Juventus-Chelsea, match valido per la 2a giornata del gruppo H, si é concluso all'Allianz Stadium con il punteggio di 1-0. Ha deciso la rete dopo 10 secondi nella ripresa di Federico Chiesa. I Bianconeri, che si presentavano a questa sfida senza due pezzi da novanta come Dybala e Morata, grazie a questo successo consolidano il primato in vetta al gruppo H e si spianano la strada verso una qualificazione agli ottavi che ora appare essere più in discesa. Vediamo insieme l'analisi del match in cinque punti.
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1) Federico Chiesa è il "top player" di questa Juventus

Champions League
Juve-Chelsea 1-0, pagelle: Chiesa fantastico, Lukaku flop
29/09/2021 A 21:07
Convinto, grintoso, elettrico, determinato, cocciuto, ma anche con qualità evidenti nella progressione palla al piede. E poi vede e sente la porta. Federico Chiesa, strappa e scatta, tira e dribbla, ha incantato anche contro il Chelsea, risultando MVP del match e realizzando il suo quinto gol nelle ultime cinque presenze in Champions League. Le statistiche ci dicono che Chiesa è il primo giocatore italiano a trovare il gol per quattro presenze da titolare consecutive di questa competizione con la maglia della Juve da un certo Alessandro Del Piero nel novembre 1997. Paragoni (ed eredità) che, pur parlando di giocatori molto differenti tra di loro, non sono così campati in aria. Il “22” è senza dubbio la stella di questa squadra.

Federico Chiesa esulta dopo il gol in Juventus-Chelsea - Champions League 2021-22

Credit Foto Getty Images

2) Allegri conosce il calcio, merita fiducia

La copertina se la prende Chiesa, ma tra gli artefici della pesante vittoria sul Chelsea c’è sicuramente la sapienza calcistica di Massimiliano Allegri. Difensivismo? Calcio ormai passato? Ostruzionismo? Di corto muso? Si leggono le definizioni più disparate, ma i fatti dicono che senza Paulo Dybala e Alvaro Morata, “Max il saggio” ha incartato Tuchel e il Chelsea. Regola numero 1: non dare profondità e campo a Lukaku, abbassando la difesa. Regola numero 2: riempire le linee di passaggio di Havertz e Ziyech, tenendo sempre corti e coordinati i reparti. Regola numero 3: sfruttare la velocità di Chiesa e Bernardeschi in ripartenza. Missione compiuta. Questa Juventus ha ancora alcuni problemi da risolvere e tanta strada da fare, ma se c’è qualcuno che ha meritato credito per essere lasciato al lavoro sereno e in pace, questo qualcuno è Massimiliano Allegri.

3) Locatelli e De Ligt, il futuro è presente

Manuel Locatelli in mezzo e Matthijs De Ligt dietro. Un classe 1998 e un classe 1999. Sono loro i pilastri da aggiungere a Federico Chiesa per costruire la Juventus del futuro. Il centrocampista arrivato dal Sassuolo ha giocato le prime due gare di Champions League della sua vita con il piglio del veterano. Un lottatore in mezzo al campo, capace anche di giocare palloni difficili in modo pulito. Il centralone olandese sta mostrando progressi e incombe in meno errori rispetto ai primi due anni di Juventus. Sono due giocatori pronti e forti, essenziali nel presente, ma con ampi margini di miglioramento per gli anni a venire.

4) Lukaku sovrastato e annullato, soprattutto da Bonucci

Uno dei grandi “assenti” della sfida dell’Allianz Stadium è stato Romelu Lukaku. Il centravanti belga è stato reso innocuo e inoffensivo sia dallo stile di gioco bianconero, che dai raddoppi costanti della coppia Bonucci-De Ligt, che non lo hanno mai fatto respirare. Una sola occasione, nella ripresa, non sfruttata dal suo potente mancino. Per il resto tanta sofferenza, diversi duelli persi e una sensazione di impotenza raramente percepita da Lukaku negli ultimi tempi. Il Chelsea ha faticato ad armare il suo colosso offensivo, la Juventus ha difeso benissimo, soprattutto su di lui.

Romelu Lukaku e Leonardo Bonucci

Credit Foto Getty Images

5) Chelsea scarico, in mezzo c’è qualche problema ora

Grandi meriti della Juventus, sottolineati nei primi tre paragrafi, e qualche demerito del Chelsea. Tuchel non ha letto nel migliore dei modi la sfida di Torino, non è riuscito a cambiare le chiavi del gioco in corsa e ha patito l’assenza di Kanté, vero motore della squadra londinese. In mezzo al campo, senza il francese, non hanno brillato né Jorginho né Kovacic e tutta la (lentissima e articolata) manovra dei Blues ne ha risentito. Il ko con la Juventus, che segue quello in Premier con il City, fa risuonare qualche campanello d’allarme in casa Chelsea. Dalla squadra campione d’Europa 2020/21 ci si aspetta ben altro.

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