1) Pazza Inter. E autolesionista

Un tiro e mezzo, due gol. Se la matematica non è un'opinione, a volte nel calcio può diventarlo. Specialmente quando una squadra ha tutto per portare a casa il risultato pieno ma, in un impeto di follia e autolesionismo, concede due reti una più banale dell'altra all'avversaria a causa di altrettante ingenuità difensive: prima de Vrij sbaglia completamente il disimpegno e Vidal sgambetta Thuram in area, quindi lo stesso cileno si lascia passare alle spalle Hofmann, che ringrazia e va a segno. Senza quel paio di generosi regali, difficilmente il fumoso Borussia Mönchengladbach avrebbe impensierito concretamente Handanovic. E invece ha rischiato di espugnare San Siro.

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2) Lukaku anima dell'Inter: non tradisce mai

Altri due gol, il quinto e il sesto di una stagione iniziata a mille all'ora. Romelu Lukaku apre, Romelu Lukaku chiude. Salvando l'Inter da una sconfitta ai limiti dell'incredibile, per come si è snodato il match. Se Big Rom manca, e per fortuna di Conte non manca praticamente mai, sono dolori. Lukaku rappresenta per l'Inter quel che Cristiano Ronaldo è per la Juventus: un punto di riferimento assoluto. Un gigante che tiene impegnato più di un difensore, il pivot che ti fa salire la squadra e un secondo dopo è all'interno dell'area per sparare a rete. Fanno 40 reti in 56 presenze a Milano: numeri strepitosi per un centravanti che a Manchester pareva l'ombra di se stesso. E che oggi, al contrario, è una garanzia in un momento in cui poco o nulla pare girare per il verso giusto.

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3) Darmian non vuol far rimpiangere Hakimi

Matteo Darmian non è Achraf Hakimi e non ha la medesima risonanza mediatica del marocchino, ma vuole sfruttare nel migliore dei modi la chance offertagli dall'Inter. Titolare dell'ultim'ora a causa della positività al Covid-19 del compagno, l'ex esterno del Parma si è fatto trovare pronto. Un mezzo assist per il gol di Lukaku, un gol sfiorato nel finale, tante iniziative più che interessanti sulla destra. Toccherà a lui anche nelle prossime gare di campionato e Champions League, ma Conte non se ne fa un problema: Darmian ha tutta l'intenzione di non far rimpiangere Hakimi.

4) Girone equilibrato: non ci sono solo Inter e Real

Real Madrid clamorosamente battuto in casa dallo Shakhtar nella gara delle 18.55. Inter stoppata, sempre a domicilio, dal Borussia Mönchengladbach in quella delle 21. Due risultati che sconvolgono le bollette e pure le previsioni sull'andamento del girone B, che promette di essere infuocato e intricato fino all'ultima giornata. Le favorite rimangono Inter e Real, per storia, rosa e qualità, ma tedeschi e ucraini hanno intenzione di provare il colpo. Ci sarà da battagliare.

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5) Clean sheet, che miraggio

C'era una volta un'Inter che costruiva un bunker davanti alla propria porta, fondando il proprio modello calcistico sulla fase difensiva e lasciando filtrare solo pochi spifferi davanti ad Handanovic. E oggi c'è questa Inter, che ha già beccato 10 gol nelle prime 5 partite ufficiali della nuova stagione: due a partita. Uno sproposito per le squadre di Conte. Tema già toccato dopo il derby e nuovamente d'attualità, seppur con sfumature diverse, dopo il 2-2 col Borussia. In un modo o nell'altro, la palla nella porta nerazzurra entra costantemente. Anche quando, come ieri sera, non esistono nemmeno i presupposti. Ed è il primo aspetto sul quale il tecnico dovrà soffermarsi nelle prossime settimane.

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