La doppietta firmata da Sergio Oliveira ha scritto la parola fine sulla corsa europea della Juventus. I portoghesi di Conceicao sono riusciti a sbattere fuori i bianconeri aprendo una voragine sull’orizzonte di Madama. Cosa fare ora? Come muoversi? L’estate è ancora lontana, ma per Andrea Agnelli è già cominciato il tempo delle riflessioni. Che linea seguirà il capo bianconero?
La rottamazione che ha preso piede negli ultimi due anni - e che ha portato i vari Matuidi, Mandzukic, Khedira e Higuain lontano da Torino -sembra la direzione giusta per inaugurare un nuovo progetto tecnico, ma la strada da percorrere è ancora lunga. Tra un attacco da ripensare e un centrocampo da migliorare, Fabio Paratici e Pavel Nedved saranno costretti agli straordinari.
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Champions League
Si può parlare di fallimento Cristiano Ronaldo?
10/03/2021 A 12:26
Ovviamente, tutto ruota attorno alla posizione di CR7. La Juventus, tra ingaggi e posizione economica, non ha tanto spazio di manovra, per cui la cessione del portoghese potrebbe diventare decisiva ai fini della campagna acquisti. Però, prima di pensare alla cessione occorre trovare un compratore, altrimenti l'ex Real Madrid rimane fino al 2022 (scadenza contratto). In questa momentanea situazione di stallo, dove il mercato in uscita la farà da padrone, abbiamo ipotizzato come dovrebbe cambiare la rosa bianconera.

In porta

La sicurezza è una sola, e si chiama Wojciech Szczesny. Fissato questo concetto, occorre migrare sul tema Buffon. Nonostante Gigi abbia espresso la volontà di spingersi fino al 2023 - tenendo comunque aperta l’opzione dell’addio a giugno - la situazione è ad un bivio. Ci sono giovani portieri pronti per sostituirlo? Sicuramente sì. La Juve si fida di loro? Probabilmente no. Se bisogna percorrere la strada del rinnovamento, allora Buffon va scaricato. Mentre, se si vuole ritardare questo procedimento - e conservarlo come "secondo" - conviene tenerlo. L’unica problematica? Il classe 1978 non è immune allo scorrere del tempo, e prima o poi dovrà dire basta. Portarsi avanti con il lavoro non farebbe così male.

Difesa

Il reparto difensivo è quello da stravolgere il meno possibile. Tra Demiral, de Ligt, Alex Sandro, Danilo, Cuadrado, Bonucci - e un potenziale nuovo terzino come Federico Bernardeschi -, i bianconeri hanno almeno 7 giocatori affidabili. I nodi da sciogliere sono essenzialmente due, e sono anche collegati: Giorgio Chiellini e Radu Dragusin. Il classe 2002 è più giovane, meno soggetto agli infortuni e con più margini di miglioramento. Chiellini, invece, rappresenta la storia, ma alla soglia dei 37 anni - e con una brutta serie di infortuni alle spalle - non sembra più affidabile come un tempo. Insomma, come nel caso di Buffon, le scelte sono due: o il progresso o la riconoscenza. A Paratici (e Agnelli) la decisione.

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Centrocampo

Superando agilmente la difesa, arriviamo nella zona rossa: il centrocampo. Nel corso degli anni, la terra di mezzo juventina ha subito un autentico smantellamento. Dal quadrilatero magico formato da Pogba, Pirlo, Marchisio e Vidal, alla straziante quotidianità di Ramsey e Rabiot. La ripartenza del reparto, che più di altri ha sofferto le picconate di un ciclo , va permeata sulle orme di coloro che hanno dimostrato qualcosa in più: Arthur, Bentancur, Fagioli (a meno di prestiti), Chiesa e Wes McKennie. Ma oltre a questo quintetto, c’è bisogno di rinforzi. Dal sogno Milinkovic-Savic, seguito a lungo dalla Juve, al francese Houssem Aouar. Da Manuel Locatelli fino al possibile ritorno di Paul Pogba. I bianconeri non hanno tanto margine di manovra, ma qualcosa deve succedere.

Attacco

Ronaldo o non Ronaldo, è questo il dilemma. L'ultimo reparto preso in analisi è in realtà quello centrale nelle considerazioni del club, perché è da qui, e solo da qui, che potrebbe arrivare quel boost economico. Se la Juventus riuscisse a vendere Ronaldo, il mercato prenderebbe tutta un’altra piega. Mentre se il portoghese dovesse rimanere, allora toccherebbe a qualcun'altro fare le valigie (leggi Dybala). In ogni caso, serve un cessione pesante. Con i soldi incassati, oltre alla probabile conferma di Morata, il nome forte è quello di Mauro Icardi: in rottura con il PSG e voglioso di rimettersi in gioco. Lo spazio c'è, la volontà del giocare idem: bisogna solo capire chi verrà sacrificato.

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