 96 minuti più lunghi della sua storia. Si parla solo di Remuntada, a Barcellona. "Lasceremo la pelle", è il proclama dei blaugrana. E l'Inter di Mourinho si presenta al Camp Nou forte del 3-1 dell'andata, ma anche con la defezione dell'ultimo minuto di Pandev, con Chivu scelta dell'ultimo secondo. Lo sforzo è enorme, anche perché l'espulsione di Thiago Motta decretata da De Bleeckere al 28' del primo tempo, con Busquets ad amplificare un contatto di gioco, costringe l'Inter a un muro in cui tutti danno il loro meglio: la prova difensiva di Samuel e Lucio, le rincorse di Eto'o, l'ossigeno dato dai cambi in corsa (Muntari, Cordoba e Mariga). Segna Piqué, poi Bojan lascia per qualche istante senza fiato il presidente Moratti, ma la sua rete nel recupero viene annullata. Mourinho ("I miei uomini hanno dato il sangue") e Oriali corrono come due ragazzini per salutare il pubblico di fede nerazzurra presente al Camp Nou, mentre partono gli idranti e Valdes tenta invano di fermarli. È la sconfitta più bella per l'Inter e vale la finale di Madrid.

José Mourinho - Barcellona-Inter 2010

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L'uomo chiave
La parata di Julio Cesar sul sinistro di Messi è il capolavoro della carriera del portiere brasiliano. Un gesto tecnico tanto bello quanto importante, una prodezza assoluta. L'immagine del portiere brasiliano è l'emblema del muro di gloria eretto al Camp Nou.

Julio Cesar - Barcellona-Inter 2010

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10 anni fa l'Inter alzava la Champions, che fine hanno fatto gli eroi del Triplete?

Madrid - L'apoteosi (22 maggio 2010)

La partita
Il 5 maggio l'Inter stende la Roma all'Olimpico e vince la Coppa Italia. Il 16 maggio, a Siena, i nerazzurri conquistano il 18esimo Scudetto. I gol decisivi li segna Milito, ma è solo il preludio alla notte di Madrid. Al 35' dal rinvio di Julio Cesar, l'argentino dà palla a Sneijder che chiude la combinazione con il filtrante: destro del Principe e Butt battuto per lo 0-1.

Diego Alberto Milito - Bayern Monaco-Inter 2010

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Julio Cesar sbarra la strada a Muller a inizio ripresa e al 70', dopo altri 35 minuti scanditi dal mito, Milito con una finta manda al bar Van Buyten e raddoppia: 0-2, l'Inter supera il Bayern Monaco ed è campione d'Europa.

Diego Alberto Milito - Bayern Monaco-Inter 2010

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L'uomo chiave
Da Roma a Madrid, passando per Siena, il Triplete dell'Inter ha una costante: i gol di Diego Alberto Milito. Da Principe a Re Mida della stagione 2009-10, il numero 22 corona un'annata leggendaria il 22 maggio. Capitan Zanetti festeggia così la 700esima partita con la maglia nerazzurra.

L'Inter alza la Champions League con capitan Zanetti - 22 maggio 2010

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Dal Mondiale 1982 al triplete dell'Inter, i dolci ricordi italiani al Santiago Bernabeu

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Facciamo i conti: l’Inter del Triplete costò “solo” 108 milioni di euro
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