"Dovete mantenere il possesso!" "Ma non mi urlare addosso". "Ma come non urlare?! Stiamo soffrendo." Che succede? Chi è che sta urlando? Ma soprattutto, perché sta urlando? A leggerla distrattamente sembra una di quelle conversazioni apocalittiche dei film. Quando la nave sta affondando e il capitano, insieme ai suoi marinai, inizia a perdere il controllo. Solitamente l’epilogo è di due tipi: o la nave affonda, con tutti gli annessi e connessi, o arriva il James Bond di turno e salva tutti quanti.
Martedì 16 febbraio 2021, al Camp Nou di Barcellona, Gerard Piqué recitava il ruolo del capitano della nave. Il suo transatlantico stava imbarcando acqua da tutte le parti e lui - urlando come una 15enne al concerto del proprio idolo - richiamava i propri marinai (aka compagni) all’ordine. Su di loro si era appena abbattuta la prima ondata del nuovo talento generazionale. Una gettata giovane (classe 1998), ma talmente impetuosa da far tremare - e poi crollare - uno dei vascelli più belli e imponenti d’Europa.
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Dal pallone della Champions al Pallone d'Oro il passo è breve

32’, 65’ , 85’. Sono questi i numeri con cui Kylian Mbappe ha sigillato il cambio della guardia. Con intervalli regolari ma letali, il nativo di Bondy ha scomodato tutti i paragoni più pesanti. "Sembra Ronaldo il fenomeno", "assomiglia al primo Cristiano Ronaldo del Man United", "si è imposto come il primo Messi".
Proprio come durante Argentina-Francia del Mondiale 2018 (il primo scontro con Messi), il piccolo Kylian ha imposto il suo ritmo. Il francese ha la velocità del possesso e l’intelligenza del corpo, della testa e del passaggio. Può creare per sé e per i compagni. Sa segnare in qualsiasi modo. Ha la personalità della generazione Z, del voglio tutto e subito. Il 1998 è il suo anno di nascita. La Nike è il suo sponsor e il calcio è il suo mondo. Dal pallone di Champions, portato a casa ieri sera, al Pallone d’Oro il passo è veramente breve. Basta una sgasata e la premiazione di dicembre è già dietro l’angolo, proprio in concomitanza del suo compleanno.

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È già meglio di tutti?

Proprio come nel 2006-2007, quando Ronaldo e Messi entrarono a gamba tesa nel mondo del calcio mostrando uno stile di gioco estetico e cinico, Mbappe sembra aver fatto lo stesso. In poco più di 20 anni di vita ha già vinto un Mondiale, tutti i trofei francesi, una valanga di premi individuali e tantissimi riconoscimenti giovanili. È a tutti gli effetti il padrone della contemporaneità.
Questo gli permette di superare Messi, Ronaldo e Lewa? Dopo serate come quella di ieri, ubriache di esaltazione, è giusto mantenere l’equilibrio. L'analisi va sempre fatta in relazione ai compagni e ai rivali, e nella carneficina del Camp Nou il PSG ha presentato almeno 5 giocatori da 7 in pagella. I paragoni fanno bene il giusto, ed è per questo che serviranno ulteriori conferme, ma una cosa è chiara: Mbappe non ha niente da invidiare a nessuno.

Meglio senza Neymar?

Con Neymar in campo, Mbappe avrebbe giocato allo stesso modo? O’ Ney è nettamente il principale antagonista di Mbappe nella corsa verso il pallone d’Oro - e pensare che il PSG può schierare sia Mbappe che Neymar fa spavento - però, proprio come Messi fu svincolato dalla convivenza con Ronaldinho, magari al francese farebbe bene un sistema in cui può brillare di luce propria. Ovviamente servono più partite per valutare con precisione, però quella di ieri è stato un esempio più che discreto.

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