La FIFA sta valutando lo sviluppo di una VAR "semplificata" e più "abbordabile" da distribuire "a tutti i livelli del calcio". Il gruppo di lavoro "Innovazione ed eccellenza" dell'ente calcistico mondiale, informa la stessa FIFA in una nota diffusa dall'ANSA, si è riunito l'ultima volta il 27 ottobre scorso in videoconferenza e presto presenterà sia alla federazione sia all'IFAB, garante delle regole del gioco, una raccomandazione per l'attuazione di questa riforma. L'obiettivo, spiega la FIFA, è ideare sistemi di video assistenza arbitrale più convenienti e consentirne l'uso a tutti i livelli del calcio.

ll gruppo di lavoro ha identificato fattori di costo variabili, ha parlato della potenziale diminuzione della qualità e dei requisiti minimi per una tale configurazione tecnologica. Inoltre, la Confederazione calcistica asiatica (Afc), la federcalcio francese (Fff) e l'UEFA hanno fornito al gruppo di lavoro i risultati dei test offline con una tecnologia VAR più efficiente in termini di costi. La FIFA ha fatto poi sapere che si sta valutando "lo sviluppo di una tecnologia semi-automatizzata per il fuorigioco al fine di rendere il processo di analisi di queste situazioni il più efficiente possibile".

Serie A
Nicchi: "Gli arbitri sono entusiasti del VAR"
09/11/2020 A 17:07

E' stato sollecitato il mercato a trovare una tecnologia che permettesse di visualizzare meglio il "fuorigioco difficile da giudicare" con la VAR. Tre fornitori sarebbero interessati alla prossima fase di sviluppo, che ha dovuto essere posticipata a causa della pandemia, ma dovrebbe essere conclusa il prossimo anno. Lo scopo di questa fase di sviluppo è migliorare ulteriormente gli algoritmi dei sistemi basati su una raccolta di dati da centinaia di diversi casi di fuorigioco.

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Nicchi: "Arbitri eroi"

Intanto, Marcello Nicchi, presidente dell’AIA, ha parlato nel corso della trasmissione "30° Minuto" su Toscana TV: "Gli arbitri da febbraio ormai si stanno comportando da eroi, ci sono ragazzi che per pochi euro si sottopongono a situazioni molto delicate e complesse. Ma proviamo a tenere in piedi il sistema, e possiamo farlo solo noi: se si ferma la macchina arbitrale il calcio è finito. Teniamo ancora più relazioni di prima, vuoi per fare gruppo o per tranquillizzare chi comunque risente di questo clima strano e atipico. Qualcuno non ha capito la gravità del momento che stiamo vivendo, neanche leggendo tutti i morti nei bollettini di tutti i giorni".

Gli arbitri di vertice?

"C’è un problema grosso: in Italia si fanno le leggi e poi si dice di arrangiarsi, ma gli arbitri di Serie A e B ormai non si allenano assieme da marzo scorso, a Coverciano non si può entrare perché gli arbitri non formano un gruppo squadra, dato che ognuno vive nella sua casa. Stanno facendo dei miracoli, si preparano per la strada, lungo i sentieri, con una tabella anomala rispetto al normale. A mio modo di vedere stanno arbitrando molto bene".

Come sono andate le prime sette giornate?

"Io sono contento ma non voglio autoincensarmi. I giovani stanno arbitrando come si deve, e il merito va a Rizzoli, al suo staff, ai medici e a tutti, AIA compresa. Lo scorso anno abbiamo concluso un campionato prendendo dei matti perché volevamo concludere giocando anche ogni tre-quattro giorni".

Il nuovo ruolo di Rocchi?

"Abbiamo capito che non è una questione di protocollo, il problema è un altro: tanta gente critica solo perché non conosce il regolamento. Specie nei campi di periferia, si accusano arbitri perché c’è poca conoscenza delle regole, e ci serviva una persona che lanciasse un messaggio chiaro sul perché sbagliano gli arbitri, e sul fatto che facciano bene a volte, anche quando si pensa che abbiano sbagliato. In certi campi se avveniva un episodio ci si ricamava per venti giorni, e abbiamo deciso di andare a spiegare le nostre decisioni: chi meglio di Gianluca Rocchi che ha avuto tutto dall’associazione?”.

Il VAR a chiamata arriverà mai?

"Nella vita tutto si può avverare, ma partiamo dal presupposto che le regole le fanno FIFA e UEFA, noi dobbiamo applicarle. Dico che se si dà a un allenatore la possibilità di chiamare tre volte la VAR, si finisce con l’annullarla: negli altri sport non se ne possono fare più di una o di due, noi arbitri di fatto le chiamate le facciamo tutte. Se l’allenatore chiama due volte la VAR, magari alla terza capita un qualcosa che va a danneggiare e che non si può rivedere".

Pronto per le elezioni?

"Appena la federazione indirà le sue elezioni, noi faremo altrettanto con le nostre. Dopodiché, come si usa in democrazia, vince chi prende un voto in più. Io ho grande voglia e passione, saranno poi i votanti a dirmi cosa fare".

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