Milan-Liverpool, match valido per la sesta e ultima giornata del gruppo B di Champions League, è terminato con il punteggio di 1-2. A segno Tomori, Salah e Origi. In virtù di questo risultato i Reds chiudono al comando e a punteggio pieno il girone B qualificandosi agli ottavi di finale insieme all'Atletico Madrid. Il Porto va in Europa League, i rossoneri chiudono al quarto posto e sono fuori da tutto. La gara è stata arbitrata dall'olandese Danny Makkelie. Qui di seguito le 5 verità che ci ha lasciato la gara di San Siro.

Pioli: "Dispiace, volevamo rimanere in Europa con tutte le nostre forze"

1) Milan a piccoli passi: la Champions è ancora un pianeta ostico

Champions League
Milan-Liverpool 1-2, pagelle: Ibra delude. Tomori fa e disfa
07/12/2021 A 22:09
Facile parlare di Champions League come terreno di caccia preferito del Milan. Una volta lo era davvero, eccome, però erano altri tempi. Il Milan attuale è una squadra che è rinata dalle ceneri di annate devastanti sotto il profilo del morale e dell'immagine. Ed è nel bel mezzo di un percorso di crescita - definizione che non a caso Pioli ama utilizzare spesso nelle proprie conferenze stampa - destinato, secondo i piani di società ed allenatore, a portarlo ancora più in alto. Rimane, questo sì, il rimpianto di essere arrivati alle spalle di un Porto non trascendentale e del peggior Atletico Madrid delle ultime stagioni. Ma in questo momento, come confermato dai soli 4 punti sui 18 disponibili, la Champions League è ancora un pianeta troppo ostico per questo Milan.

2) Quanti errori individuali: così non si può superare un girone

E poi ci sono gli episodi. Incredibile la quantità di errori individuali commessi dai giocatori del Milan nelle 6 partite del cammino europeo. La deleteria espulsione di Kessie contro l'Atletico Madrid, il contrasto aereo perso da Bennacer a Oporto, la palla scippata da Grujic allo stesso empolese nel ritorno contro i portoghesi. E infine, gli svarioni di ieri sera di due insospettabili come Maignan e Tomori, il primo incerto nell'azione del primo gol e il secondo addirittura disastroso, proprio lui che aveva trovato il vantaggio, in occasione del raddoppio di Origi. Masochismo allo stato puro. Impossibile, in questo modo, pensare di passare un girone.

Salah batte Maignan in Milan-Liverpool

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3) Se Ibra non gira è un Milan a metà

Serviva lui. Il più bravo di tutti, l'eroe capace di trascinarsi una squadra intera sulle spalle. Senza Giroud, senza Rebic, senza Leão, le speranze di qualificazione, più che a Sant'Ambrogio, erano riposte sulla classe superiore di Zlatan Ibrahimovic. Che però ha deluso pesantemente. Un'indecisione fatale nel primo tempo al momento del tiro, qualche buon tocco per i compagni e poco altro. Poco da fare: se Ibra non gira, è un Milan a metà. Anche a 40 anni.

Ibrahimovic contrariato durante Milan-Liverpool

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4) Kessie, la stagione di alti e bassi prosegue implacabile

L'assist per Messias al Wanda Metropolitano prima, la bella prestazione con gol contro la Salernitana poi. Franck Kessie pareva tornato ai livelli dello scorso anno. Evidentemente, però, per l'ivoriano è una stagione che deve andare in un certo modo. Contro il Liverpool si è rivista la versione predominante di questi primi mesi del 2021/2022: errori in serie in mezzo al campo, la mancata chiusura su Oxlade Chamberlain nell'azione che ha portato al pareggio di Salah, un gol divorato davanti ad Alisson. Obiettivo, una volta certificata l'uscita dall'Europa: resettare e non pensare più a nulla. Né alla questione rinnovo, né alle difficoltà in campo. Perché adesso il Milan ha bisogno anche del proprio Presidente per sedersi sulla poltrona più alta della Serie A.

La delusione di Kessie in Milan-Liverpool

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5) Mentalità Klopp: anche il Liverpool bis non regala nulla

La verità? Si erano illusi un po' tutti. Sia alla vigilia, quando Jurgen Klopp aveva ammesso candidamente di voler far riposare diversi titolari, sia all'annuncio della formazione ufficiale del Liverpool, piena zeppa di giovani e seconde scelte. E invece, la mentalità aggressiva e battagliera del manager tedesco ha contagiato proprio tutti. Anche chi gioca meno degli altri. E anche con una qualificazione e un primo posto già in tasca da tempo. Gran partita di Oxlade-Chamberlain, della coppia difensiva Phillips-Konaté, di Williams. Più le “sentenze” Salah e Origi. Complimenti.

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