Champions League, 'Season 2'. Il cammino dell’Atalanta nell’Europa dei grandi è già ricominciato col piede giusto, con il 4-0 in landa danese a fare da boost in partenza a una Dea scattata al semaforo come neanche il miglior Raikkonen a Portimao. Il primo episodio di spessore però di questa seconda stagione dell’Atalanta in Champions League, miglior prodotto di intrattenimento tirato fuori dal calcio italiano lo scorso anno, inizia in qualche modo stasera. Ed è un peccato che Bergamo, ancora una volta, non possa gustarsela a pieno e in tutto e per tutto.

Nella scorsa stagione furono 6 partite tutte in trasferta, tra Manchester, Zagabria, Kharkiv e le 3 di San Siro; quest’anno si riparte dal gioiellino Gewiss Stadium svuotato però di ogni suo colore, rumore, emozione. Una pandemia globale che blocca quella che sarebbe stata certamente una festa, perché nell’altra metà del campo, per la prima volta, arriva una squadra dal blasone storico. Non ce ne vogliano City, Valencia e PSG, ma Ajax e Liverpool rappresentano per la Dea il primo vero incrocio con l’aristocrazia del football, che non significa necessariamente milioni e potenza sul mercato, ma trofei in bacheca e pagine indelebili della storia del calcio e di questa competizione.

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E’ questo ciò a cui sarà opposta l’Atalanta stasera, in una sfida interessante, gustosa, succulenta. Anche perché contro ci sono le grandi sorprese delle due ultime edizioni: la Dea, nella passata stagione, a tanto così da una semifinale dopo un percorso impensabile; e l’Ajax, due anni fa, che solo un gol nel recupero di Lucas Moura privò del viaggio a Madrid che le avrebbe fatto sfidare proprio il Liverpool nell’ultimo atto.

Ten Hag vs Gasperini, per una sfida di calcio tra due allenatori alla ricerca del bello, oltre che del risultato; Atalanta vs Ajax per due squadre che arrivano a questa sfida in maniera opposta. L’Ajax si presenta a Bergamo forte dei bagordi contro il malcapitato VVV-Venlo, roba che da noi si vede solo il 17 luglio nell’uscita contro la rappresentativa locale messa lì per far sciogliere un po’ le gambe dopo i carichi di lavoro della mattinata; la Dea di contro con le prime due cadute rumorose consecutive in campionato. Eh già, perché a Zingonia due match consecutivi in Serie A non li steccavano da una vita... E il fatto che questa sia diventata una notizia è sintomo del lavoro enorme fatto dalla società e da Gasperini, che hanno ormai trasformato la percezione globale dell’Atalanta.

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Proprio il Gasp ha fatto ‘mea culpa’, dichiarando di aver esagerato nello stravolgimento della squadra titolare. E anche questo, in fondo, è sintomo di ingresso in un nuovo emisfero del calcio. Perché è chiaro che Mojica e Depaoli non sono ancora Gosens e Hateboer; perché è evidente che Lammers non possa essere Zapata; perché Sutalo non è Toloi e così via discorrendo; ma la possibilità che ci siano dei Mojica e dei Depaoli, dei Lammers e dei Sutalo, è il palesarsi di un cambio di dimensione che oltre ai risultati sul campo è arrivata in società e nel mondo di pensare dell’allenatore. Certo, tutto ciò, comporta rischi e complicazioni, come dimostrato da Napoli e Sampdoria in Serie A.

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Un aspetto a cui anche Gasperini dovrà inevitabilmente abituarsi, ma che in qualche modo dovrebbe riconsegnare stasera un’Atalanta più fresca per la sua prima notte di gala al Gewiss Stadium. In campo le riposate prime linee e sullo sfondo un episodio la cui trama sembra già la chiave di volta: in palio infatti 3 punti con cui l’Atalanta si metterebbe in una posizione di enorme agio in ottica qualificazione. L’esatto opposto del pathos con cui girarono le ultime 3 partite del girone della Season 1 ma che, siamo certi, non dispiacerebbe affatto al virtuale pubblico presente stasera a Bergamo.

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