Adattarsi e costruire. Non sappiamo quanto Simone Inzaghi sia un fan dell'azienza cinetica, ma i suoi primi 4 mesi sulla panchina dell’Inter sono stati un vero proprio elogio a questi due concetti. Non lo diciamo solamente perché senza le vicissitudini economiche ci sarebbero ancora Hakimi e Lukaku a girare per Appiano Gentile, ma anche per l’intelligenza mostrata nel capire la situazione. L’ex Lazio si è ritrovato senza due dei migliori cinque giocatori della scorsa Serie A, con delle scadenze a breve termine e una scimmia sulle spalle spaventosa tanto quanto le urla di Antonio Conte, ma nonostante tutto ne sta uscendo da vincitore.
La sua grandissima abilità nel sapersi calare immediatamente nel contesto, prendendo tutto quello di buono fatto dai predecessori e aggiungendo la sua idea di calcio, ha fatto la differenza. Magari con specificità e palmares di alcuni suoi colleghi, ma con la stessa voglia di proporre qualcosa di bello ed efficace. Oggi l’Inter è agli ottavi di Champions e appena dietro a Milan e Napoli in campionato (-4), crea tanto ed è capace di spaventare tutti quanti. Chi si aspettava di vederli così bene?
Calciomercato 2020-2021
Perisic: "Rinnovo? Tutto è possibile, fra un paio di settimane..."
25/11/2021 A 14:37
L’Inter è la squadra che ha tentato più conclusioni nei primi tempi di questa Champions League: 62, almeno 11 più di ogni altra squadra (OPTA)
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CategorieINZAGHI (2021-22)CONTE (2020-21)CONTE (2019-20)
Media punti Serie A2,152,392,15
Media punti Champions21,171
Media gol Serie A2,462,342,13
Media gol Champions1,61,41,6
Media gol subiti in A1,150,920,94
Media gol subiti CL0,61,51,5
*Le medie di Inzaghi sono aggiornate al 24/11/2021

Forme più morbide

Già agli albori della stagione, all’interno di un pezzo che analizzava come Correa potesse inserirsi nel gioco offensivo dei nerazzurri, notavamo una maggiore libertà nei giocatori dell’Inter. Rispetto alle situazioni codificate tanto amate da Antonio Conte, Inzaghi sembrava voler togliere le briglie e concedere più freschezza a livello mentale. Qualche mese dopo, e diverse partite dopo, possiamo dire che quella sensazione si è trasformata in realtà. Simone Inzaghi ha sicuramente un playbook abbastanza ampio nel suo taschino, ma spesso e volentieri – come faceva anche alla Lazio – lascia l’iniziativa ai suoi giocatori. Gli chiede di essere meno specifici e con prospettive più ampie, in modo da ottenere il massimo.
Il girone di Champions, da questo punto di vista, è un chiaro segnale di tutto ciò. L’Inter lo ha superato tirando per oltre 20 volte a gara (20.2, dati Inter-news), producendo 11.2 xG (quarta overall dietro ad Ajax, Bayern e Man. City) e subendo la miseria di tre reti (seconda miglior difesa a pari merito). Certo, le due partite contro lo Sheriff Tiraspol hanno contribuito a "drogare" questi numeri, ma il trend è piuttosto evidente.

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Più Perisic per tutti

Se a tutto questo poi - oltre al rendimento in campionato in cui l’Inter è al terzo posto con il miglior attacco e la terza miglior difesa a pari merito – aggiungiamo la curva esponenziale di Ivan Perisic, capiamo immediatamente quanto il tecnico piacentino stia lavorando bene. L’esterno croato, da quando c’è Inzaghi, gioca nettamente di più (da 56 a 78 minuti di media in campionato), tocca più palloni ed è più presente nel cuore del gioco.
Facendo una ricerca su Understat e parametrando il Perisic di quest’anno con l’Hakimi dell’anno scorso, si vede chiaramente come l’ex Bayern stia sostituendo quasi in toto il giocatore del PSG. Tralasciando per un attimo la differenza nel minutaggio, sotto le voci della costruzione della manovra, del contributo offensivo, degli assist e dei tiri parametrati su 90, i valori sono perfettamente in linea con quelli del marocchino. E non è un caso che anche il tecnico lo abbia confermato.
"Sta facendo benissimo Ivan, l'ho affrontato per quattro anni di fila ed era sempre un problema. Appena sono arrivato ho pensato subito potesse essere una risorsa, per noi è un valore aggiunto".

Ivan Perisic, Inter-Shakhtar, Getty Images

Credit Foto Getty Images

Continuare così

In buona sostanza il tempo dei bilanci è ancora lontano, e il calendario fino a Natale propone sfide decisamente complicate (Roma, Torino e Real Madrid), ma se i nerazzurri riescono a riproporre l'organizzazione e la cattiveria mostrate contro lo Shakhtar possono far paura a tanti. Anzi, a tutti.

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