Milano - Dopo essersi spartito gli ultimi due Scudetti italiani, San Siro torna protagonista a tempo pieno anche in Europa: dopo 11 anni Milan e Inter volano contemporaneamente agli ottavi di Champions League. Bisogna, infatti, riavvolgere il nastro alla stagione 2011-12 per trovare entrambe le milanesi tra le regine del Vecchio Continente: nell'urna di Nyon i rossoneri di Massimiliano Allegri pescano l'Arsenal (che battono per poi essere eliminati dal Barcellona), i nerazzurri di Claudio Ranieri (campioni in carica dopo il Triplete) trovano il Marsiglia che passerà ai quarti. Una vita fa.
Le squadre di Stefano Pioli e Simone Inzaghi sono passate da seconde nei rispettivi gironi e il prossimo 7 novembre dovranno incrociare le dita per evitare la sfida contro due delle corazzate di questa edizione della Champions: il Real Madrid, campione in carica, e il Manchester City dell’implacabile Erling Haaland (per il Milan si aggiunge anche il temibile Bayern Monaco che ha chiuso la fase a gironi a punteggio pieno, mentre per l'Inter c'è lo spumeggiante Chelsea). Tra le combinazioni comuni possibili anche il Tottenham di Conte e le due portoghesi, sulla carta più abbordabili, ovvero Benfica e Porto.

Milan e Inter saranno le mine vaganti degli ottavi per le big?

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Prendiamo a prestito le parole del d.s. rossonero, Paolo Maldini, pronunciate nella pancia del Meazza dopo la scorpacciata contro il Salisburgo: "Il Milan può essere la mina vagante tra le secondo classificate". Concetto ribadito dallo stesso Pioli in conferenza e che si può tranquillamente estendere anche ai cugini nerazzurri qualificati con un turno di anticipo nel "girone di ferro" con Bayern e Barcellona.
Perchè sì. Milan e Inter hanno dimostrato di saper soffrire e di adattarsi alle caratteristiche dei propri avversari, dosando le forze, gestendo bene le rotazioni tra campionato e Coppa e sfruttando il calore e i sold out di San Siro. L'anno scorso la squadra di Inzaghi ha messo in difficoltà il Liverpool agli ottavi, segnando nel ritorno ad Anfield e alzando bandiera bianca in inferiorità numerica (causa espulsione di Sanchez) solo al 180' della doppia sfida. In una stagione atipica come questa, poi, il Mondiale può ribaltare i ruoli. A febbraio e marzo le big d'Europa dovranno fare i conti con lo sforzo profuso in Qatar sia a livello fisico che mentale da tanti elementi della rosa (nel Bayern Monaco, Manchester City e Real Madrid, ad esempio, ci sarà un vero e proprio esodo). Un'occasione da sfruttare per Milan e Inter che, complice la non partecipazione dell'Italia, avranno diversi giocatori che continuaranno ad allenarsi (ma anche riposarsi) a Milano.

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Perchè no. La differenza che si è vista nei quattro scontri diretti contro le due vincitrici dei rispettivi gironi (Chelsea per il Milan, Bayern Monaco per l'Inter) è stata abissale: le milanesi non sono riuscite a segnare nemmeno un gol, subendone 5 e 4 a testa e soffrendo tremendamente in trasferta. Il gap che le divide con l'Europa che conta c'è e si fa sentire e se il sorteggio riserverà brutte sorprese difficilmente riuscirà a essere colmato. I progetti di Pioli e Inzaghi supportati da dirigenze illuminate, sono solidi e in crescita, ma gli investimenti societari (ad oggi) non sono paragonabili: lo si può facilmente notare dalle panchine dei top club europei. Di certo nessuno di questi si augura di incontrare Milan e Inter, ma nell'arco dei 180' Guardiola, Nagelsmann, Potter e Ancelotti hanno più soluzioni.

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